Balkans’ Memory. L’Albania non può aderire all’Unione europea: ma la conservazione e il restauro dei suoi archivi audiovisivi e cinematografici si fa con soldi europei

Qualcuno le chiama incongruenze europee: lo scorso 10 ottobre la Commissione europea ha bocciato per l’ennesima volta la domanda di adesione dell’Albania, raccomandando però che le sia concesso lo status di candidato, non appena abbia completato alcune riforme. Ma intanto – vivaddio – la medesima Commissione europea scende in campo per la conservazione e il […]

Archivi dell’AQSHF , a Tirana

Qualcuno le chiama incongruenze europee: lo scorso 10 ottobre la Commissione europea ha bocciato per l’ennesima volta la domanda di adesione dell’Albania, raccomandando però che le sia concesso lo status di candidato, non appena abbia completato alcune riforme. Ma intanto – vivaddio – la medesima Commissione europea scende in campo per la conservazione e il restauro degli archivi audiovisivi e cinematografici dei Balcani: e lo fa cofinanziando il progetto Balkans’ Memory, preserving and promoting audiovisual heritage, che ora tiene proprio nella capitale Tirana il primo seminario di formazione.
Dal 6 all’8 novembre è l’AQSHF (National Film Archive of Albania) ad accogliere una quindicina di professionisti degli archivi della regione obiettivo dell’iniziativa, alla presenza del Ministro della Cultura Albanese e dell’Ambasciatore di Francia in Albania. Questo primo seminario, strutturato su corsi teorici, tavole rotonde e visite condotte da specialisti del settore, riunirà i gestori di archivi dei paesi dei Balcani – Albania, Bosnia ed Herzegovina, Croazia, Macedonia, Kosovo, Montenegro e Serbia – per dibattere “sulle sfide legate alla tutela e al restauro dei supporti audiovisivi e cinematografici, ai fondi e ai formati più a rischio e ai meccanismi di digitalizzazione per la loro messa in sicurezza”.

www.aqshf.gov.al

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • in Albania c’è un grosso dibatitto sulla public art intesa significativamente come segnale della volontà della popolazione di voler partecipare attivamente nella gestione pubblica dei “commons”.
    Date un’occhiata all’articolo e capirete quanto questo popolo sia pronto per entrare nell’Ue.
    http://mag.studio28.tv/mag/il-confine-tra-vandalismo-e-interazione/