Chi ci prova a dirglielo a Monti? Uffizi +15%, Guggenheim Venezia +14%, l’arte (e conseguente turismo) tiene a galla l’economia italiana. E lui – orgogliosamente – taglia

Ve lo immaginate un nuovo governo in Sudafrica, che fra i suoi primi provvedimenti chiuda la metà delle miniere di diamanti? O il nuovo premier egiziano che vieti la visita a due delle tre Piramidi? O un nuovo sceicco del Qatar, che insabbi qualche centinaio di pozzi di petrolio? Fantapolitica, perché quelle sono fra le […]

Gli Uffizi, a Firenze

Ve lo immaginate un nuovo governo in Sudafrica, che fra i suoi primi provvedimenti chiuda la metà delle miniere di diamanti? O il nuovo premier egiziano che vieti la visita a due delle tre Piramidi? O un nuovo sceicco del Qatar, che insabbi qualche centinaio di pozzi di petrolio? Fantapolitica, perché quelle sono fra le principali direttrici economiche dei rispettivi paesi, e nessuno farebbe autolesionismo in questi termini, neanche come paradosso.
Nessuno, tranne il nuovo governo italiano: per noi di Artribune ormai è diventato quasi un mantra quotidiano, e le nostre petizioni rischiano di passare per lagne bellamente inascoltate. Per cui chiediamo sostegno ai lettori: cerchiamo di sollevare insieme il dibattito, magari qualche esito potrebbe esserci. Di che parliamo è presto detto, anzi ri-detto: gli assurdi tagli ai fondi destinati dall’8 per mille al Ministero per i Beni Culturali, un flusso di denaro risibile per la quantità rispetto alle esigenze del sistema italiano, ma sempre molto atteso per tappare alcune delle tantissime falle che vi si sono aperte. Ma il premier Monti – con il ministro Ornaghi evidentemente consenziente, visto che si è trattato di decisione unanime – ha deciso che quei soldi si possano tranquillamente risparmiare, e prontamente dirottare sul sistema carcerario, quello sì molto bisognoso. Ed alle – per una volta condivisibilissime – rimostranze dell’ex ministro Galan, Monti ha risposto con la solita supponenza e con non-motivazioni che aggravano ancor di più la faccenda, e che per carità di Patria vi risparmiamo nei dettagli.
E allora perché torniamo su questi temi, a così breve distanza? Perché continuano ad arrivare notizie che non fanno che confermare le nostre tesi, che del resto sono banalmente oggettive: nella crisi generale, l’unico indice che produce risultati positivi a percentuali da doppia cifra, è quello del turismo culturale. Le ultime notizie? La Galleria degli Uffizi, a Firenze, che chiude il 2011 a un milione e 766mila visitatori, il maggior numero di sempre nella storia del museo, sgretolando il precedente primato che risaliva al 2006 con oltre 1.600.000 presenze. Il che fa un incremento su base annua fra il 15 e il 20%, e questo nonostante i problemi creati dal cantiere aperto dei Grandi Uffizi. Stessa musica – ma dati omologhi avevamo già rilevato per Roma – a Venezia, dove la Collezione Peggy Guggenheim si attesta nello scorso anno a 401.299 presenze, ovvero 50mila visitatori in più rispetto al 2010, con un incremento del 14%. Che facciamo, le chiudiamo, queste miniere di diamanti?

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  • Sì, d’accordo, ma perchè non prendete in considerazione invece anche le molte percentuali negative in giro per l’Italia?

    Qua a Bologna, per esempio, il MAMbo, ha chiuso con un -30% nonostante avesse a disposizione anche denaro pubblico (meglio non dire la somma).

    Ed il Sindaco di Bologna, cosa fa per rimediare? Rinnova il contratto al Direttore! Il quale guadagna all’incirca 100mila € lordi….all’anno, solo lui, e pensate quanto costa in tutto il MAMbo; e si parla di tagli? Ma quali tagli? Ma dove sono?

    E finitela di stupirvi che lo “Stato” non si interessa dell’Arte; dov’è la novità?

    • AnsiArte

      sì ok ma si sa che Maraniello è un povero incapace, a Bologna poi non ha vinto la Lega per mezzo punto altrimenti se ne sarebbe già andato a casa da un pezzo

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        è un vecchio “turnover” italiota: il politico di turno che toglie di mezzo il solito curatore di turno!

