Florens Updates: ma la gente comune partecipa agli eventi? A giudicare da questo video, sicuramente “partecipa” all’installazione di Paladino…

Non è così che si “pesa” la valenza di un’opera, o di un intervento artistico? Probabilmente è vero, o almeno lo è in parte: eppure… Eppure torniamo a parlare dell’installazione di Mimmo Paladino in Piazza Santa Croce, centro focale – per importanza e imponenza – di questa Florens 2012. Perché – ed il video che […]

Non è così che si “pesa” la valenza di un’opera, o di un intervento artistico? Probabilmente è vero, o almeno lo è in parte: eppure… Eppure torniamo a parlare dell’installazione di Mimmo Paladino in Piazza Santa Croce, centro focale – per importanza e imponenza – di questa Florens 2012. Perché – ed il video che vedete qui sotto lo testimonia – l’obbiettivo di “entrare” nella vita della popolazione l’ha raggiunto: gente che la osserva, la disegna, la usa come scena per performance musicali.
Provare a fare il punto sullo stato e sulle possibilità del patrimonio culturale, inteso in tutte le sue accezioni, è insomma l’argomento principe della serie eterogenea di eventi che in questi giorni animano Firenze. Ma se la partecipazione degli esperti e degli addetti ai lavori è evidente, è interessante capire come la gente comune percepisca le problematiche e se una manifestazione di questo tipo rappresenti uno stimolo effettivo. Ancora è prematuro rispondere, ma non si può fare a meno di notare una curiosità e un’aspettativa diffusa tra le persone…

– Matteo Innocenti

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.
  • D’altronde,

    è la società che decide se qualcosa è “opera d’arte”.

    EccoCI serviti.

  • Lorenzo Marras

    Santoro ma anche Barabba era un galantuomo che meritava di vivere perche’ scelto dalla Societa’ .
    Eppure qualcuno diceva , ma come , Barabba , quella carogna !?!?

  • Bar-Abbà: significa figlio dell’uomo.

    E comunque, purtroppo, tutti dobbiamo morire; niente in contrario alla morte.

    Il problema è l’attesa….

  • Lorenzo Marras

    Dunque fu un errore quello di miracolare Lazzaro e ri-condurlo al tempo?
    se colgo lo spirito del suo discorso si intende.

  • No Barabba (Bar Abbas) vuol dire “figlio del Padre”… “quel” Barabba (nella storia ebraica ve ne furono molti, alcuni piuttosto rilevanti). In alcuni testi antichi viene identificato come Yeshua Bar Abbas (il chè, anche se Bar Abbas è evidentemente un patronimico e non un “titolo”, creerebbe una evidente e sconcertate omonimia con Gesù che si definiva, appunto, Bar Abbas, Figlio del Padre) secondo una tradizione che risale ai primi Vangeli (e quindi a meno di 30/40 anni dopo l’accadimento di quei fatti) era uno “zelota” e quindi appartenente alla fazione più intransigente e violenta della “resistenza” anti-romana, arrestato e condannato a morte per aver compiuto un azione di “commandos” in cui vennero uccisi dei soldati romani, il chè pone in una strana luce la sua scelta, da parte di Pilato, quale “alternativa” a Gesù, da proporre alla folla (a meno che non avesse nessun altro sottomano, più “politically correct” da proporre… ma detto tutto questo … lo dite ad un “povero di spirito” come il sottoscritto che c’entra con Florens e Pistoletto?

    • Angelov

      La cosa che mi stupisce sempre, e scusa se intervengo, è il fatto che per la cultura anglosassone, inglese per inciso, l’identità e forse l’esistenza stessa del loro paladino culturale per eccellenza, alludo a Shakespeare, sia quasi in dubbio, nonostante sia vissuto solo 400 anni fa circa.
      Per la nostra cultura, che ha dimostrato spesso di essere priva di memoria storica, è tutto chiaro e dimostrato con prove certe ciò che avviene da 2000 anni a questa parte.
      E’ tutto documentato ed esemplificato, e dove i documenti mancano, li si inventa, per fare felice la folla, ma con il rischio di passare per folli.

