Flavio Favelli a Istanbul, ecco le immagini della mostra Grape Juice. Oggetto, fra Pop e Concettuale, le icone di una Turchia sempre più conflittuale

Il progetto ve l’abbiamo raccontato nei dettagli con un lungo articolo nei giorni scorsi: anzi, ve l’ha raccontato, direttamente il protagonista, Flavio Favelli, con le sue parole. Della sua residenza a Istanbul, presso l’Ambasciata italiana, per la terza edizione del ciclo Anteprima promosso da Cristina Cobianchi per l’Associazione AlbumArte; e della mostra personale nata come […]

Il progetto ve l’abbiamo raccontato nei dettagli con un lungo articolo nei giorni scorsi: anzi, ve l’ha raccontato, direttamente il protagonista, Flavio Favelli, con le sue parole. Della sua residenza a Istanbul, presso l’Ambasciata italiana, per la terza edizione del ciclo Anteprima promosso da Cristina Cobianchi per l’Associazione AlbumArte; e della mostra personale nata come parte integrante del progetto, dal titolo Grape Juice, curata da Vittorio Urbani e allestita nella principale sala espositiva della Galata Rum Okulu, la Scuola Elementare Greca di Galata (una delle sedi più prestigiose dell’ultima Biennale di Istanbul), dal 17 maggio al 14 giugno 2014.
Favelli a Istanbul reagirà ad una società che da due secoli si interroga sulla propria posizione nel campo della Modernità, e il cui recente ‘successo’ internazionale è ora adombrato dalle recenti difficoltà della politica e dal disagio sociale“, spiega il curatore Vittorio Urbani, delineando l’approccio dell’artista che non manca di sfiorare l’impegno sociale. Per una mostra che si struttura in quattro progetti distinti: all’entrata della sala, sulla vetrata che divide questa dall’atrio, una grande immagine di Istanbul, un’immagine “da cartolina; al centro una costruzione con pannelli di ferro riciclati, poi quattro pannelli-quadri dipinti a smalto, che presentano alcuni particolari di banconote della Turchia degli anni ’70; infine un oggetto da lui definito “struggente”, una bottiglia di Coca Cola emessa solo per la Turchia, che ha trovato in Italia. Tutto questo, nella fotogallery che trovate sotto…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.