Roma Film Festival Updates: tutto esaurito per la cinechat con Spike Jonze all’Auditorium. E poi tutti da Pistoletto (e dai Maya) al Maxxi

Trovare un posto in sala Sinopoli è stato per i cinefili come vincere un terno al lotto: in una programmazione del Festival di Roma che procede relativamente tranquilla, l’unico sussulto c’è stato per la Cinechat con Spike Jonze, in concorso con Her. Il regista di Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee e Nel paese delle […]

Trovare un posto in sala Sinopoli è stato per i cinefili come vincere un terno al lotto: in una programmazione del Festival di Roma che procede relativamente tranquilla, l’unico sussulto c’è stato per la Cinechat con Spike Jonze, in concorso con Her. Il regista di Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee e Nel paese delle creature selvagge ha uno stuolo di fan ultranerd appassionati di Jackass, programma da lui ideato per Mtv nel 2000 e poi diventato film, che ha fatto ascolti record. Appassionato di skateboarding è fondatore ed editore di due note testate americane. La prima parte del confronto si è incentrata sul processo creativo e sui luoghi ricorrenti della sua cinematografia visionaria, come pupazzi antropomorfi, moltiplicazione dell’io e metanarrazione. Poi si è parlato del suo contributo nella storia del videoclip e della mutua influenza con altri grandi della sua generazione come Michel Gondry e Charlie Kaufmann.
Per gli appassionati d’arte poi, l’appuntamento d’obbligo era al Maxxi per la proiezione fuori concorso del film di Michelangelo Pistoletto Twenty one Twelve. Co-prodotto dallo stesso Maxxi, è un saggio visivo per l’esposizione delle teorie di Pistoletto, che si vede brevemente in apertura proprio per il prologo. Il resto della pellicola è una sorta di docufiction girata da Marco Martins. La cinepresa segue dodici persone sparse in posti simbolici della terra dal mattino alla sera del giorno in cui, secondo le profezie Maya, il mondo avrebbe avuto termine. Attraverso la ritualità dei gesti, così diversi, di persone apparentemente così lontane, si generano delle intime connessioni esistenziali e anche si riscopre la magia della routine della natura che rigenera sempre se stessa, uguale e diversa. “Personalmente, faccio parte di quelli che assumono il massimo impegno per tentare di passare alla rinascita evitando l’abisso che si apre a conclusione di questo mondo artificiale che cresce a dismisura...”: Michelangelo Pistoletto in Omniteismo e democrazia.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Alessandro

    Twenty One Twelve NON è prodotto né co-prodotto dal MAXXI. Il museo non ha nulla a che vedere con la produzione del film. Fact checking, Federica Polidoro, please.
    Condividi l’imprecisione con la presidentessa Melandri, che ha riportato la stessa sciocchezza in conferenza stampa.
    Il produttore del film è Renzo Barsotti e non ha ricevuto un soldo dal MAXXI.

  • Il fatto che Pistoletto dica che questo mondo è artificiale quando va dicendo di un fantomatico terzo paradiso…che non si capisce cosa sia, e che sembra tanto il motto di una setta anni 70,…è veramente ridicolo.

    Ma basta il panama bianco, la barba e il nome di “maestro” per accettare ogni sciocchezza. Quando l’arte avrà la capacità di argomentare queste stupidaggini, tutti ne godranno, anche il mercato stesso.

    Vorrei chiedere a Pistoletto cosa fa nella sua Fondazione? Perchè attira fondi per poi reinvestirne solo in minima parte sulle residenze degli “studenti internazionali”.Che fine fanno gli studenti dopo le residenze? Quali sono stati gli obbiettivi raggiungi concretamente dalla sua Fondazione che si propone di fare “arte sociale”????…..domande che faccio da anni senza ricevere mai uno straccio di risposta….

    E’ vergognoso dare spazio al terzo paradiso, senza mai approfondire nulla. Se questa è l’arte, è meglio tagliare i fondi alla cultura e chiudere i musei. L’arte saprà vivere, e vivrà molto meglio.

