Il doppio Elvis di Andy Warhol cerca casa. Sotheby’s mette all’asta un capolavoro del re della Pop Art. Da una delle serie più fortunate della storia

Colpo grosso per Sotheby’s, che si prepara a una primavera very hot: dopo l’asta dedicata all’Urlo di Munch, sempre a maggio e sempre a New York, sarà la volta di un capolavoro di Andy Warhol, tra le opere-icona più ammirate del maestro: il dipinto Double Elvis, del 1963, è un pezzo fondamentale della serie Elivs, […]

Andy Warhol - Double Elvis - 1963

Colpo grosso per Sotheby’s, che si prepara a una primavera very hot: dopo l’asta dedicata all’Urlo di Munch, sempre a maggio e sempre a New York, sarà la volta di un capolavoro di Andy Warhol, tra le opere-icona più ammirate del maestro: il dipinto Double Elvis, del 1963, è un pezzo fondamentale della serie Elivs, dedicata al mitico pop singer e attore americano: 22 opere in tutto, di cui 9 custodite da importanti collezioni museali. Comprato originariamente alla Ferus Gallery della West Coast e inserito nel catalogo ragionato come appartenente alla collezione di Shaindy Fenton (gallerista texana deceduta nel 1994), il ritratto è ora in cerca ora di un nuovo compratore. Ed è il primo della serie a comparire sul mercato dal 1995.
A New York ci arriverà solo dopo un tour espositivo a Los Angeles, Hong Kong e Londra, fissato per la fine marzo. La stima? $30-50 milioni. Sarà dura, a suon di rialzi, avvicinarsi ai 100 milioni raggiunti da Eight Elvises (1963) nel 2008, durante una vendita privata di Philippe Segalot. Ad oggi, il Warhol più costoso della storia: The Economist, grazie a questo record, definì Andy “the bellwether of the art market”, secondo il linguaggio finanziario un “indicatore” dell’andamento del mercato. Come dire, per avere il polso della situazione generale, basta seguire i destini del re della Pop Art. Che accadrà il prossimo 9 maggio?

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Angelov

    Si racconta che un Elvis fu donato da Warhol a Bob Dylan, durante una visita di quest’ultimo alla Factory.
    Bob si era dimostrato un po’ troppo refrattario al fascino di Andy.
    Così avvenne che fu criticato nella biografia di quest’ultimo.
    Dal canto suo Bob, che aveva tenuto per anni la tela chiusa in un armadio addirittura capovolta, arrivò alla saggia decisione di regalarla. Quando questo aneddoto venne reso pubblico, si disse che Dylan aveva il pratica buttato via qualcosa come 250.000 dollari.
    Ho trovato questo aneddoto abbastanza divertente.
    Forse è una leggenda metropolitana.
    Ed ho deciso di inviarla per contrapporla a quel senso di stremante pesantezza dovuta alla presenza di cifre con tanti zeri, che altro non sono che la coda e lo strascico delle impunite scorribande del “necessario” mondo dell’Alta Finanza nelle cose dell’Arte e della Cultura.