Il museo è mio, e lo gestisco io. Uno studente polacco attacca una sua opera al museo di Wroclaw, e per tre giorni nessuno se ne accorge

Ha fatto tutto a regola d’arte, anche la targhetta perfettamente identica alle altre della sala. E infatti sono passati tre giorni, prima che gli stessi funzionari del museo se ne accorgessero. Di cosa? Che la collezione di arte contemporanea polacca del Muzeum Narodowe di Wroclaw, uno fra i più importanti della Polonia, era inopinatamente e […]

Andrzej Sobiepan "allestisce" la sua opera al museo

Ha fatto tutto a regola d’arte, anche la targhetta perfettamente identica alle altre della sala. E infatti sono passati tre giorni, prima che gli stessi funzionari del museo se ne accorgessero. Di cosa? Che la collezione di arte contemporanea polacca del Muzeum Narodowe di Wroclaw, uno fra i più importanti della Polonia, era inopinatamente e inspiegabilmente cresciuta di un’opera.
La spiegazione è emersa dopo qualche giorno, anche se è trapelata solo ora, anche grazie all’ampio spazio dato alla cosa dal canale televisivo nazionale TVN24. Si è trattato di un blitz di musealizzazione autogestita, messo in atto da Andrzej Sobiepan, giovanissimo studente all’Accademia di Belle Arti della città: “Ho deciso che non volevo aspettare 30 o 40 anni per vedere i miei lavori esposti in un posto come questo”, ha dichiarato. E quindi che ha fatto? Come documentato dal video che vedete sotto, il 10 dicembre Sobiepan è entrato al museo e, approfittando della distrazione di un custode, ha appeso a una parete la sua opera di piccole dimensioni, e la relativa targhetta.
L’imbarazzata direttrice del museo, Mariusz Hermansdorfer, ha dichiarato alla stessa TVN24 che l’azione ha sì portato a galla qualche problemino nella sicurezza, ma anche che l’ha considerata uno “spiritoso happening artistico”. Ed ha proposto di continuare ad esporre l’opera, negli spazi della caffetteria.

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  • libetta

    Episodio importante, pensato da tanti in questo raro caso anche riuscito.
    Il direttore del museo è un uomo, anyway.

  • fabio

    che senso ha rifare le azioni di altri artisti, in questo caso ripetere step by step le azioni di banksy?

  • non credo utile, in questo caso, il confronto ‘artistico’ con azioni pregresse di altri; meglio riflettere sulle potenzialità ‘autoformative’ e formative dell’appropri-azione temporanea di Sobiepan e dello spaesamento.

  • Anche un mio amico artista, prima ancora di Banksy, collocò abusivamente alcune sue opere durante una Biennale di Venezia per un’intera giornata.
    Penso che sia un gesto pensato da molti, è normale che venga ripetuto da altri.

  • Concordo, è una cosa già vista. Ma non è questo che conta, l’arte spesso rimescola messaggi che già sono in giro, visibili. La rielaborazione è giusta anche se in questo caso è cosa già fatta, forse meglio, da Bansky. Quello che a mio parere importa è di svegliare la coscienza di molti di questi curatori di musei che si preoccupano di promuovere ciò che già è ampiamente promosso, ovvero sempre gli stessi e mai i giovani. Molti musei e molte istituzioni, compresi i governi, infondo, sono nelle mani dei vecchi, delle solite persone e delle vecchie idee modaiole. Buon 2012, con o senza le profezie Maya!

  • Lo contatterò per offrirgli una personale; è un grande artista, innovativo, e non è alla ricerca di pubblicità, per niente. Infatti, preferisce parlare con le sue opere piuttosto che con le sue azioni. E’ formidabile, unico, avanguardista.

    Non gli interessa che si veda la sua faccia, ne’ tantomeno il suo nome e la sua opera. E’ disinteressato al mondo dell’Arte, e si sottopone favorevolmente al giudizio prima di esporre.

    Ha rispetto per gli altri, non proporrebbe mai il suo lavoro a tutti, non apparirebbe mai pubblicamente su internet; è introverso e riflessivo.

    PS Ma il quadro che odore avrà, dopo averlo nascosto nei pantaloni…?

  • hm
  • monica

    Un’azione simile l’aveva fatta in Palazzo Vecchio lo scorso anno Clet, allora riempì il vuoto di un dipinto di Bronzino(esposto alla mostra in Palazzo Strozzi) con un suo autoritratto. Devo dire che la direzione del museo polacco è stata ammirevole nella sua reazione: qui ci furono reazioni molto scomposte, interrogazioni sulla sicurezza del luogo etc. E’ proprio vero: c’è sempre qualcosa da imparare

  • oscar

    Azione “selfmademan promozionale” per l’ auto-propria-visibilità. Ora la sua opera è stata almeno ricollocata nella Caffetteria. Qualcosa ha ottenuto. se ciò voleva ed era nei suoi intendimenti.
    Ora però ci vanno di mezzo quanti erano addetti a reception e custodia.
    Ma l’ARTE, non si può blocccare, come i writers che dipingono e istoriano le mura delle CITTA’, spesso vecchie e mal tenute che così si ravvivano un pò dalle COLORAZIONI delle performance pittoriche. W L’ ARTE, sempre e comunque ….

  • Rossi

    BORESTA, DOCET……….