Piano con la febbre asiatica: il collezionismo parla anche spagnolo. E ArcoMadrid si prepara ad adulare gli ospiti latinoamericani (e non solo)

I collezionisti internazionali? Se non vengono, ce li porto io. Forse per sfatare il mito che alla fiera comprano solo gli spagnoli (i quali – ça va sans dire – comprano unicamente artisti compaesani), Arco Madrid, che apre al pubblico a San Valentino, punta come è giusto sui collezionisti e lancia il Collecting Forum. Due […]

Don e Mera Rubell (foto Contemporary Arts Foundation)

I collezionisti internazionali? Se non vengono, ce li porto io. Forse per sfatare il mito che alla fiera comprano solo gli spagnoli (i quali – ça va sans dire – comprano unicamente artisti compaesani), Arco Madrid, che apre al pubblico a San Valentino, punta come è giusto sui collezionisti e lancia il Collecting Forum. Due panel, presieduti da Rosa Martinez e Peter Doroshenko, presentano quattro casi studio, andando ad analizzare il tema delle collezioni corporate, ma anche come si costruisce una collezione privata e la sua implementazione.
La fondazione di spazi espositivi aperti al pubblico, come di premi e master dedicati, sarà inoltre tema del dibattito, che coinvolgerà figure del calibro di Aline Pujo, direttore dello IACCCA (International Association of Corporate Art Collection), art advisors internazionali e collezionisti provenienti da tutta Europa come Joop vanCaldenborgh, Mark Vanmoerkerke, Axel e Barbara Haubrok, Pilar Citoler e Han Nekens. Ci saranno, inoltre, i coniugi Rubell, impegnati peraltro in una mostra di pittura con opere dalla omonima collezione Miami-based e ospite a Madrid della Fondazione Banco Santander.
Non stupisce, infine, uno zoccolo duro di collezionisti proveniente dal Sud America (nel forum rappresentati dagli argentini Juan e Patricia Vergez e dal fondatore della collezione messicana Jumex, Eugenio Lopez) nell’edizione che lancia il focus Latin America, coinvolgendo 23 artisti provenienti da ben undici paesi, su segnalazione dei curatori Cauê Alves (Brasile), Sonia Becce (Argentina), Patrick Charpenel (Messico), Alexia Dumani (Costa Rica), Manuela Moscoso (Colombia/Ecuador) and José Ignacio Roca (Colombia). A riconferma che il mercato non guarda solo ad Oriente, e a ben pensarci parla piuttosto bene anche lo spagnolo…

– Santa Nastro

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Haute

    Quest’anno vado ad Arco anche io. Voglio vedere come reagisce la Spagna alla crisi.