Al Man vince Lorenzo Giusti. È il trentacinquenne pratese il prescelto per succedere a Cristiana Collu alla direzione del Museo di Nuoro

Tutti quelli che avevano vaticinato – un po’ anche noi di Artribune – che per la scelta alla fine si sarebbe optato per un sardo, sono stati clamorosamente smentiti. La pubblicazione della graduatoria definitiva per il concorso a direttore del Museo Man di Nuoro ha infatti stravolto l’esito della prima selezione, proiettando al primo posto […]

Lorenzo Giusti

Tutti quelli che avevano vaticinato – un po’ anche noi di Artribune – che per la scelta alla fine si sarebbe optato per un sardo, sono stati clamorosamente smentiti. La pubblicazione della graduatoria definitiva per il concorso a direttore del Museo Man di Nuoro ha infatti stravolto l’esito della prima selezione, proiettando al primo posto Lorenzo Giusti, fresco ex condirettore – dopo esserne stato curatore – dell’ormai defunto centro fiorentino Ex3. Gli esiti dei colloqui quindi vedono il trentacinquenne curatore pratese saldamente in prima posizione, seguito da Marco Peri e Manuela Cuccuru; Giorgia Atzeni, prima dopo la selezione per titoli, si ritrova ora ottava.
Dunque, salvo ratifiche ufficiali, sarà lui il nuovo direttore del museo sardo, dove succederà alla “martiana” Cristiana Collu. Un esito che innanzitutto promuove le procedure del concorso, che – come detto – non sono state influenzate da nessun tipo di pressione o primazia territoriale. E soprattutto che proietta verso la direzione in professionista di indubbia esperienza, capace di condurre il Man – se sarà messo nelle condizioni di farlo – ad un dialogo paritario quantomeno con gli altri musei italiani. La biografia parla chiaro: studi a Firenze, Siena, Parigi e New York, laurea, specializzazione in Storia dell’arte e dottorato di ricerca in Storia della critica d’arte, attività già ricca come saggista, Giusti vanta esperienze curatoriali al Centro Strozzina di Palazzo Strozzi e poi a EX3, ed ha curato nel 2010 il padiglione della Toscana all’Expo universale di Shanghai. Ora si attende la rifiniture degli ultimi dettagli e la ratifica ufficiale della nomina: dopodiché non mancherà un’intervista su Artribune.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • pec

    incredibile spiraglio di luce! una lezione per i finti bandi di genova, mart, e rivoli, che si presta a rifare il bando.

    • un critico italiano

      In effetti questa selezione pare più rigorosa nel metodo rispetto a Villa Croce

      • Sono molto contenta dell’incarico vinto da Lorenzo Giusti: lo conosco da anni e lo stimo sia come storico dell’arte che come critico/curatore. Finalmente una scelta che non penalizza i veri studiosi e conoscitori dell’arte, non solo attuale, ma anche storica, in favore dei “modaioli” curator-manager senza alcun background storico-artistico. Complimenti Lorenzo!
        Silvia Grandi

        • SAVINO MARSEGLIA (artista indipendente)

          Una cosa è possedere il background storico -artistico, una cosa è gestire il contemporaneo; l’altra cosa è saper amministrare le risorie finanziarie. In sostanza, un bravo direttore di un museo dovrebbe essere anche un “curator-manager” e al tempo stesso un abile arbitro e giocatore di queste tre cose.

          Una cosa è certa: l’Ex 3, nonostante i lauti finanziamenti pubblici non ha funzionato. Ultima cosa, il valore di un’ opera d’arte e di un artista non si misura solo in un museo-mausoleo. Il resto sono giochi politici e dinamiche di potere dai quali è meglio stare alla larga.

          L’arte e la cultura sono un’interminabile serie di duelli, tutti intensi che spesso esprimono la loro autenticità in dinamiche al di fuori di questi musei- mausolei. Dinamiche che ormai siamo abituati a conoscere nell’odierno circuito asfittico e autoreferziale dell’arte che è diventato sovrapponibile alla dittaura del mercato; alle mode del momento, alle logiche di speculazione finanziarie ed infine sempre più orfano di un pubblico appassionato e di collezionisti illuminati.

