Ready for Favara! Farm Cultural Park, l’isola creativa nel cuore dell’agrigentino, per l’estate conquista il Castello di Chiaramonte. Mostre, eventi, street art e giardini urbani

Farm Cultural Park festeggia il terzo anno di attività con il nuovo evento Ready for Favara e lo fa in sinergia col comune del paese agrigentino. La novità è Favara Urban Network, nuova produzione culturale  presso il castello di Chiaramonte, gestito dall’associazione FUN, che ospita progetti di architettura lo-fi, public design e agricoltura urbana. Tra […]

Favara Urban Network - Castello Chiaramonte_Piazza Cavour, Favara - foto Vincenzo Tinaglia

Farm Cultural Park festeggia il terzo anno di attività con il nuovo evento Ready for Favara e lo fa in sinergia col comune del paese agrigentino. La novità è Favara Urban Network, nuova produzione culturale  presso il castello di Chiaramonte, gestito dall’associazione FUN, che ospita progetti di architettura lo-fi, public design e agricoltura urbana.
Tra i vari progetti esposti anche le residenze per colombi del catanese Filippo Leonardi, con il suo intinerante Free-Volo,  la suggestiva installazione sound&light “Le Sacre du Printemps” di Vanessa Alessi, situata nella cappella del castello, e il numero zero della project room di Lisa Wade, artista americana trasferitasi di recente a Favara, che invita Ignazio Mortellaro per la mostra Disambient: il giovane palermitano si sofferma sul tempo e sullo spazio, ma a emergere è l’assenza del soggetto, nella capacità di far immaginare quello che non c’è.
Ai Sette Cortili tanta pop e street art, giochi per bambini e giardini urbani, con opere di Vlady Art, Daniele Alonge, Alfredo Sciuto e Daniele Pario Perra. Interessante iniziativa quella di Rudere Project  a cura dei DettoFatto, in cui un gruppo di creativi si prende cura di un edificio abbandonato e, finanziandosi con cene ed eventi, lo restituisce a nuova vita.
L’evento Ready for Favara, dedicato ad Armando Giglia, collaboratore ventiseienne di Farm, prematuramente scomparso, ha conquistato pubblico generico, di tutte le età, addetti ai lavori, turisti ed abitanti. Un’avventura che continua al meglio, dunque, quella del notaio Bartoli, che cerca di riportare vita e cultura nel centro storico della cittadina in provincia di Agrigento, devastata da abusivismo e abbandono edilizio.
Unico appunto: al momento le scelte artistiche riflettono ancora troppo i gusti personali del generoso ideatore della Farm, ma col tempo, grazie all’apporto dei molti professionisti coinvolti, anche taglio curaotriale e linea progettuale si spera potranno strutturarsi con più precisione.

– Katiuscia Pompili

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Katiuscia Pompili
Nata a Catania, ha studiato a Napoli Conservazione ai Beni Culturali all’Università Suor Orsola Benincasa laureandosi con una tesi in arte contemporanea su Nan Goldin. Fa parte del gruppo di curatori usciti dalla scuola salernitana dei critici Angelo Trimarco e Stefania Zuliani tra cui Eugenio Viola, Antonello Tolve, Maria Giopvanna Mancini e Stefano Taccone. Ha svolto un primo stage alla galleria T293 di Napoli e si è quindi trasferita a Torino dove ha vissuto due anni abilitandosi all’insegnamento della Storia dell’Arte e frequentando sia gli ambienti del sistema dell’arte sia quelli indipendenti e sperimentali. Ha vissuto a Valencia dove a collaborato con la storica galleria Puchol. Attualmente vive tra Catania e Palermo dove svolge attività di indipendent art curator e free lance per riviste di settore come Tribe Art e Artribune e webzine indipendenti come Clap Bands Magazine; frequenta un master in Conservazione delle opere d’arte contemporanee all’ Accademia di Palermo. Ha recentemente iniziato a collaborare come curatore per BOCS e ha fondato Parking 095, contemporary space no profit e nomade il cui scopo è quello di creare attraverso incontri, studi ed esposizioni una discussione sull’arte contemporanea, anche in Sicilia.
  • Katiuscia Pompili

    Scusate ho scritto Kultural con la “K” chiedo venia! Maledetti refusi insidiosi!!