Vi ricordate “The Clock” di Christian Marclay? Mike Bodge ha realizzato un lavoro di net art che funziona un po’ allo stesso modo. Pescando l’ora da Twitter

L’idea è semplice ma potente. Un orologio online che segna l’ora utilizzando i messaggi che gli utenti di Twitter postano – letteralmente – ogni secondo. Si, perché ormai il numero di persone iscritte al social network dell’uccellino è talmente alto (si parla di oltre 500 milioni) da poter essere ragionevolmente sicuri che qualcuno, da qualche […]

L’idea è semplice ma potente. Un orologio online che segna l’ora utilizzando i messaggi che gli utenti di Twitter postano – letteralmente – ogni secondo. Si, perché ormai il numero di persone iscritte al social network dell’uccellino è talmente alto (si parla di oltre 500 milioni) da poter essere ragionevolmente sicuri che qualcuno, da qualche parte del mondo, abbia twittato un numero che corrisponde all’ora corrente. Allora perché non utilizzare questi messaggi random per scandire il tempo?
Ci ha pensato l’americano Mike Bodge, che ha rilasciato qualche giorno fa un sito chiamato Chirp Clock. Il paragone immediato, fatto da tantissimi commentatori e blogger, è con The Clock, monumentale sfoggio di abilità della durata di 24 ore firmato Christian Marclay, opera vincitrice del Leone d’Oro alla scorsa Biennale di Venezia. Nel film di Marclay il tempo viene scandito dagli orologi trovati in spezzoni di film e meticolosamente sincronizzati sull’ora corrente. Stavolta, a dare il tempo ci pensano gli utenti della Rete, che non si limitano a leggere l’ora ma la inseriscono in un messaggio (dando così al momento anche un senso, un contenuto) e a sincronizzarli un software bene scritto.

– Valentina Tanni

www.chirpclock.com

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.