Thomas Schütte a Basilea, fotogallery e video in presa diretta dall’inaugurazione della mostra che indaga la sua produzione legata alla figura. Con un’intervista a Samuel Keller, direttore della Fondazione Beyeler

Il parallelo, inevitabile, è quello con la mostra che diciotto mesi fa ha preso posto al Castello di Rivoli, voluta e ideata da Andrea Bellini. Segnando una involontaria nuova affinità tra Torino e Basilea: se è vero che uno dei più recenti successi della Fondation Beyeler ha avuto come protagonista Edgar Degas, ospite – pressoché […]

Basilea, Thomas Schütte in mostra alla Fondazione Beyeler

Il parallelo, inevitabile, è quello con la mostra che diciotto mesi fa ha preso posto al Castello di Rivoli, voluta e ideata da Andrea Bellini. Segnando una involontaria nuova affinità tra Torino e Basilea: se è vero che uno dei più recenti successi della Fondation Beyeler ha avuto come protagonista Edgar Degas, ospite – pressoché nelle stesse settimane – anche all’ombra della Mole. Gli spazi disegnati in quel di Riehen da Renzo Piano accolgono oggi una monumentale indagine sul lavoro di Thomas Schütte, focalizzandosi in modo esclusivo sulla sua produzione figurativa. Offrendo, al prezzo di un solo biglietto, due lezioni. La prima chiaramente e puramente artistica, confermando la capacità da parte di Schütte di dominare in modo totale la forma: declinata in ogni formato ed evocata da ogni possibile tecnica e materiale, passando dalla modellazione della cera alla scansione tridimensionale. La seconda, stupefacente, è invece una grande lezione di cinema. Una cura maniacale quella in sede di allestimento, a disegnare lo spazio quasi si trattasse di un set; opere calibrate con sublimi armonie, coni ottici semplicemente perfetti.
Per farsi un’idea ecco a caldo una prima fotogallery dall’inaugurazione e un video-report, con una veloce chiacchierata insieme al direttore della Beyeler Samuel Keller.

– Francesco Sala


 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.