Parte il progetto Capitale Italiana della Cultura. Sì, avete letto bene, “italiana”. Ecco come lo racconta il premier Enrico Letta. E per Expo 2015…

Non è potuto intervenire personalmente a Milano alla seconda edizione degli Stati Generali della Cultura organizzati dal Sole 24Ore e dalla Fondazione Roma, ma il collegamento in streaming del premier Enrico Letta non è stato avaro di novità e spunti per gli astanti. Molti passaggi sono stati su Expo 2015. Il capo del governo ha confermato […]

Enrico Letta

Non è potuto intervenire personalmente a Milano alla seconda edizione degli Stati Generali della Cultura organizzati dal Sole 24Ore e dalla Fondazione Roma, ma il collegamento in streaming del premier Enrico Letta non è stato avaro di novità e spunti per gli astanti. Molti passaggi sono stati su Expo 2015. Il capo del governo ha confermato che dal punto di vista contenutistico (vero vulnus fino ad oggi dei tutto l’ambaradan di Rho) l’Expo, orientata ovviamente all’agroalimentare e all’alimentazione, verterà, e molto, anche sulla cultura. Letta ha citato la Via Francigena, ma probabilmente ci sarà molto altro sia nell’Expo, sia nel Padiglione Zero affidato a Davide Rampello, sia nel Padiglione Italia i cui contenuti sono curati da Paolo Verri.

La novità delle novità tuttavia è stata un’altra. Nel corso del collegamento l’inquilino di Palazzo Chigi ha lanciato una novità dell’ultim’ora, frutto di sue recentissime e fruttuose confabulazioni con il ministro Massimo Bray: la Capitale Italiana della Cultura. “Troppe le idee interessanti da parte delle tantissime città del paese che si sono candidate per diventare Capitale Europea della Cultura 2019. Purtroppo solo una potrà vincere, ma ci siamo resi conto che la progettualità e l’inventiva è vasta e così abbiamo pensato ad un concorso simile, ma annuale e aperto solo all’Italia“. E così ogni anno ci sarà una Città della Cultura italiana, un passaggio di consegne che avverrà ad ogni Capodanno e sarà suggellato in data 27 maggio. È in occasione dell’anniversario dell’attentato di dieci anni fa a Via dei Georgofili agli Uffizi di Firenze, infatti, che Enrico Letta vuole far nascere la “Giornata Italiana della Cultura”.
Tornando alla Capitale Italiana della Cultura (“un progetto sul quale dobbiamo credere, e lavorarci fin da questo mese di dicembre per renderlo concreto”), il premier ha spiegato che l’idea nasce per stimolare una sana concorrenza tra le città italiane, “anche le più piccole, perché abbiamo una miriade di cittadine che non sono capoluogo di provincia, ma che sono luoghi straordinari“, e per stimolare la voglia di investimento dei privati. Nulla di risolutivo e rivoluzionario per la situazione drammatica della cultura in Italia, ma una piccola buona idea da salutare con le dovute aperture.
  • LB

    La solita politica dell’evento invece di procedere con interventi strutturali…..ci vuole visione e interventi concreti! di giornate/serate/nottate ce ne sono anche troppe!

  • Claudio Bocci

    In realtà, se ben progettata, è una buona idea lanciata già a Ravello Lab nel 2010 quando esaminammo alcune buone pratiche europee, tra le quali quella di Liverpool 08, da cui il governo inglese trasse l’ispirazione per internalizzare il modello ECoC e, quest’anno, Derry è città britannica della cultura (appuntamento triennale). Proprio da quello spunto, su stimolo di chi scrive, il Sen. Alfonoso Andria presentò un disegno di legge per avanzare la proposta. Tutto agli atti.

  • la strage di via Georgofili è del 1993, venti e non dieci anni fa