    • Cristiana Curti

      A parte il commento di AnsiArte che definisce Maraniello un “povero incapace” con ciò dando la consueta stura all’insulto libero quanto naturalmente anonimo, vorrei sapere per favore quanto sarebbe giusto che un direttore del museo di arte moderna e contemporanea di una città (per l’Italia) importante dovrebbe guadagnare, dato che questo argomento è sempre il primo ad essere sventolato come il punctum dolens delle questioni relative agli sperperi dei soldi pubblici in cultura.
      100.000 lordi sono, nei fatti, 50 netti. Ovvero poco più di 4000 al mese, per un massimo dirigente pubblico che dovrebbe anche cercare di viaggiare e contattare colleghi e istituzioni “altre”, aggiornarsi e studiare (continuare a studiare). Oltre a questo, naturalmente, vivere (il che in una grande città è sempre dispendioso).
      Vorrei per una volta che questo genere di argomenti venisse supportato da ragioni vere: si dica, per esempio che un direttore di Museo (importante) deve lavorare gratis, così sapremo davvero che considerazione ha il pubblico di Artribune del lavoro intellettuale – quando anzi dovrebbe favorire la maggiore valutazione anche economica degli operatori di questo settore.
      E se lavorasse gratis, un direttore avrebbe quindi il diritto di essere pessimo, di non essere qualificato? E’ scadente, ma siccome non costa nulla, tutti contenti?
      Non valgano le risposte alla “E’ Maraniello ad essere scadente” perché il discorso è di assai più ampio raggio.

      • Gentile Curti,

        io prima di oggi non sapevo neanche che lei esistesse (e sicuramente neanche lei sapeva di me); sono nato e vivo a Bologna, e mi sembra giusto che ognuno parli di ciò che conosce a “km 0”. Per quanto riguarda l’anonimato, basta cliccare sul mio nome nel post e vengono fuori i miei dati, e non sto cercando pubblicità. Alla fine, li riporto, pubblicamente.

        100mila Euro lordi NON sono 50mila netti, sono all’incirca 60mila netti, senza contare poi gli extra come prefazioni, articoli, ecc. E questi sono soldi pubblici, Signora, SOLDI PUBBLICI.

        5MILA Euro al mese, visto il momento, sono troppi. Troppi. E lui non deve rendere conto a nessuno del calo del 30% di entrate? E’ un paradiso, altrochè storie, ed io lo ammetto, a scanso di equivoci, sono invidioso.

        Per ciò che concerne invece il compenso che dovrebbe avere il Direttore, pensiamo anche a quanti redattori lavorano e scrivono gratis articoli (spesso favorevoli..) sperando di essere ricambiati! Io dico solamente, che a questo punto, con un calo di entrate terribile che ha avuto il MAMbo,egli ne renda conto, proponga qualcosa, tutto qua.

        Signora, se nessuno entra nel Museo, il primo colpevole è il Direttore; se nessuno va più a mangiare in un ristorante, di chi è la colpa? Del cuoco o degli avventori?

        Comunque, questi sono i miei contatti:

        Eugenio Santoro

        [email protected]

        349 2901981

        • Cristiana Curti

          Gentile Serenarte, non ce l’avevo con Lei, ha capito proprio male. Ce l’avevo con chi come ANSIARTE (e così scrissi) insulta chi non può replicare (dare del “povero incapace” a chiunque sebza contradditorio e senza motivare è ancora diffamamzione a casa mia. A casa Sua no?) mascherandosi nell’anonimato.
          Non riesco a sopportare – in internet – la deriva del comodo insulto anonimo benché temo sia una battaglia persa, la mia, dato che anche Lei, che non c’entra con le mie reprimende, si sente in dovere di difendere altri che Lei non è.
          In merito alla questione degli emolumenti, la sfido davvero (calcolatore alla mano) a dimostrarmi se, fra tasse e balzelli vari (imposizioni sulla persona fisica, sul lavoro e sulla proprietà), riesce a ottenere 60.000 euro netti da 100.000 lordi. E comunque, come già avevo rimarcato, non sono interessata a disquisire intorno al “merito” di Maraniello e alla gestione del MamBo (che conosco anch’io in discreta misura, essendo di origine bolognese e frequentando un poco la Sua città), ma quanto piuttosto al comodo e populistico “dagli al riccone”, il quale, in quanto “ricco” (o presunto tale), è SEMPRE colpevole soprattutto se stipendiato dal Pubblico.
          Mi attendo dai lettori di Artribune qualcosa di più di una qualunquistica segnalazione da ìnvidi. Mi attendo piuttosto una levata di scudi CONTRO argomenti di questo genere. Preferirei – e di gran lunga – sapere che i nostri direttori di Museo, soprintendenti e addetti pubblici vari e diversi alle istituzioni culturali del nostro Paese (compresi i docenti universitari e i ricercatori, naturalmente) guadagnano assai di più di un dirigente di Trenitalia che, magari, dopo una carriera passata ad affondare ulteriormente la gestione delle nostre ferrovie, viene fatto accomodare con ricca buonuscita.

