I Quattro moschettieri del Turner. Ecco la shortlist del celebre art prize britannico. A ottobre la mostra e a dicembre il vincitore

Spartacus Chetwynd, Luke Fowler, Paul Noble, Elizabeth Price. Quattro nomi di cui sentiremo parlare, nei prossimi mesi. Sono loro i finalisti dell’edizione 2012 del Turner Prize, tra i più prestigiosi premi per l’arte contemporanea al mondo, riservato agli artisti britannici under 50: un importante banco di prova internazionale, per rilevare e a un tempo orientare […]

Paul Noble, Unified Nobson, 2003

Spartacus Chetwynd, Luke Fowler, Paul Noble, Elizabeth Price. Quattro nomi di cui sentiremo parlare, nei prossimi mesi. Sono loro i finalisti dell’edizione 2012 del Turner Prize, tra i più prestigiosi premi per l’arte contemporanea al mondo, riservato agli artisti britannici under 50: un importante banco di prova internazionale, per rilevare e a un tempo orientare la temperatura e il trend del presente.
Il quartetto arriverà col fiato sospeso al traguardo del prossimo 3 dicembre, data solenne in cui sarà annunciato – durante la solita diretta tv su Channel 4 – il nome del vincitore: al fortunato andranno 25.000 £, ma non resteranno a bocca asciutta gli altri tre, che a casa torneranno delusi ma con in tasca un generoso gruzzolo di consolazione. 5.000 £ cadauno, giusto per digerire meglio l’amaro boccone.
Chi ha scelto i fortunati? In giuria c’erano Andrew Hunt della Focal Point Gallery, Heike Munder del Migros Museum für Gegenwartskunst, Michael Stanley del Modern Art Oxford, Mark Sladen, direttore del Kunsthal Charlottenborg di Copenhagen, e Penelope Curtis, direttrice della Tate Britain.

Spartacus Chetwynd

Composita la shortlist, che abbraccia età, linguaggi e approcci differenti. Da Fowler, 34enne di Glasgow, con la sua ricerca in ambito cinematografico, nel 2008 vincitore del Derek Jarman Award, al più attempato Noble, classe ’63, dalla scuderia di Gagosian, straordinario disegnatore con l’anima da visionario; e poi la Price, nata nel ’66 a Bradford, West Yorkshire, scelta per la sua recente videoinstallazione al Baltic Center, e la 39enne Chetwynd, eclettica scultrice e performer, maestra della citazione colta (tra Brecht, Blake, Bacon, la mitologia classica e quella televisiva), in Italia rappresentata da Massimo De Carlo.
Per conoscere il lavoro dei finalisti, nell’attesa del verdetto, non c’è che da fare un salto a Londra, a partire dal prossimo 20 ottobre. Alla Tate Britain, fino al 20 gennaio 2013, sarà allestita la mostra che, come da copione, funge da presentazione ufficiale degli artisti. Non sui progetti esposti verrà però assegnato il premio, ma sulla base dei curricula, dei percorsi di ricerca e del legame con l’attualità.

– Helga Marsala

www.tate.org.uk

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • bagno di realtà

    tifo per Fowler.