          • monica

            Lauti finanziamenti a Ex.3? Ma da parte di chi?

      • F.F.

        Il bando mandato di Villa Croce è stata l’ ennesima truffa made in Italy !

        • Mario Colombo

          ma vedrai che Ilaria Bonacossa ti piacerà un sacco, vedrai vedrai.
          sempre a mugugnare voi italiani da quarta fila vicino al bagno per non sbagliare.

  • mussorama

    che bella notizia!!! in bocca al lupo al neo direttore!!!

  • mario

    artribune dovrebbe assumermi

  • Silvia

    Molto contenta!

  • Lorenzo Marras

    leggo nell’articolo di mattioli :”” bla bla bla che proietta verso la direzione un professionista di indubbia esperienza capace di condurre il Man – se sara messo nelle condizioni di farlo -“” punto
    Ecco , trovo singolare questa frase considerato che il prescelto ha gia’ fatto i conti con situazioni , ufficialmente dipese da scelte politiche altrui (vedi Ex 3) e non vorrei, considerate le risorse a disposizione del Man, che cio’ non rappresenti una comoda giustificazione bella e pronta in partenza, in caso di insuccesso.

    • SAVINO MARSEGLIA

      Caro Lorenzo, condivido le tue parole e aggiungo: un direttore di museo, se fosse pienamente e chiaramente cosciente nelle sue capacità professionali, imprenditoriali e nell’efficienza amministrativa, non darebbe poi, tanta importanza solo ai finanziamenti pubblici.

      Questo è uno dei più gravi difetti che un direttore possa avere. Quando non si lavora bene nel museo e il bilancio va catastroficamente in rosso…, è luogo comune dare sempre la colpa del proprio insuccesso alla scarsità di finanziamenti pubblici. Vedasi EX3

      • Lorenzo Marras

        Savino caro, ma noi , noi sia ben chiaro detto con la dovuta simpatia, conosciamo l’arte della pazienza e sappiamo usare la memoria quando è necessario.
        Giusti sapra’ scrivere bene in Italiano, avra’ un curriculum di studi impeccabile, benissimo anche questo e pur tuttavia una rondine non significa per forza di cose Primavera.
        Come si diceva dalle tue parti una volta : del domani non vi è certezza.
        Savi’ ti saluto caramente.

  • Leonardo Bigazzi

    Un amico e un grandissimo professionista, che spendida notizia! La riprova del buon lavoro che Lorenzo, insieme ad Arabella Natalini, aveva fatto ad EX3. Un lavoro che mancherà tanto alla città di Firenze. Un grande grande in bocca al lupo!

  • giovanni

    Tanti Complimenti a Lorenzo uno dei pochi curatori italiani che scrivono corretamente in italiano (il che non è scontato), un grande professionista, serio e capace!
    Complimenti e buon lavoro!
    g.

  • Savino Marseglia (curatore indioendente)

    non trovo per niente attraenti questi complimenti al neo direttore… visto la fine pietosa che ha fatto l’Ex 3 di Firenze.

  • Adriano (astante)

    Fatta salva la qualità di Giusti, i colloqui sono stati una FARSA. Era evidente che la commissione non avrebbe mai voluto rischiare su qualcuno che non avesse avuto una pregressa esperienza di direzione. Mi chiedo solo perché non inserirlo fra i REQUISITI nel bando, invece di far perdere tempo a tante persone. Le domande a Giusti erano volte solo a confermare la sua capacità operativa circa una decisione che, con tutta evidenza, era, appunto, solo da confermare. Ci sono poi molti aspetti sgradevoli della vicenda, per esempio il fatto che su dieci candidati, di cui otto donne, si sono piazzati primo e secondo i soli due uomini presenti. Statisticamente un po’ improbabile, no? Ma anche questa è l'”Itaglia”…

    • biagina

      si intuisce un po di acredine nel commento…. qualcuno che ha “perso tempo”?