          Avevo chiesto che non ci si fermasse né al “nome” (Maraniello) né al dato (- 30% di ingressi al MamBo) che Lei riporta, perché sono convinta che non è il dato sulle affluenze che determina la bontà di una ricerca fatta all’interno di un Museo, anzi, un percorso difficile e magari controcorrente potrebbe essere motivo di un’iniziale diffidenza del pubblico. E non è forse proprio su Artribune che si urla alla reazione che investe tutti (dico tutti) i dirigenti museali italiani? Che si pretende: di fare innovazione e avere le code festanti di intellettuali a grappoli fuori dalla porta? Mi spieghi Lei, poiché sembra tanto informato.
          E magari motivi la ragione della sua acrimonia contro Maraniello e contro il MamBo e ci faccia capire perché secondo Lei il Museo bolognese subisce una cattiva gestione, perché le opinioni personali accompagnate da un numeretto in appoggio devono essere giustificate per essere comprese.
          Potrebbe anche avere ragione, e così l’esempio del MamBo essere paradigmatico per l’Italia (eccessivo stipendio per un Direttore di Museo, a fronte di diminuzione di pubblico; MA UNA COSA NON E’ CONSEGUENZA DELL’ALTRA, s’intende), ma finché non spiega con cognizione di causa, la Sua è solo illazione.
          E invece la Sua potrebbe essere una protesta interessante perché di prima mano, ma dovrà approfondire per farcene partecipi.

          • Dear Curti,

            I understood you didn’t write to me; I think that you are (once time again) out of the post, and I don’t understand the matters about Trenitalia, my thoughs, Bologna, and so on…

            Why a public art manager doesn’t explain clearly to everybody how and where goes the money under his managing? Especially in “down” moments. He MUST explains to us. That’s all!

            I’m not against Maraniello (I don’t know him, I’m not interested and is the same from him to me), I’m against the relationship between citizens and the using of public money! A Museum is made to offer and to explain Art to more people it can! It is a mission! Anyway, to me, his monthly salary is enormous, over the top, and this is my opinion, of course.

            And I repeat for the LAST time: Im’not even interested to you, you replied to my post, but I didn’t ask your opinion, I didn’t ask to have some replies; what I’ve written is only my though, I’m not looking for any kind of fight. The time will be the judge.

            So, why under his management the entrances are down? It is not a problem? Somebody who truly care about his work, makes everything to save his work! Do you know what I mean?

            Instead, he’s OK, he doesn’t say nothing, or worse than ever, he thinks: I’m not

        • Cristiana Curti

          Egregio, neanch’io sono interessata a Lei, mi creda. Speravo che ci spiegasse.
          E’ Lei che ha iniziato, gettando un sasso e ritirando la mano. Eppure poco sotto è sempre Lei che rimprovera altri (circa colpe berlusconiane): “Una bella analisi argomentata e scevra di opinioni personali…..E BASTA!” E la Sua cos’è, allora? Se non sopporta la discussione, deve evitare di scrivere commenti in siti come questo.

          Rimane comunque il fatto (in inglese più o meno fluent o in russo perfetto) che non ci fa capire se davvero Maraniello si merita o meno il suo stipendio (a parte il fatto che – per lei – è COMUNQUE alto). Eppure il MamBo deludente, come Lei pensa che sia, è questione di cui è così convinto!

