Luciana Littizzetto, Fabio Volo, Javier Zanetti: sono solo alcuni dei vip che prestano il proprio volto alla campagna di affissioni che spinge la mostra su Andy Warhol a Palazzo Reale. I loro ritratti, in puro stile Pop Art, popolano Milano

Non sono passati che pochi giorni da quando ci siamo occupati della sciagurata pubblicità con cui ItaliaUno si appropria del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo per promuovere la nuova stagione di Zelig. Suona ora come involontario risarcimento da parte della sfera dello show-biz a quella dell’arte la campagna di affissioni che spinge a Milano […]

Federica Mori

Non sono passati che pochi giorni da quando ci siamo occupati della sciagurata pubblicità con cui ItaliaUno si appropria del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo per promuovere la nuova stagione di Zelig. Suona ora come involontario risarcimento da parte della sfera dello show-biz a quella dell’arte la campagna di affissioni che spinge a Milano una delle mostre al momento in corso a Palazzo Reale. Quella su Andy Warhol prodotta da 24Ore Cultura, che non a caso tira in ballo le sue prime donne – da Giuseppe Cruciani al direttore de Il Sole Roberto Napoletano – per warholizzarne il ritratto, seguendo l’esempio delle opere che il padre della Pop Art ha dedicato a suo tempo ai vari Mao e Marilyn, Liz Taylor e via dicendo. Rispondono alla fatidica domanda Do you Warhol? anche un tot di voci in arrivo da Radio Deejay, come Nicola Savino o Linus; e poi i vari Fabio Volo e Luciana Littizetto, Matteo Marzotto e Alessandro Cattelan; fino a Platinette, Federica Mori e alle bandiere dell’Inter Diego Milito e Javier Zanetti. Altri nomi? Scopriteli passeggiando per la città. Come indizio vi basti che si tratta di gente che il celebre e sacrosanto quarto d’ora di celebrità l’ha bello che avuto…

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • carlo

    Federica Moro! no Mori

  • Giorgio

    infatti, potevano usare testimonial meno noti. però wharhol avrebbe apprezzato, forse (più pop di questi… le campbell’s della cultura).

  • Angelov

    è da quando hanno aperto quel famigerato museo del novecento, che non ne azzeccano più una, qui a Milano: accipicchia…

  • Vampiroweb

    Che tristezza, profondo amara tristezza…e anche schifo
    i soliti milanesi accentratori hanno colpito nuovamente con la loro cofonaggine.

  • zl

    Interessante idea di Obodigital: è nato l’ #oboscore ©, il primo misuratore della social audience dei VIP http://www.ideacreativa.it/nasce-loboscore-il-primo-misuratore-della-social-audience-dei-vip/

  • Ravecca Massimo

    Le mani di Gesù dipinte da Leonardo nel Cenacolo, uniche nel dipinto, una con la palma verso il basso e l’altra verso l’altro indicano che Gesù era ambidestro come naturalmente era Leonardo e in parte Michelangelo Buonarroti? Non a caso Andy Warhol riprodusse, oltre il Cenacolo, serialmente la Gioconda e Marilyn che richiamano lo stesso volto archetipo. Cfr. ebook di Ravecca Massimo: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.