      • Adriano (astante)

        Ma quale acredine? Giusti è validissimo, solo che è stato chiaro fina da subito, dalle domande postegli (se lei entrasse domani a dirigere il museo…), che la commissione era indirizzata e facciamo pure per i meritatissimi motivi della sua esperienza. Commissari che si sbilanciavano con “benissimo!” entusiastici in fondo al colloquio, limitandosi a smorfie di disgusto verso le altre candidate. Ritengo giustissimo selezionare in base a un’esperienza dirigenziale pregressa (comunque di 6 mesi, mi pare), quello che non trovo giusto è non richiederlo esplicitamente nel bando, come fanno la maggior parte dei musei senza per questo essere tacciati di discriminazione. Senza esperienza pregressa di solito si può aspirare al massimo alla curatela museale, quindi non ci sarebbe stato niente di male… Spero si abbia un’idea di quanto sia mostruosamente impegnativo e logorante preparare un orale per una selezione a questi livelli e di quanto, quindi, ci si possa sentire presi per i fondelli a fronte di tali evidenze.

        • MARCELLO FOIS

          Caro Adriano, devi aver perso qualche passaggio perché la domanda che iniziava con: ” se lei entrasse domani a dirigere il museo…” Io, uno dei commissari prescelti, quella domanda, in accordo col resto della commissione, l’ho fatta a tutte e tutti. la frustrazione e la malafede possono condurre a dire cose poco ponderate e vedere smorfie o sentire commenti che non vi sono stati se non nella mente di chi arriva all’orale di un concorso per fare scena muta come è successo a molte delle candidate. Il punto non è che il bando doveva contenere lo sbarramento per chi non aveva esperienza di direzione, cosa tra l’altro non marziana, ma che molti dei candidati non ritenessero differente l’ attività di “curatore” da quella di “direttore”, ragion per cui pensavano che il colloquio si sarebbe risolto in una chiacchiera sui massimi sistemi, senza uno straccio di conoscenza tecnica, finanziaria o normativa. Ad ogni buon conto i colloqui, tenuti pubblicamente, sono stati registrati. Gentile Adriano, se li riascolti.

          • adriano

            Caro Marcello, Le assicuro che per quanto ho potuto vedere non si è appurata nessuna conoscenza normativa, nessuno ha tirato in ballo il DM 10 maggio 2001, fondamentale conoscenza per chi va a dirigere un museo, né lo statuto o la carta dei servizi. Credo che dovrebbe riascoltare anche lei le registrazioni: la maggior parte delle domande erano volte al fund rising come se fosse possibile che le candidate avessero la formula magica per tirare su soldi dal niente. Al dott. Giusti invece è stata posta una domanda precisa di gestione di un budget preciso. Per farla breve le sue domande erano circostanziate, mentre nel caso di altri candidati non è stato così. Circa la domanda “ che cosa farebbe se entrasse domani al museo”, posta in questi termini e cioè aprendo la possibilità al candidato di parlare concretamente di cosa avrebbe avuto intenzione di fare, vale quanto sopra: domanda circostanziata versus domande talvolta bizzarre ed erratiche. Per quanto riguarda la differenza fra “direttore” e “curatore” credo che non necessariamente questa debba sussistere: il Mambo per esempio è diretto da Maraniello che ne cura anche le mostre, idem per la Gamec di Bergamo dove le mostre sono curate dal direttore di Pietrantonio, e le assicuro con ottimi risultati. E sono solo le prime che mi vengono in mente. Quindi trovo opinabile questa forzata suddivisione di compiti (a meno che non s’intenda portare solo mostre pacchetto e allora sì che c’è veramente bisogno di poche competenze curatoriali). Detto questo faccio tanti auguri a Lorenzo, la sua nomina resta comunque di ottimo auspicio per il museo. Ribadisco che non mi sono piaciute le modalità di selezione, ma non ho niente da obiettare sulla qualità della persona.

          • NIVES

            le argomentazioni di Adriano sono, come si suol dire , una patata bollente e sinceramente sarei proprio interessata ad ascoltare le registrazioni dei colloqui dei candidati . Gentile Marcello le sarei grata se mi facesse sapere dove si possono trvare . Grazie .

