Da Patrizia Sandretto a Paolo Mussat Sartor. Tutta la Torino (e non) dell’arte all’opening della grande mostra di Nicola De Maria alla Gam. Ecco il nostro chiccera

Galleristi, collezionisti, direttori di museo, critici d’arte, artisti, di ieri e di oggi, spesso fotografati da Paolo Mussat Sartor che si aggirava furtivo nelle sale. E poi assessori, ex assessori, ex sindaci. C’era proprio tutta l’intellighenzia torinese ad omaggiare la grande antologica di Nicola De Maria (Foglianise, 1954), allestita nell’Exhibition Area al primo piano della […]

Galleristi, collezionisti, direttori di museo, critici d’arte, artisti, di ieri e di oggi, spesso fotografati da Paolo Mussat Sartor che si aggirava furtivo nelle sale. E poi assessori, ex assessori, ex sindaci. C’era proprio tutta l’intellighenzia torinese ad omaggiare la grande antologica di Nicola De Maria (Foglianise, 1954), allestita nell’Exhibition Area al primo piano della Gam di Torino, che si è inaugurata ieri sera e durerà fino al 29 settembre. In mostra 300 lavori su carta che l’artista ha realizzato a partire dagli anni ’70 fino ad oggi, con l’aggiunta di  alcune opere site specific: un murale ipercolorato e gigantesco (9x4m) che dà il titolo a tutta l’esposizione (I fogli che il vento mi sparge sono disegni di vento e di animali) e due carte di grandi dimensioni (5x2m) a fronteggiarsi su due pareti opposte.

Il tema? Il rapporto tra il disegno e lo spazio dipinto. I lavori in mostra provengono da importanti collezioni museali e private e dalla galleria Lelong di Parigi. Un nucleo consistente di opere appartiene ai galleristi Renato Cardi e Giorgio Persano, che hanno creduto fortemente nel lavoro di questo artista, uno dei protagonisti della transavanguardia e della rivoluzione artistica alla fine degli anni ’70. Li abbiamo fotografati insieme a Claudio Poleschi, Giampiero Biasutti, Marco Gastini, Pietro Derossi e a molti altri in questa ricca fotogallery…

– Claudia Giraud

  • paolo

    eh sì….la torino che conta. che vecchiume.

    • Rita E.

      Commento davvero profondo.