Risiko di Natale nel mondo delle case d’asta. Phillips, senza più de Pury, diventa russa. Lascia il presidente e principale banditore Simon de Pury: ora la società è al 100% nella mani di Mercury Group

“Ho intenzione di imbarcarmi in nuove avventure, e lo farò con la consapevolezza che lascio una società in eccellente posizione ed in forte crescita”. Poche parole, per una svolta clamorosa: Simon de Pury, presidente e principale banditore della casa d’aste Phillips de Pury & Co., abbandona la società, che così – con il nuovo nome […]

Simon de Pury al martelletto

Ho intenzione di imbarcarmi in nuove avventure, e lo farò con la consapevolezza che lascio una società in eccellente posizione ed in forte crescita”. Poche parole, per una svolta clamorosa: Simon de Pury, presidente e principale banditore della casa d’aste Phillips de Pury & Co., abbandona la società, che così – con il nuovo nome di Phillips, e basta – entra per il 100% nelle proprietà dei russi di Mercury Group. Gruppo che consolida il proprio business nel mercato dell’arte, già animato con la recente acquisizione della Vienna Art Fair.
De Pury, seguito nell’addio dalla moglie Michaela, anche lei alto dirigente della società, era stato cofondatore della casa d’aste, nata nel 2001 dalla fusione di Phillips con De Pury and Luxembourg Art, anche questa cofondata nel 1997 assieme a Daniella Luxembourg. In precedenza aveva lavorato da Sotheby’s nel 1974, mentre dal 1979 fino al 1986 era stato curatore della Collezione Thyssen-Bornemisza.
Negli ultimi anni Phillips de Pury & Company ha registrato una crescita continua: all’inizio del 2012 Mercury ha piazzato gli headquarters londinesi in un edificio da 160 milioni di dollari a Mayfair, mentre è già in programma l’ampliamento della location su Park Avenue ed un nuovo showroom nel centro di Londra, in Howick Place. Già da qualche mese la società aveva comunque dato segnale di voler dare continuità alla gestione di Simon de Pury, nominando CEO – al posto di Bernd Runge, rappresentante del Mercury – Michael McGinnis , che ha lavorato per 12 anni al fianco dell’ormai ex presidente.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.