        • Marcello Fois

          Non si capisce quale sia il suo problema gentile Adriano se alla fine lei stesso ammette che il candidato prescelto “è validissimo”. Vuol dire che altri o altre erano più validi/e di lui? Che la commissione ha lavorato bene pur avendo lavorato male? Oppure che il suo candidato/a ha semplicemente fatto una figura barbina e preferisce pensare che ciò dipenda dalla cattiva disposizione dei commissari? Se sapessi a quale candidato/a fa riferimento potrei risponderle in maniera più specifica. Ma vede bene che parlare con individui del suo tipo che esprimono opinioni senza presentarsi è davvero frustrante, dal momento che Lei ha un interlocutore che ha un nome e un cognome, mentre io non posso dire la stessa cosa… Quindi chiunque Lei sia ricordi bene che sono state fatte una serie infinita di domande in merito a umidità, luminosità, budget… Senza contare gli esecrabili esiti dei colloqui nelle lingue straniere prescelte dai candidati… Insinuare, da anonimo malafede nel lavoro degli altri è quanto di peggio si possa fare specialmente se il risultato è stato di aver selezionato il concorrente migliore.

          • Lorenzo Marras

            Egregio Fois, siccome non ho nessun problema personale in questa faccenda (non si sa mai ma è meglio parlare chiaro) , sono interessato conoscere la sua opinione in merito alla esclusione di Bruciati dalla prova, per mere ragioni burocratiche alla luce di cio’ che è stato ufficialmente reso noto.
            Dal momento che ella è scrittore ma anche uomo che non soccombe a imperativi di “logica” (presumo) non ritiene che la commissione sia stata eccessivamente severa applicando il regolamento ?
            glielo dico perche’ leggendo le due sue repliche all’Adriano, non ho potuto NON notare che parte (piccola o grande, non so) dei candidati è risultata inadeguata, a suo dire.

            la ringrazio per l’attenzione a questa domanda che confido non manchera’ da parte sua.
            Saluti.
            Marras

          • NIVES

            Egregio signor Marcello Fois ,la faccenda si fa seria e sarebbe opportuno a mio parere ,ma penso anche di altre persone che i colloqui venissero messi in rete affinchè potessimo sentire o leggere come in realtà sono andati…….molte volte a pensar male ……Signor Lorenzo Marras,Bruciati purtroppo è stato una vittima del servizio – disservizio postale e anche qui ……..ma perchè mai non ha fatto fede la data di spedizione ?

          • Lorenzo Marras

            Nives guardi che ho posto la domanda al Fois, poiche’ interessato a leggere il suo pensiero intorno alla scelta di una esclusione che immagino sia stata sofferta e non presa ,cosi’ a cuor leggero.
            Pertanto la medesima non ha nessun carattere inquisitoriale e se qualcuno interpreta in siffatta maniera, lo avverto che si sbaglia di grosso.
            Piu’ chiaro di cosi’.

          • Marcello Fois

            L’esclusione di Bruciati è stato un atto dovuto proprio per rispettare tutti quei concorrenti che, avendo letto per bene il Bando, hanno capito che non era il timbro postale a far fede ma la data di arrivo. Può non piacerci ma le regole devono essere uguali per tutti, anche per Bruciati. Peccato davvero, mi sarebbe piaciuto sentirlo.

          • Lorenzo Marras

            che brutta parola atto dovuto. Implica quasi un asservimento non solo ad una forma ma anche a fatalita’ a esso legate come ad esempio un disservizio postale.

            Non ho mai letto niente di suo Fois , non vorrei che sia stato per un ATTO DOVUTO , non vorrei proprio.

          • Marcello Fois

            Gentile Lorenzo, non vedo che cosa c’entri il fatto che lei non ha mai letto niente di mio. Che c’entra scivolare così scioccamente da una faccenda burocratica, di cui non sono responsabile, e che le ho riportato per cortesia, a una faccenda personale che riguarda la mia professione? Che fa: entra in punta di piedi e una volta entrato ne approfitta? Un ATTO DOVUTO è una formula di rispetto, non uno sfizio come lei sembra credere e Bruciati per primo sa che non gli è stato fatto nessun torto. Se il bando prevedesse che sono esclusi i candidati che spediscono la domanda in una busta gialla e Bruciati l’avesse spedita in una busta di quel colore sarebbe stato comunque escluso, può non piacerLe ma le regole, quando mai ne avesse bisogno, salvaguarderebbero persino Lei, nonostante proclami libertà da asservimenti vari… Si può essere servi anche solo dei pregiudizi, se capisce cosa intendo.