      Divago ergo sum

      • Direi che sei un po’ poco informato o, per lo meno, che ti lasci influenzare da “leggende archeo-metropolitane” perché su Shakespeare di documenti c’è ne sono a bizzeffe e di “incertezze” poche … quanto alla tua frase “E’ tutto documentato ed esemplificato, e dove i documenti mancano, li si inventa, per fare felice la folla, ma con il rischio di passare per folli.” bisognerebbe capire a che cosa intendi riferirti … vista la posizione del tuo post sembrerebbe che tu ti riferissi a quanto da me scritto poco sopra … se così fosse, hai la mia mail e sarò felice di fornirti i riferimenti bibliografici di quanto scritto… ma credo non ce sia bisogno : con due o tre “click” su google te li trovi tutti da solo ;-)

        • Angelov

          Forse poco informato, ma molto perplesso.

  • …per completezza e ferma la mia domanda …”figlio dell’uomo” è invece Bar Addam … che era, tra l’altro, un’altra delle “definizioni” che dava di se Gesù di Nazareth

  • Lorenzo Marras

    No no Luciano, mi scuso io, non centra niente con l’argomento Flores, ho profittato della affermazione di Santoro per fare questa digressione, sia pure con una domanda.

  • Ma figurati Lotenzo! non devi affatto scusarti! del resto anche l’argomento da te introdotto, pur fuori tema qui, sarebbe molto interessante da approfondire (vedi ad es. le due “particolarità” che segnalo e ce ne sarebbero ben altre!
    Sull’argomento direi che se il pubblico ha accolto bene l’installazione di Pistoletto è certamente una buona cosa: un’ “opera” è sempre destinata ad “un pubblico” se questi mostra di apprezzarla non si può che esserne contenti. Sarebbe interessante capire come e fino a che punto il “concetto” di Pistoletto si “trasferisce” e quanto ed in che modo di “modifica” nell’accoglimento del pubblico…questo sí sarebbe un argomento interessante per un buon articolo.
    Quanto alla tua domanda eccoti la mia risposta: no no fu un errore ma per dirtene il perché dovrei scrivere un lungo, lungo commento, completamente “fuori tema” e probabilmente sgradito a qualcheduno … tu hai la mia mail, o la puoi facilmente trovare, se me lo chiederai ti risponderò privatamente. Buona giornata.

  • Lorenzo Marras

    Ti ringrazio per l’invito Luciano e cerchero’ di scriverti tramite mail.
    Scrivo cerchero’ perche’ devi sapere che io non posseggo un computer e ne’ analogo mezzo per ragioni e non mi vergogno a dirlo, economiche.
    Ho sempre beneficiato della ospitalita’ altrui ecco e con questo comprenderai il motivo per cui in passato ed ora non ci sia stato scambio oltre il canale Artribune.
    Buona giornata anche per te, Luciano, un caro saluto.

    • …chissà forse sei proprio tu ad essere “nel giusto” … forse si può dire del computer quel che, dalle mie parti, s’usava dire della barca : “l’unica che riuscirai a goderti davvero è quella di un amico” ;-) :-)

  • civetta

    Tomaso Montanari, oggi sul Corriere, nell’ambito di un articolo più ampio su Florens:

    Non parliamo poi di Mimmo Paladino: centomila euro (di questi tempi!) spesi per una sorta di trasloco di marmi, con la brillantissima idea della croce in Santa Croce. Come si può pensare che un’opera calata dall’alto per qualche giorno, un’installazione che non ha nulla a che fare col vivo tessuto degli artisti attivi a Firenze possa ‘redimere’ la socialità malata di quel quartiere? Davvero qualcuno pensa che qualcosa cambierà? E cosa dire del consumismo che esibisce tonnellate di marmo, incurante delle polemiche sull’insostenibilità del crescente fabbisogno di quella pietra? O della coazione ad occuparsi sempre e solo delle quattro o cinque piazze consacrate dal turismo di massa? E sì che l’artista ha parlato proprio di arte e spazio pubblico in una delle ‘lectio’ (sì, nel programma si usa ‘lectio’ anche al plurale: il latino non è una macchina da soldi, dunque si può benissimo usarlo senza conoscerlo).