    • sto lavorando sul tema del terzo paradiso da almeno 3 anni in quel di LEcco. Abbiamo montato un distretto culturale (del BArro, una montagna mnore del ns territorio) e stiamo coinvolgendo sul tema di “arte motore di trasformazione sociale responsabile” una intera comunità…difficile ma non impossibile.
      migliaia di persone, associazioni e cooperative sociali, della solidarietà, culturali, ambientali, ma anche in comunità di accoglienza, ospedali, scuole, che attraverso progetti di arte sociale, in collaborazione con Cittadellarte, lavorano con l’arte per la trasformazione del territorio.
      Sempre con Cittadellarte e Pistoletto si sta realizzando una serie di interventi con i giovani come protagonisti: creare visioni del territorio a 10-20 anni sui temi della creatività per l’innovazione e creatività per la qualità sociale.
      http://www.gentinviaggio.it. è scarso come sito, ma ti assicuro, e vieni a trovarci, che basta sintonizzarsi un po meglio su quelle tematiche, ed anche per gente navigata nella politica e organizzazione culturale , anche turbolenta, da decenni, si possono trovare grandi stimoli. Mischiare arte e società è sempre stato uno dei punti critici dell’arte che ciene appesa alle pareti, o che sale sui palchi (quella musicale. stesso paradigma. Qui, in questo piccolo territorio, avvicinando meglio il concetto del Terzo paradiso potresti cercare e trovare qualche risposta a quello che fai difficoltà a capire, forse perchè non l’hai potuto approfondire, provando ad “art/attivarti” in prima persona. Ti assicuro che troveresti da divertirti anche tu, lavorando ed interagendo con tanti settori dell’attività umana difficile da immaginare.

      • Concretamente cosa significa che l’arte trasforma il territorio? Tutto trasforma il territorio. Cosa significa arte sociale? E soprattutto quali obbiettivi?

        Grazie
        LR

  • Pneumatici michelin

    Angelriva
    Si dimostri concretamente come cittadellarte riesca a
    Coinvolgere migliaia di persone! Non diciamo sciocchezze !
    Quel sito parla di sagre di paese e di panifici
    Della provincia di lecco: li ha organizzati e creati Pistoletto?
    c’é qualcosa di rivoluzionario?
    Non credo proprio : esisterebbe tutto n ogni caso come
    Quasi dovunque esistono piccoli produttori mercatini
    Per produttori agricoli, meritorie ma banalissime
    Associazioni culturali e sagre di paese: li ha inventati
    Pistoletto anche quelli?
    Se un artistoide sballato che ha fatto uno stage
    a cittadellarte va poi a passare una stagione
    A raccogliere le mele in trentino cosa fa scrivere
    Sul suo web site pistoletto? Che cittadellarte ê un
    Catalizzatore di una nuova civilta nel trentino?

  • Angelo Bellobono

    Caro Luca Rossi cerco di spiegarti quello che chiedi in pochi punti pratici.
    L’arte fatta e non solo raccontata, decentralizzata e non al centro che ne è ormai saturo, può agire come catalizzatore di nuove opportunità. Non necessariamente cambia il territorio, ma il territorio, se letto con griglie e codici diversi da quelli standard, può cambiare l’arte e il suo modo di proporsi. Vedere una guida di montagna e anche muratore, di uno sperduto paese del mediterraneo, costruire un opera insieme ad un artista, e poi raccontarla ai turisti che accompagna tra i sentieri è reale. Vedere, donne e bambine di un paese che culturalmente le esclude da attività creative o sociali, ribellarsi e litigare con gli uomini, per partecipare a dei workshop di pittura, è reale. Guadagnare e sviluppare nuove commissioni grazie alla collaborazione nella realizzazione di opere, è per molti artigiani una piacevole sorprea ed una bella realtà. Realtà come Metropoliz a Roma e molte altre altrove sono un esempio fantastico. Dirigere le attenzioni critiche verso fenomeni positivi, esterni ad un sistema in parte logoro, può essere un obiettivo fondamentale.

  • Pneumatici Michelin

    Caro Bellobono
    Un artista che aiuta un muratore a costruire una casa?
    Un artista che insegna come passeggiare in montagna con le racchette?
    Una grondaia per raccogliere acqua piovana per coltivare le patate?
    Fare un corso serale di pittura per vacanzieri che vogliono sperimentare il lato destro del cervello?

    In altre parole: illudersi che una sagra di paese costituisca una forma di contro potere? Non é piú cruciale attaccare invece il cuore del centro, allargando la democrazia piuttosto che coltivare una marginalitá che esiste in ogni caso?

  • Angelo Bellobono

    Caro Pneumatici tu illuditi come vuoi e attacca chi ti pare, in molti fanno altro e raramente, pentendosene, provano a condividere qualcosa di positivo e ben più complesso e reale di come lo descrivi tu, ma qui purtroppo è assente lato desto sinistro. Sappi che,grazie ad alcune di queste operazioni per esempio:
    il governo della regione di Asni ha cominciato la costruzione di una scuola professionale per mestieri della montagna, ha aperto un centro di studio che accoglie 200 ragazze, gli studenti della scuola di cinema e arti visive ESAV, ricevono dei crediti partecipando al nostro progetto inserito nell’ordine degli studi, poi se vuoi approfondire fallo, e magari dai un contributo attivo sul campo anzichè scrivere cose di cui non sai nulla.