I saggi di Documenta. Chiamata diretta stile Gioni? No, a Kassel il direttore lo sceglie (4 anni prima) una commissione di superesperti

Come si sceglie il direttore artistico di una fra le più importanti rassegne internazionali d’arte contemporanea? Affidandosi ad un comitato di superesperti, scelti fra i responsabili delle maggiori istituzioni mondiali, capace di garantire livelli qualitativi elevati ed indipendenza nelle scelte. Queste almeno le modalità adottate da Documenta Kassel, il cui CEO Bernd Leifeld ha appena […]

Il Fridericianum di Kassel

Come si sceglie il direttore artistico di una fra le più importanti rassegne internazionali d’arte contemporanea? Affidandosi ad un comitato di superesperti, scelti fra i responsabili delle maggiori istituzioni mondiali, capace di garantire livelli qualitativi elevati ed indipendenza nelle scelte. Queste almeno le modalità adottate da Documenta Kassel, il cui CEO Bernd Leifeld ha appena comunicato la composizione della commissione. A più di 4 anni dalla data dell’evento: ma questi sono i tempi che gli standard internazionali adottano, Italia esclusa.
E di certo il gruppo di saggi non sarà chiamato ad un impegno “simbolico”, e meramente consultivo: lavoreranno intensamente alla ricerca ed all’indirizzo, tanto che iniziaranno da subito, incontrandosi proprio a Kassel in questo weekend, con altri due appuntamenti già previsti nel 2013. Chi sono dunque i prescelti? Si va da Suzanne Cotter, direttore del Museo Serralves di Porto, a Chris Dercon della Tate Modern di Londra, Susanne Gaensheimer del Museum für Moderne Kunst di Francoforte, Kim Hong-hee del Seoul Museum of Art, Koyo Kouoh del RAW COMPANY MATERIALE di Dakar, Matthias Mühling, curatore e futuro direttore della Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera, Joanna Mytkowska del Museo di Arte Moderna di Varsavia, Osvaldo Sánchez, direttore inSite05 di Mexico-City.
Le indicazioni saranno rese note nel novembre del 2013, per poi essere sottoposte al consiglio di sorveglianza di Documenta. La Biennale di Venezia, che ancora si contende con la rassegna tedesca lo scettro di rassegna leader a livello mondiale nel contemporaneo, adotta notoriamente modalità diverse, più “centralistiche”: che pure quest’anno hanno prodotto il nome di Massimiliano Gioni come direttore, che pare mettere d’accordo – con diverse sfumatore – davvero tutti. Ma voi quale sistema credete sia di maggiore garanzia qualitativa?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • alessandra

    Vista la qualità delle ultime due Documenta e delle ultime due Biennali credo che anche a mescolar le carte il risultato rimanga mediocre