Venezia protagonista, anche con Jheronimus Bosch. Nel 2016 presterà alla grande mostra in Olanda i suoi capolavori: che in cambio saranno restaurati con soldi della Getty Foundation

Fra i vincitori della Biennale di Venezia, c’è anche Jheronimus Bosch. No, nessuna operazione “alla Tintoretto”, come quella proposta due anni or sono da Bice Curiger: è solo che il genio olandese esce dalla venetian week con un’importante novità, che riguarda proprio le importanti opere conservate a Venezia. Nei giorni scorsi è stato infatti presentato […]

Jheronimus Bosch - Trittico della martire crocifissa

Fra i vincitori della Biennale di Venezia, c’è anche Jheronimus Bosch. No, nessuna operazione “alla Tintoretto”, come quella proposta due anni or sono da Bice Curiger: è solo che il genio olandese esce dalla venetian week con un’importante novità, che riguarda proprio le importanti opere conservate a Venezia. Nei giorni scorsi è stato infatti presentato un accordo in base al quale verranno restaurati, in vista di un prestito alla città natale dell’artista, ‘s-Hertogenbosch, che nel 2016 ne celebrerà il 500° anniversario dalla morte con una grande mostra.
Le opere in questione – le vedete nella fotogallery – sono il Trittico degli eremiti, il Trittico della martire crocifissa e le Quattro visioni dell’Aldilà: alla fine del 2011 furono esaminate nei musei veneziani da un team di studiosi provenienti da Olanda, Canada e Stati Uniti, che concordò sull’opportunità di un’opera di conservazione che sarà realizzata il prossimo anno. Il tutto con il contributo economico della Bosch Research and Conservation Foundation (BRCP) e del Getty Foundation (Los Angeles), che erogherà un finanziamento “Getty Grant” dell’importo di 145mila euro, nell’ambito del progetto Panel Paintings Inititative.
Il trattamento di conservazione sarà completato in tempo, perche i dipinti possano essere esposti al Noordbrabants Museum di ‘s-Hertogenbosch, per la mostra Bosch Visions. I due trittici veneziani sono conservati presso la Galleria dell’Accademia, mentre i quattro pannelli si trovano a Palazzo Grimani. Il progetto di conservazione sarà condotto a Venezia da un team formato da esperti italiani ed olandesi e da tre giovani restauratori internazionali.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.