Il Maxxi su Google+, una conversazione virtuale in diretta. Un nuovo appuntamento per il ciclo Art Talks, insieme a Hou Hanru e tre ospiti internazionali. Il tema? Arte e spazi pubblici in mutazione

Memoria, proteste e sperimentazioni. Il ruolo dell’arte oggi nella creazione dello spazio pubblico. Un tema complesso, centrale nel dibattito culturale attuale. Un tema racchiuso in domande come queste: come stanno cambiando gli spazi urbani e rurali e, con loro, i sistemi politici ed economici? Quante e quali minacce per i cittadini, travolti da progressivi boom […]

Pelin Tan

Memoria, proteste e sperimentazioni. Il ruolo dell’arte oggi nella creazione dello spazio pubblico. Un tema complesso, centrale nel dibattito culturale attuale. Un tema racchiuso in domande come queste: come stanno cambiando gli spazi urbani e rurali e, con loro, i sistemi politici ed economici? Quante e quali minacce per i cittadini, travolti da progressivi boom di espansione? Come incide nella vita delle comunità il processo di globalizzazione e lo smarrimento di una dimensione locale? E come le istituzioni d’arte e di architettura possono svolgere un ruolo critico rispetto al problema? Infine, la discussione intorno a tali questioni in che modo può passare, senza dispersione e con una buona canalizzazione di idee ed energie, attraverso internet e i social media?
Tutto questo sarà al centro di un appuntamento virtuale, lunedì 4 novembre alle 18, con Art Talks, iniziativa di Google+ finalizzata a promuovere una maggiore accessibilità al mondo dell’arte, grazie alla tecnologia digitale e alla filosofia del 2.0. Il Maxxi, primo museo italiano a partecipare a questa bella iniziativa, va ad affiancare altre istituzioni internazionali – dal MoMA di Nyc alle National Gallery di Londra e di Washington, dal MoCA di Los Angeles al Museo Nacional de Arte in Messico, fino del Museo di arte Islamica in Qatar – che hanno coinvolto nei nuovissimi talk virtuali critici, direttori, storici ed educatori, chiamati a confrontarsi col grande pubblico della rete.
Al centro di questa nuova conversazione allargata ci saranno Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI, Rossella Biscotti, artista, Pelin Tan scrittrice e ricercatrice turca, Ou Ning attivista, artista e curatore cinese. Come partecipare? Basta seguire la diretta la diretta tramite Hongout, sulla pagina specifica di Google+, facendo domande ai relatori tramite l’hashtag #arttalks.

– Helga Marsala

www.google.com/+googleartproject

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • pino Barillà

    Dagli anni 60 del secolo passato siamo entrati in una nuova era (quella tecnologica). Ma dagli anni 70 ad oggi gli artisti ripetono i vecchi linguaggi facendo solo varianti.
    Da oltre un decennio siamo entrati in un nuovo secolo, ma l’arte sembra non riuscire a proiettarsi in una dimensione “evolutiva” rispetto all’era in cui è contestualizzata. Nuove tecnologie si sono ormai ampiamente diffuse, persino nel nostro vivere quotidiano, ma il prodotto artistico non ha trovato dei nuovi linguaggi attraverso cui comunicare a tutti questa situazione.
    Se il maxxi avesse la galleria espositiva che ho progettato…. l’arte italiana sarebbe la prima nel mondo a liberarsi dei linguaggi morti.

  • Pretendere che ” l’evoluzione dell’arte ” dipenda dall’ impiego di nuove tecnologie è piuttosto sconcertante, si può essere contemporanei nella stessa misura anche usando la vecchia tempera all’uovo,o raffigurando una vergine con un bambino ……..forse i linguaggi morti sono proprio quelli che pretendono di essere contemporanei solo in base all’uso della tecnologia.