Vediamo un po’ qual è lo status quo, e da qui ripartiamo. Al Man di Nuoro giornata di studi su esperienze curatoriali e realtà espositive. Voluta dal neodirettore Lorenzo Giusti

Le direzioni nelle quali si intende dirigere l’approfondimento sono due: da una parte gli aspetti artistici (tematiche all’ordine del giorno, filoni comuni di ricerca, pratiche artistiche, attitudini e tendenze della ricerca contemporanea nella regione), dall’altra gli aspetti curatoriali (specificità, problematiche, strategie, difficoltà e opportunità dell’operare sul territorio). Quale regione, quale territorio? La Sardegna: sono questi […]

Le direzioni nelle quali si intende dirigere l’approfondimento sono due: da una parte gli aspetti artistici (tematiche all’ordine del giorno, filoni comuni di ricerca, pratiche artistiche, attitudini e tendenze della ricerca contemporanea nella regione), dall’altra gli aspetti curatoriali (specificità, problematiche, strategie, difficoltà e opportunità dell’operare sul territorio). Quale regione, quale territorio? La Sardegna: sono questi infatti i temi della giornata di studi dedicata alle recenti esperienze curatoriali e alle nuove realtà espositive in regione, organizzata a Nuoro dal Museo Man, una delle prime iniziative della nuova direzione di Lorenzo Giusti.
Direttore che tuttavia – curiosamente – non compare fra i protagonisti dell’iniziativa: ad intervenire ci saranno infatti Alessandro Biggio (Innesti), Alessandro Olla (Signal Festival), Valentina Daga, Elisa Desortes (Aliment(e)azioni), Pastorello e Davide Mariani (Galleria LEM), Emanuela Falqui, Marta Anatra (Funivie veloci), Emiliana Sabiu (Cherimus), Ercole Bartoli, Alessandra Menesini (Fondazione Bartoli Felter), Francesca Sassu (Le Ville Matte), Gian Gavino Pazzola (Residenza Candelieri di Sardegna), Giannella Demuro, Antonello Fresu (PAV), Giovanni Casu, Giusy Sanna (Berlin Island), Leonardo Boscani (EX-Q), Marco Lampis (Reverse), Micaela Deiana, Dario Costa (Wilson Project), Paolo Carta, Giorgio Plaisant (MEME Arte contemporanea e prossima), Pino Giampà (Giuseppe Frau Gallery), Roberta Filippelli (Blublauerspazioarte), Roberta Vanali (Artribune), Sonia Borsato e Maria Giovanna Fara (Ben venga maggio), Marta Pettinau (Resistenze).

Venerdì 14 settembre 2012 – ore 16.00
Via S. Satta 27 – Nuoro
www.museoman.it

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  • Vergogna, basta con questo vecchio Man fatto di scopiazzanti artisti di carta straccia e artisti travestiti da galleristi agli arresti domiciliari per evitare denuncia per atti osceni in luogo pubblico a carico del pubblico, basta, basta, basta
    Ieri 13 Settembre 2012, è nato a Solarussa un altro Man, il primo libero spazio di ricerca e confronto tra artisti indipendenti Sardi, all’inaugurazione presieduta dall’unico consigliere comunale rosso di Cagliari Enrico Lobina sono stati invitati da i direttori artistici della nascente istituzione (che vanta una folta collezione di artisti cinesi, nigeriani, brasiliani e della repubblica dominicana che hanno lavorato sulla tematica specifica “Who is the man?”) per una performance collettiva:

    http://www.youtube.com/watch?v=YDvaqKgeyTg&feature=share

    gli artisti del Movimento Oscurantista e la loro pittura di scontro per attivare il confronto; lo street artista che dipinge con le mani Stefano Melis appena rientrato dal Portogallo; il certosino ed onirico Matteo Tauriello e le sue visioni generate dal pennarello e non dal pennello; l’eteronomo collettivo iconoclastico che purtroppo causa vecchi baronismi artistici operando in terra sarda “Stay on fango” e la Tavor Art Mobil del duo artistico Ardau-Di Caterino con la sua terribile propaganda artistica mirante a commercializzare beceramente “idee di quadro” alla modica cifra per i residenti in Sardegna di un euro e cinquanta centesimi.

    Che Artribune non ne abbia parlato è una vergogna, ma forse dipende dal fatto che la Vanali oggi al Man di Nuoro lavori per Artribune?

  • Lorenzo Marras

    Spettabile Redazione , so che Vi è stato questo dibattito del Giusti insieme alla Picionaia artistica Ufficiale dell’Isola.Bene.
    Se siete cosi’ gentili a farci conoscere i contenuti (in parti ragionevoli è ovvio, mica tutto) di detto dibattito Vi sarei grato perche’ cosi’ come è messo, l’articolo è solo una passerella di nomi.
    Saluti.

