Il Madre riparte da Sol LeWitt. Cinque wall drawings realizzati per la mostra appena conclusa entrano a far parte della collezione permanente del museo napoletano

“Sono letteralmente ‘scarabocchi’ a matita che, addensandosi e rarefacendosi secondo progressioni calcolatissime, creano una forte illusione di rotondità nella sala”. Scarabocchi d’autore: ovvero del grande Sol LeWitt, così presentati da Adachiara Zevi, curatrice della mostra dell’artista americano appena conclusasi al Museo Madre di Napoli. Una conclusione che si trasforma però in una ripartenza: fra i […]

Uno degli Scribbles di Sol LeWitt

Sono letteralmente ‘scarabocchi’ a matita che, addensandosi e rarefacendosi secondo progressioni calcolatissime, creano una forte illusione di rotondità nella sala”. Scarabocchi d’autore: ovvero del grande Sol LeWitt, così presentati da Adachiara Zevi, curatrice della mostra dell’artista americano appena conclusasi al Museo Madre di Napoli.
Una conclusione che si trasforma però in una ripartenza: fra i primi “eventi” della nuova stagione dell’istituzione partenopea, con la direzione di Andrea Viliani, c’è infatti l’ingresso nella collezione permanente di cinque wall drawings intitolati Scribbles, progettati dall’artista nel 2007, mai eseguiti precedentemente e realizzati in occasione della mostra sulle pareti del Madre da un disegnatore inviato dalla LeWitt Collection, coadiuvato da giovani assistenti locali.
Le 5 opere, cedute in comodato a lungo termine dalla stessa LeWitt Collection, si aggiungono ai due realizzati nel 2005 dall’artista per le sale del primo piano (“10.000 Lines”, 2005) e resteranno allestiti nella prima sala del terzo piano, entrando a far parte del nuovo percorso, destinato a diffondersi su tutto il Palazzo Donnaregina, della collezione permanente del museo.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • eduardo cicelyn

    Chiunque si occupi di arte contemporanea per motivi professionali sa o dovrebbe sapere che i wall drawings di Sol Lewitt sono disegni su muro dei quali l’artista cedeva non la realizzazione, bensì il certificato della sua riproducibilità. Sintetizzando in un slogan, l’opera di Lewitt è il concetto che può e deve essere replicato sempre uguale a se stesso. Che il Madre comunichi di aver ottenuto il comodato d’uso dei 5 Scribbles realizzati per la mostra “Sol Lewitt. L’artista e i suoi artisti”, significa solo che ha chiesto alla famiglia Lewitt di poter non cancellare dal muro i disegni eseguiti in occasione della mostra. Se si aggiunge che, proprio perché realizzati per quella mostra, i 5 Scribbles restano nella sala grande d’ingresso al terzo piano del museo, cioè in uno spazio dedicato normalmente all’incipit delle esposizioni temporanee (si verifichi nel sito del Madre l’uso che è sempre stato fatto di questa importantissima sala), si può comprendere che non ha alcun senso storico-scientifico tenere lì quei lavori e che addirittura interferiranno con lo svolgimento delle future attività. Tra l’altro, la collezione permanente è, com’è noto, collocata al secondo piano del museo, per cui risulterà incomprensibile ai visitatori il senso della particolare disposizione dei nuovi lavori. Inoltre, come viene rilevato nel vostro articolo, il Madre possiede già due importanti wall drawings di Sol Lewitt, commissionati all’artista sette anni fa e ideati per essere realizzati nelle due sale didattiche del museo: non a caso, si tratta di due disegni, composti da 10mila linee, uno con matita rossa e uno con matita blu, per evocare le aule scolastiche. Ovviamente, come è in uso nei musei seri, di queste due opere il museo ha i certificati di proprietà. Infine, non sarebbe inutile sapere per quanti anni sia stato accordato il comodato d’uso dei Scribbles e con quali speciali garanzie per il Madre, visto che la Fondazione Donnaregina ha pubblicamente promesso di modificare in modo più stringente e sicuro per il museo l’applicazione dell’istituto del comodato d’uso