Paolo Sorrentino Olimpico. Arriva l’Oscar per La grande bellezza, che ritira ringraziando Maradona. Miglior Film a Steve McQueen, sette (clamorose) statuette a Gravity di Alfonso Cuaron

Paolo Sorrentino la spunta e La grande bellezza si aggiudica l’Oscar per il Miglior Film Straniero, con ringraziamento a Fellini, Scorsese, ma anche a Maradona e ai Talking Heads. Miglior Film dell’Anno 12 Years a Slave di Steve McQueen, che vince anche per la miglior attrice non protagonista con l’interpretazione di Lupita Nyong’g e per […]

Paolo Sorrentino la spunta e La grande bellezza si aggiudica l’Oscar per il Miglior Film Straniero, con ringraziamento a Fellini, Scorsese, ma anche a Maradona e ai Talking Heads. Miglior Film dell’Anno 12 Years a Slave di Steve McQueen, che vince anche per la miglior attrice non protagonista con l’interpretazione di Lupita Nyong’g e per la miglior sceneggiatura adattata. Tutto al Black Power. Sette clamorose statuette a Gravity di Alfonso Cuaron, tra cui spicca quella per la miglior regia, e così David O. Russel torna a casa a mani vuote con zero premi su dieci possibilità per American Hustle.
Male anche Philomena di Steven Frears, Nebraska di Alexander Paine e Captain Phillips di Paul Greengrass, in quest’ultimo caso senza nessun rimpianto. Spike Jonze vince con la sceneggiatura originale di Her. Jared Leto, con una scelta giustamente inappellabile è il miglior attore non protagonista in Dallas Buyers Club. Più discutibile l’Oscar di Matthew McConaughey per il ruolo del protagonista nello stesso film, visto che se la giocava con Leonardo Di Caprio in The Wolf of Wall Street di Scorsese. Anche quest’anno invece niente da fare per Leo. Frozen è il miglior cartone animato, ma era un fatto accertato in principio. Insomma: gli Oscar 2014, che Artribune ha raccontato live via Twitter, si chiudono senza colpi di scena e con qualche delusione: a brevissimo su Artribune un approfondimento con alter riflessioni…

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • C’è una parodia significativa rispetto lo stato dell’arte in italia ..

    • stanlio shuster

      la parodia riguarda il cattivo gusto imperante
      l’arte contemporanea non è la luna ma il dito

      • insomma…ci sono alcuni frammenti di film che sembrano criticare frontalmente l’arte “contemporanea”…quale cattivo gusto??? Se non esiste critica militante?

        • And

          Sì, c’è tutta la scena dell’artista nuda che va a sfracellarsi la testa contro un muro…chiaro il riferimento alla Abramovitc, persino Vezzoli si è sentito offeso! francamente l’ho trovata l’unica scena divertente di un film pallosissimo

  • Daniele Scarpa Kos

    Jep 1 e Jep 2. Anche tra i personaggi della mia “Commedia dell’arte
    contemporanea” c’era un Jep, ma non è il Gambardella di “The
    Great Beauty” di Paolo Sorrentino, sceneggiato dal padovano
    Umberto Contarello. 
Fa parte, con lo scrittore collezionista
    d’arte Enzo Masi Galliandi, il Gian-Ugo, Alejandra, K2,
    Marescialla G. Buzz, il Professor-oh, Madame C (e molti altri),
    della fauna che bazzica per gallerie, studi di artisti e vernissage:
    quella che ho definito la Boh!-Hemm, la nuova Bohème di oggi. 
La
    scena del chirugo plastico con la gag del prezzo finale è molto
    simile quella scritta su “Italics” segnalata a suo tempo
    da Exibart. Cercatevi il Jep 1 tra i post della serie (quello datato 28.4.2011) nel blog CRI-TIC-AH