Tra le città migliori al mondo? Bolzano. Dove vestirsi alla grande? A Bergamo. Questi i consigli della prima “Guide To Better Living” edita da Monocle, presentata a 10CorsoComo dal suo creatore Tyler Brûlé

I soldi non fanno la felicità, ma certo aiutano a raggiungerla. Purché si sappia come e dove spenderli. Sembra essere questo il messaggio tra le righe che emerge dalle oltre quattrocento pagine della Guide To Better Living di Monocle, primo libro licenziato da quella che – in soli sei anni di vita – ha saputo […]

Tyler Brûlé

I soldi non fanno la felicità, ma certo aiutano a raggiungerla. Purché si sappia come e dove spenderli. Sembra essere questo il messaggio tra le righe che emerge dalle oltre quattrocento pagine della Guide To Better Living di Monocle, primo libro licenziato da quella che – in soli sei anni di vita – ha saputo trasformarsi da rivista di lifestyle per gentlemen 2.0 ad autentico impero della comunicazione ad alto livello. Con una distribuzione intercontinentale, una radio che trasmette h24, un’interfaccia web fresca di restyling che incanta per linea e contenuti. Cultura, moda, design, arte, musica: un condensato di ciò per cui vale la pena vivere unito a riflessioni sui modi per garantirselo; ovvero economia, affari e finanza, con reportage puntuali sui trend del momento.
Non così banale e scontato che una pubblicazione che vive sulla serialità decida per il libro, il volume, oggetto monolitico all’apparenza definitivo. “Un progetto che ci è stato proposto da Gestalten, editore tedesco con cui abbiamo già collaborato in passato e che si è offerto di curare la pubblicazione. Ci abbiamo pensato e abbiamo detto: perché no?” la fa facile Tyler Brûlé, che di Monocle è il padre e che scarrozza in giro per il mondo il nuovo arrivo fresco di stampa, con un calendario di presentazioni da globe-trotter. Lo intercettiamo a Milano, dove si presta all’immancabile rito della firma delle copie nello shop di 10CorsoComo. E già il modo di presentarsi e porsi è un manifesto filosofico di quello che ama mettere su carta: perché avrà anche giacca sportiva e anonimi pantaloni color jeans (che di jeans però hanno solo il colore, intendiamoci), ma uno che dopo ogni paio di autografi si pulisce le mani con una salviettina umidificata per non sporcare la copia successiva ti trasmette un senso di controllo, ordine, attenzione al dettaglio prossimo alla perfezione. E i dettagli sono stati curati fino allo sfinimento per la creazione di un volume che “no, non definirei come una Bibbia del lifestyle. Più che altro come una mappa di luoghi e situazioni che i redattori di Monocle hanno conosciuto nel corso degli ultimi anni, e che abbiamo ritenuto potessero essere utili per individuare realtà di successo”. Scale di valori impostate su una qualità della vita che non è a esclusiva misura di businessman, anzi: “nello scegliere quali città indicare come le più vivibili al mondo abbiamo considerato anche, ad esempio, servizi quali gli asili…”. Servizi alla persona, arredi urbani, qualità dei collegamenti ma anche attenzione e sostegno all’imprenditoria: parametri che, chissà quanto a sorpresa, vedono Bolzano entrare tra le prime scelte di Monocle, in una short-list che premia la città altoatesina accomunandola a Wellington, Gӧteborg ed altre civilissime località sparse per il globo. Piccolo omaggio a un orgoglio italico che non viene granché considerato sotto il capitolo cultura – dove si spendono invece lodi sperticate per il rinnovato Rijksmuseum – ma si rifà alla grande, e con gli interessi, quando si tratta di quella moda che è espressione più diretta dell’antica e intramontabile tradizione dell’artigianato. To Better Living, suggerisce Monocle, è cosa buona e giusta vestire italiano: stando pure a debita distanza dalle griffe più inflazionate, facendosi confezionare camicie su misura a Bergamo dall’atelier Emanuele Maffeis e calcando sul capo un Borsalino.
Il benessere è effimero, una guida che prova a declinarlo non può certo essere eterna: siamo alle prese con un “volume 1”? “Credo che questo progetto sia completo così com’è” risponde Brûlé “ma il fatto di aver intrapreso questo filone editoriale ci ha dato nuovi stimoli e nuovi spunti. Stiamo pensando a un nuovo libro, ovviamente però diverso per forma e contenuti a questo”. Un’avventura che nasce sulla carta quella di Monocle e che sulla carta sta investendo molto; eppure è recente la reimpostazione di un sito migliorato enormemente in termini di qualità, anche e soprattutto dal punto di vista editoriale. Quali strategie segue il brand sul web? “Abbiamo un legame inevitabilmente molto forte con internet, dovuto alla nostra attività di merchandising, che si sviluppa in maniera molto forte sulla rete; lo stesso vale per la radio, in streaming on-line. È chiaro che per il tipo di contenuti che trattiamo e il modo in cui li approfondiamo ci sono canali che per noi non risultano così efficaci: penso su tutti ai social media. Non siamo una testata che ha senso usi Twitter ogni cinque minuti…” 

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.