          Pensi, se questo può esserLe di conforto, che il Direttore del neonato Museo del Novecento di Milano (l’unico e solo Museo di arte Moderna della seconda Città d’Italia) percepisce uno stipendio di ca. 46.000 euro lordi. Una meraviglia, non crede? L’attuale Direttrice è la pur ottima Marina Pugliesi, che però, per sbarcare il lunario, ha anche altri incarichi (del Polo Museale del Novecento che comprende le Case Museo, credo ancora tenga un corso in Brera, se non vado errata…).
          Anche a causa della povertà di retribuzione (scandalosa, per me; per Lei forse del tutto opportuna) non molti si sono presentati al concorso per diventare Direttore del Museo più atteso e chiacchierato (e ora già nell’ombra) degli ultimi dieci anni in Italia e degli ultimi quaranta a Milano. E non è certamente posto di secondo piano. Ciò detto senza alcuna offesa nei confronti dell’ottima esperta di tecniche conservative dell’arte moderna e contemporanea.

          Se poi, sempre per arrotondare, uno studioso riesce a scrivere per cataloghi, gallerie, persentazioni ecc. quale sarebbe il problema? Sono così rare le occasioni in cui il lavoro intellettuale è premiato (e sono anche poco remunerative comunque, a parte pochissimi esempi) che dobbiamo subito protestare, giusto per rovinare la festa? Fra l’altro – sia detto per inciso – questi interventi sono pagati a libero professionista, perché gli scritti in cataloghi museali non vengono corrisposti, fanno parte degli oneri del Direttore.

          Io rimango dell’idea che qualsiasi numero (anch’io confermo la mia opinione per L’ULTIMA VOLTA, per carità…), senza analisi del contesto, non significa nulla, neanche l’incremento degli Uffizi (+15%) o della Guggenheim (+14%) che, fra l’altro, ha certamente giovato della maggiorata affluenza del turismo biennaliero rispetto all’anno precedente. Tanto che, se si analizzano i dati del 2009 (nel sito della Fondazione), si registra un’affluenza maggiore di quella dell’anno successivo. Con ciò rimanendo sempre e comunque una delle migliori istituzioni d’arte del Nord Italia di cui voglio sperare che (pubblica o meno) gli Italiani si sentano orgogliosi.

          I numeri sono solo una faccia della medaglia, il mio non è affatto argomentare off topic. Anzi!

          Non sono i numeri senza senso (o anche con il senso dei maggior incassi per i bilanci di un Museo, che se è civico ha speranza di vedere tornare molti dei suoi ricavi, mentre, se è statale, meno) che dovrebbero spronare a non perpetuare gli abonimevoli, illogici, assassini tagli alla nostra cultura, quanto l’importanza della nostra stessa vita culturale (con maggiori o minori successi economici) nella costruzione della società futura a consigliare di non abbandonare questo che non è (solo) un bacino di possibili posti di lavoro garantiti, quanto piuttosto la nostra stessa identità nei confronti dei Paesi del resto del globo. Identità che, per l’Italia, è di enorme caratura e dal valore assai più etico che economico.

          • Le rispondo solamente perchè ha scritto che io devo “evitare di scrivere commenti” .

            Le ripeto per l’ultima volta: non mi interessa un suo parere, sono già felicemente sposato, e non sto cercando…altro…chiaro? Come posso farglielo capire?

  • alessandra

    …e infatti la Fondazione Solomon R Guggenheim di New York che gestisce la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, il Museo Solomon R Guggenheim a New York, il Guggenheim Museum Bilbao, il Deutsche Guggenheim a Berlino è PRIVATA…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      LA CASTA POLITICA IMPERA TRA TAGLI ALLA CULTURA E CATTIVA AMMINISTRAZIONE.

      Quanto è stato tagliato di denaro pubblico ai musei, lo stesso, in proporzione dovrebbe essere richiesto alla Casta della politica e dell’arte italiota.

    • daniele

      la fondazione di Venezia è privata poiché quando Peggy lascio in eredità al comune di venezia alla sua morte, lo stesso declinò per non avere i soldi per pagare la tassa di successione allo stato italiano.

  • Grazie per aver compreso il mio messaggio, sono felice che non ci siano stati attacchi volgari od altro. Grazie davvero.

    Eugenio

  • Per rilanciare l’occupazione e l’economia bisognerebbe partire da un grande piano di messa in sicurezza e riqualificazione del territorio e di rilancio del patrimonio culturale che potrebbe coinvolgere moltissimi giovani. Ma non mi sembra per ora che ci sia questa intenzione!

  • Nicole

    più che continuare a sperare in un aumento della spesa pubblica in favore della cultura e degli istituti della cultura, quali Biblioteche, Musei ed Archivi (dibattito che spesso si risolve in polemiche sterili e nulla di più),bisognerebbe finalmente pensare in modo più concreto e coraggioso a forme di collaborazione con i PRIVATI.

