Sono le banche la salvezza della cultura italiana? Le eredità (ed i due musei) di Giuseppe Panini vanno alla Fondazione Fotografia di Modena, ovvero alla Cassa di Risparmio…

Sul numero appena uscito di Artribune Magazine, l’editoriale propone – o forse tenta – una lettura controcorrente della generalizzata crisi in corso, anche in ambito culturale. E si augura che le risposte alla buriana prevedano “meno nanismo imprenditoriale e più alleanze, più fusioni, più massa critica”: estendendo il concetto anche ai musei e alle istituzioni […]

La sede del Fotomuseo Giuseppe Panini

Sul numero appena uscito di Artribune Magazine, l’editoriale propone – o forse tenta – una lettura controcorrente della generalizzata crisi in corso, anche in ambito culturale. E si augura che le risposte alla buriana prevedano “meno nanismo imprenditoriale e più alleanze, più fusioni, più massa critica”: estendendo il concetto anche ai musei e alle istituzioni culturali. Meno musei, ma più grandi. Ora giunge una notizia che sembra fornire una prima risposta alla proposizione: la Fondazione Fotografia di Modena raccoglierà l’eredità di Giuseppe Panini, grazie al deposito gratuito da parte degli eredi dell’imprenditore modenese, che nel corso della sua vita seppe raccogliere una straordinaria collezione di fotografie e figurine.
Un patrimonio di 400mila fotografie che documentano la storia della città dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta, e poi attrezzature e arredi fotografici storici, tra i quali una camera oscura, e una biblioteca specializzata in fotografia e storia del territorio modenese forte di oltre 5mila volumi. Tutto materiale già messo disposizione del pubblico e suddiviso tra due musei, il Fotomuseo e il Museo della Figurina. Un accordo che ha durata triennale, e che potrà essere successivamente rinnovato. Ed eccoci nella riflessione di cui sopra: la crisi morde, i piccoli musei non riescono a sopravvivere ed allora “confluiscono” nell’istituzione più grande. Con quale futuro? La Fondazione Fotografia ha come referente la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: ma le fondazioni bancarie – i casi simili sono molteplici, in tutto il Paese -, se riescono a garantire la sopravvivenza delle istituzioni culturali, sapranno garantirne anche l’eredità culturale? Che ne pensate?

Massimo Mattioli

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.