Il momento no per la scultura italiana: a Firenze un turista americano danneggia un marmo di fine Trecento, a Perugia addetti maldestri distruggono un gesso del Canova

Banalmente, qualcuno tirerà in ballo le temperature insopportabili, che in questi giorni annebbiano i riflessi, predisponendo all’incidente. In realtà si tratta di pura fatalità, che ha fatto sì che due episodi a distanza di pochi giorni si siano abbattuti sul già assai provato patrimonio artistico italico, involontario bersaglio due opere scultoree. A Firenze un turista […]

Il gesso di Canova distrutto a Perugia

Banalmente, qualcuno tirerà in ballo le temperature insopportabili, che in questi giorni annebbiano i riflessi, predisponendo all’incidente. In realtà si tratta di pura fatalità, che ha fatto sì che due episodi a distanza di pochi giorni si siano abbattuti sul già assai provato patrimonio artistico italico, involontario bersaglio due opere scultoree. A Firenze un turista americano in visita al Museo dell’Opera del Duomo a Firenze ha danneggiato involontariamente la mano destra di una statua rappresentante la Vergine. L’opera, un’Annunciazione, fa parte di gruppo scultoreo in marmo di Giovanni d’Ambrogio, importante scultore fiorentino della fine del Trecento, inizi del Quattrocento. Una guardia del Museo ha visto il turista che si era avvicinato all’opera, come per prendere le misure della mano, ed è intervenuto subito per fermarlo ma il danno era già stato fatto: il dito mignolo della mano destra della Vergine fratturato.
Più grave l’incidente accaduto a Perugia, dove è andata irrimediabilmente in pezzi la copia originale in gesso di un’opera di Antonio Canova, conservata al museo dell’Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci. Si tratta del bassorilievo tratto da L’Uccisione di Priamo, che era stato donato all’Accademia dagli eredi del maestro del Neoclassicismo nel 1829. Il gesso – di cui esistono solo altre due versioni, mentre l’originale è custodito al Museo Correr di Venezia – doveva essere trasferito ad Assisi in occasione della mostra su Canova che si apre il 10 agosto. Proprio durante le operazioni di trasporto, è stato colpito da un’altra opera in gesso cadendo rovinosamente a terra, finendo in mille pezzi.

La scultura danneggiata a Firenze
La scultura danneggiata a Firenze
  • vogliadarte

    Se come addetti si utilizzano coloro che arrivano direttamente dalla foresta senza un minimo di istruzione o di delicatezza, c’è da stupirsi se non accadano queste disgrazie! Se poi questi ultimi arrivati si sfruttano senza una contribuzione decorosa, essi possono pensare davvero di avere a che fare con pezzi di terra o gesso perciò chi se ne frega se qualche pezzo viene rotto! E incolpiamo loro se rompono qualcosa? O chi li sfrutta avendone la responsabilità? Siamo alle solite, le solite tristi storie della cultura italiana!

  • Paolo

    Ma che c’entra quanto vengono pagati?
    Ma perchè un addetto presta più o meno attenzione a quello che fa in base allo stipendio?

  • lorenzo

    Il dito rotto era di gesso,in quanto l’originale risulta perduto da tempo immemore:quindi il danno del turista americano e’ davvero irrilevante se non sul piano della cattiva educazione e del rispetto delle opere.
    Il gesso del Canova purtroppo ha invece subito danni gravissimi e non sara’ possibile un restauro che lo riavvicini allo stato pristino.