          • Lorenzo Marras

            centra eccome se centra Fois. Dal momento che la locuzione “atto dovuto” è francamente brutta vista nel contesto della questione, mai mi sarei aspettato che ha formularlarLa fosse un uomo di lettere come Lei. Tutto qui.
            c è qualcosa di strano ? è necessario definire siffatta posizione un entrare a gamba tesa dopo essere entrati in punta di piedi ? (questa proprio non l ho capita) dal momento che ho solo posto una domanda e la sua risposta, invece, è stata deludente.
            Ecco spiegata l’ironia nel rivoltarle detta locuzione ai suoi lavori.
            Aggiungo che Trovo alquanto singolare che uno come Lei non abbia avuto l’accortezza di cogliere la brutalita’ di una forma cosi’ scandalosamente burocratica per la sua innegabile “funzionalita’ ” linguistica (le virgolette sono obbligatorie).

            P.S. : non aver mai letto di niente di suo non implica che non lo faccia ora perche’ in fondo la sua reazione merita le dovute attenzioni;

            Mi spiace per il ritardo di questa mia ma ho letto solo ora la sua.
            Nuovamente
            Tanti saluti Fois.

  • Lorenzo Marras

    il tempo è una di quelle strane trovate di cui è difficile dare un “PADRONE”.
    Nessuno è padrone del tempo nonostante ben collaudate organizzazioni di lavoro ne abbiano profilato la sua cosita’ perche’ in fondo viviamo in una perfetta fabbrica di illusioni …del tempo che implicano tutte le possibili declinazioni.
    Dunque l’aggettivazione di “perdi-tempo” è puramente strumentale.

    Caliandro prendi nota di questo “irrealismo” che mi sono inventato qui, su due piedi.

  • fiabo

    Congratulazioni e buon lavoro!

  • Inboccallupo a Lorenzo!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista solitario)

      Caro Lorenzo, quello dell’atto dovuto è un discorso lunghissimo, connesso con l’antica storia della burocrazia italiana, una delle più farraginose e complesse del mondo occidentale.

      Molti studiosi stranieri hanno studiato a lungo e nei dettagli questo modello burocratico italino e sono giunti alla conclusione che esso genera nel cittadino incubi e non di rado errori, deviazioni e ingiustizie.
      Un caro saluto.
      Savì

  • fab.ballerini

    ma chi fa gli esami per far entrare un curatore o direttore nel museo?

  • fab.ballerini

    non e’ retorica ma curiosita’…lui mi piace anche…

  • Giovanni

    Ok Giusti sembra davvero avere i titoli, il bando a mio avviso ben pensato. Il consiglio d’amministrazione? Il presidente Rocca non ha nessuna competenza per il ruolo che occupa. Un medico mi dite che indirizzo può dare alla politica di un museo d’arte contemporanea?
    Semplicemente scandaloso..
    La regione faccia qualche cosa.. Visto che ora i soldi vengono da Cagliari..

  • Magogi98

    Qualcuno potrebbe spiegarmi quali competenze e titoli può avere l’attuale presidente-dentista del museo Man di Nuoro (Tonino Rocca)?
    Scandaloso…Quasi come l’ingaggio principesco della Collu!
    Spero che la Regione vorrà, ora, porre fine a questa situazione, visto che è lei che sborsa, potrebbe anche pretendere un direttore di qualità!!

  • Magogi98

    Errata corrige:
    Spero che la Regione vorrà, ora, porre fine a questa situazione, visto che è lei che sborsa, potrebbe anche pretendere un PRESIDENTE di qualità!!

  • Mimmo-Mario

    Vorrei saperne di più, quanto sono pagati, perché e da chi, è possibile?