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      Firenze, in questi ultimi tempi, ha assunto la connotazione di un villaggio turistico (mordi e fuggi) di massa ” ! Un grande villaggio gastronomico costituito di pizze al taglio, gelati, negozi di souvenir ed altre cianfrusaglie di plastica di cattivo gusto ! Mi domando dov’è finita la splendida Città d’Arte governata da Giorgio La Pira Piero Bargellini ed altri bravi e saggi amministratori ?

  • ” pizze al taglio, gelati, negozi di souvenir ed altre cianfrusaglie di plastica di cattivo gusto” non mancavano neppure ai tempi di La Pira o Bargellini … anzi!

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’Arte sui Generis)

      non esageratamente come oggi…di una città svenduta ai turisti !!!

  • Civetta2

    Luca Nannipieri oggi sul quotidiano Libero sulla Biennale Florens:

    “Occorre il parricidio. Nessuno ne parla ma sarebbe l’unica cosa giusta. Ci lamentiamo che le bellezze d’Italia si stiano sbriciolando, ci lamentiamo che 28 milioni di cittadini non abbiano mai tuffato il naso in uno dei 5.600 siti archeologici del paese; ci lamentiamo sempre ma nessuno ha il coraggio di fare l’unica cosa giusta: mettere fine alla carriera istituzionale di coloro che da decenni padroneggiano il sistema dei beni culturali con incarichi, direzioni, ruoli di vertice. Abbiamo paura di attentare ai loro nomi, così esimi, così prestigiosi, così altolocati, così soci onorari delle più blasonate accademie, abbiamo paura del parricidio, e nell’impotenza di uccidere la loro carriera, li riconfermiamo nel loro potere. Averli sul tappeto rosso delle nostre manifestazioni culturali fa prestigio; averli come soci onorari significa rendere rinomate le nostre associazioni; averli nelle iniziative significa avere dalla nostra parte i caporedattori di Repubblica, Corriere della Sera, Sole24ore che pubblicano i loro discorsi, le loro lectio magistralis. Insomma averli con noi è più conveniente che dirgli: <>. Pazienza se con le loro lectio magistralis e le loro ricette, le bellezze d’Italia sono andate alle ortiche”.

  • Civetta2

    Luca Nannipieri, oggi sul quotidiano Libero, sulla Biennale Florens:

    “Occorre il parricidio. Nessuno ne parla ma sarebbe l’unica cosa giusta. Ci lamentiamo che le bellezze d’Italia si stiano sbriciolando, ci lamentiamo che 28 milioni di cittadini non abbiano mai tuffato il naso in uno dei 5.600 siti archeologici del paese; ci lamentiamo sempre ma nessuno ha il coraggio di fare l’unica cosa giusta: mettere fine alla carriera istituzionale di coloro che da decenni padroneggiano il sistema dei beni culturali con incarichi, direzioni, ruoli di vertice. Abbiamo paura di attentare ai loro nomi, così esimi, così prestigiosi, così altolocati, così soci onorari delle più blasonate accademie, abbiamo paura del parricidio, e nell’impotenza di uccidere la loro carriera, li riconfermiamo nel loro potere. Averli sul tappeto rosso delle nostre manifestazioni culturali fa prestigio; averli come soci onorari significa rendere rinomate le nostre associazioni; averli nelle iniziative significa avere dalla nostra parte i caporedattori di Repubblica, Corriere della Sera, Sole24ore che pubblicano i loro discorsi, le loro lectio magistralis. Insomma averli con noi è più conveniente che dirgli: avete fallito. Pazienza se con le loro lectio magistralis e le loro ricette, le bellezze d’Italia sono andate alle ortiche”.