  • Status quo: L’espressione, usata anche nel diritto privato (in genere per indicare il ristabilimento di una situazione giuridica, cui per conseguenza il fatto si deve adeguare), è soprattutto frequente nella terminologia giuridico-diplomatica per indicare la volontà degli stati, contraenti o proponenti un accordo, di riconoscere come giuridica la condizione di fatto che sussiste nel momento nel quale l’espressione è adoperata, condizione che implica, di solito, il complesso delle situazioni createsi, in un determinato territorio, a favore di una potenza, e a spese di un’altra, in seguito a eventi di varia natura

  • red

    consigliere comunale rosso? di capelli?

  • No, si parla del colore politico:)

  • Succedeva nell’isola come in ogni parte del globo, Musei e finte istituzioni a carico del pubblico ancora ambivano a dirottare il gusto ed a creare a tavolino finti artisti usando l’arma della diffusione mediatica della rivista specializzata fatta di addetti ai lavori in permanente conflitto d’interesse operanti su delega, si sguazzava nel pubblico per incrementare interessi privati, questo nonostante questo malcostume stesse portando all’unica conseguenza possibile: la chiusura del pubblico al pubblico.

    Il Man nel capoluogo del centro dell’isola rischiava la chiusura, il governo isolano di destra non voleva attestare tale scatafascio di cui non aveva colpa alcuna e populisticamente si era impegnato personalmente a tenerlo in vita, un inutile accanimento terapeutico di cui si erano fatte carico le più illuminate intelligenze politiche di centro sinistra dell’isola.

    La direttrice isolana come Schettino aveva avuto l’intelligenza di abbandonare la nave prima che affondasse con tutti gli inconsapevoli passeggeri a bordo, in un primo momento si era pensato di farla sostituire da una giovane artista che aveva l’innegabile merito di curare personalmente da anni le mostre del padre, la sua nomina aveva creato una faida ed una serie di screzi e pettegolezzi isolani che a quel punto portavano chiunque a rivendicare a pieno titolo il ruolo di possibile Di retto re; Pisci a Forasa invocava Bob Maroni-giù, l’unico artista isolano ed ingiustamente isolato ad avere un reale e materiale valore di mercato comunitario.

    Nel bel mezzo della faida da Artcurvasud si monitorava la faccenda, Wanda Alì sul suo blog aveva pubblicato la graduatoria provvisoria sul suo blog, non riusciva a tollerare che ci fossero tra le persone candidate personaggi che rifiutavano l’allineamento e la copertura della sua idea trash dell’arte, secondo la quale omologare la cultura artistica isolana al pensiero unico d’artista imposto dal mercato globale significasse svecchiarla.

    Questo e solo questo era il motivo che portava all’urlo della liberazione da parte di Artecurvasud quando pubblicata la graduatoria definitiva tale nefasto ruolo di accompagnare l’equipaggio del Man di centro isola allo scatafascio per graduatoria definitiva veniva attribuito a Lorenzo il Giusto della corte Medicea del giovane rottamatore; il giovane e simpatico moderatore e facilitatore toscano aveva già manifestato la sua inadeguatezza al ruolo avendo avuto in affidamento un spazio che nasceva già come Ex spazio chiuso nel giro di sei mesi, aveva quindi meritato sul campo questa nuova missione impossibile, fare chiudere il prima possibile il Man che non aveva più motivo alcuno di esistere.

    Sciamani intanto sollevavano nubi oscurantiste, volavano palle di colore che giustiziavano falsi Maestri, si dipingeva direttamente con le mani visto il prezzo dei pennelli e si reclamavano idee di quadro dal valore commerciale di un euro e cinquanta.

    La truffa del centro isola si autorappresentava come lo spazio più importante d’Italia ma in Italia non era, si difendeva Lorenzo il Giusto che purtroppo non aveva lo stesso spessore ed intelligenza tattica di chi aveva abbandonato la nave prima del naufragio; si rappresentava l’isola come realtà frizzante a cui mancava il collezionismo privato, ma come? Si ignorava che l’isola era un riflesso di ciò che accadeva nel cuore dell’impero? Si arrivava a dire che servissero corsi di formazione per collezionisti.

    Una guerra, si era nel bel mezzo di una guerra, bisognava indicare la rotta a quei quattro ignorantelli agli arresti domiciliari dell’arte per saccheggio del pubblico ai danni del pubblico per interesse privato, che invocano il loro ruolo professionale ed il merito, come evitare il naufragio, bisognava aprirgli gli occhi, fargli vedere che quel mondo che invocavano come specialistico era stato processato in piazza durante “Occupy Wall street”, che Sotheby’s, mentre loro si svendevano per quattro spiccioli al migliore offerente politico, aveva avuto profitti record da 680milioni di dollari e che il suo amministratore delegato guadagna 60000 dollari al giorno, ma loro si sentivano furbi nella loro beata ignoranza, prendevano le distanze dalla realtà che giudicavano ridicola.

    Una guerra tra due visioni del mondo, nel Man del centro isola l’arte era semplicemente decorazione e distrazione nel Contro Man era uno strumento di relazione e movimento, la rotta di movimento era riportare in vita il legame tra politica ed arte popolare e fare rintanare l’invasore privato nel Man di centro isola.