Dietro la quinte di un capolavoro. Presentati a Firenze i primi risultati del restauro de L’Adorazione dei Magi di Leonardo, tanti dettagli nella fotogallery

Quando si parla di Leonardo da Vinci non è difficile, né tanto meno un caso rimanere affascinati dalle sue intuizioni sperimentali e dalle scoperte estremamente moderne che hanno reso la sua pratica artistica e intellettuale unica e assoluta. Nuove informazioni ci arrivano direttamente da uno dei suoi capolavori, L’Adorazione dei Magi, dipinto su tavola iniziato […]

La pala all'interno del Laboratorio di Restauro, photo Valentina Grandini

Quando si parla di Leonardo da Vinci non è difficile, né tanto meno un caso rimanere affascinati dalle sue intuizioni sperimentali e dalle scoperte estremamente moderne che hanno reso la sua pratica artistica e intellettuale unica e assoluta. Nuove informazioni ci arrivano direttamente da uno dei suoi capolavori, L’Adorazione dei Magi, dipinto su tavola iniziato nel 1481 per l’altare del monastero di San Donato a Scopeto, mai terminato a causa della partenza dell’artista per Milano avvenuta nella primavera del 1482.
La pala – delle dimensioni di 244×240,1 cm – dal novembre 2011 è stata trasferita dalla Galleria degli Uffizi, che la ospita, al Laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure presso la Fortezza da Basso per essere sottoposta ad una serie di indagini diagnostiche e conservative che nel giro di due anni dovrebbero riconsegnare il dipinto al museo fiorentino. E ieri si è svolta la presentazione dei risultati delle indagini diagnostiche, che hanno dimostrato fra l’altro che la tecnica pittorica preliminare utilizzata da Leonardo è uguale a quella del San Girolamo dei Musei Vaticani, della Vergine delle Rocce di Londra, della Vergine col Bambino e Sant’Anna del Louvre. Avremo modo di parlarne diffusamente a breve: intanto vi regaliamo una bella gallery della presentazione e di alcuni particolari dell’opera…

– Gino Pisapia

 

 

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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.