  • anna

    le forme di collaborazione con i privati sono già previste dal codice e funzionerebbero se i signorotti non ci mettessero naso e lasciassero lavorare le sovrintendenze.

  • Giorgio Di Genova

    Ancora con lo sguardo rivolto al “particulare” (leggi MamBo)! Bata con questa miopia localistica. Il tema erta più ampio, mi sembra: lo storno dell8%1000 ai Beni culturali che sono il nostro oro nero, i nostri diamanti.
    Purtroppo prima abbiamo avuto l’imprenditore Bugiardoni che pensava ai suoi interessi ed al bunga bunga, nonché tenuto a galla dagli alleati leghisti il cui quoziente intelletivo e il livello culturale è ben rappresentato da Calderoli. Oggi abbiamo un tecnico dell”economia che va a vedere le mostre ma non comprende bene quanto fondamentale sia la cultura in un paese moderno (la Francia ha fondato la sua grandeur all’arte e alla cultura, dfegli Usa poi è inutile parlare).. E basta esaltare il privato: io sono stato direttore artistico di un useo privato, che ho contribuito a creare, cioè il MAGI, e mi sono dovuto dimettere per limprontitudine della proprietà. Piuttosto facciamo una serrata pressione affinché i governanti diano alla cultura quanto essa rihiede, anzi di più.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Nei musei d’arte contemporanea italioti, se i risultati sono come quelli attuali di inefficienza sprechi, sperperi, chiusura verso gli artisti e poca affluenza di pubblico…, allora i responsabili dovrebbero come minimo dimettersi e rendere il maltolto.

    • Cristiana Curti

      Egregio Di Genova, a me risulta che il suo contributo al MAGI sia ancora ben visto laggiù. Cosa la spinge a scrivere una simile considerazione nei confronti della proprietà (privatissima) del museo (unico in Italia per come è strutturato e condotto), considerazione peraltro – anche la Sua – del tutto avulsa dal contesto di questa nota? Vorrebbe per favore spiegare, dopo aver lanciato il sasso?
      Personalmente penso che, se vi fossero le condizioni politiche e normative (leggi necessarie per inquadrare il settore) adatte, saluterei volentieri più musei privati (oggi ci sono solo quelli delle fondazioni legate alle grandi industrie, perlopiù musei dedicati alla tecnologia e alla storia del costume, ma spesso con partecipazioni pubbliche) che possano misurarsi con quelli pubblici. Ma è proprio la mancanza di attenzione e considerazione (oltre che di fondi) dal politico che ha portato a chiudere, ad esempio, la Fondazione Mazzotta e la Fondazione Pomodoro a Milano.
      Tutte “cose” che davvero meritavano di essere buttate?
      Possiamo anche non parlare di casi specifici, e lei lo fa comunque, ma nei fatti l’Italia è costituita da esempi specifici, per le sue particolarità squisitamente legate al contesto territoriale spesso anche vicinissimo.
      Meritava di essere chiusa la Fondazione Mazzotta? O la Pomodoro?
      Meritano di rimanere aperti certi istituti pubblici (ie. Musei, collezioni, ecc.) periferici o centrali che non producono nulla se non gli stipendi dei burocrati che vi soggiornano a vario titolo?
      E’ – infine – il solo dato dell’affluenza a stabilire la “bontà” di un’istituzione museale? E’ sulla base di questo “oro nero” (i biglietti staccati….) che lo Stato dovrebbe sovvenzionare Enti didattici diversi?
      O non piuttosto su altro?
      Siamo al solito punto, di cui sempre si discute negli ultimi trent’anni (dopo lo sciagurato conio dei “giacimenti culturali” di demichelisiana memoria) ma che per i più è dato per scontato nelle conclusioni.
      In merito a quali provvedimenti dovrebbe “farci mangiare” la cultura e l’amministrazione delle politiche culturali? E chi sarebbero i preposti all’organizzazione del busillis? I ministri del turismo?

      • mario raviele

        ,…….E’ UNA POLITICA D’INVESTIMENTO E DI PROGRAMMAZIONE COMPLESSIVA CHE MANCA NON SOLO AL GOVERNO MONTI MA AD ALMENO A I GOVERNI DEGL’ULTIMI QUARANT’ANNI. NON HANNO MAI CONSIDERATO CHE LA SCUOLA , LA FORMAZIONE, LA CONSERVAZIONE, LA VALORIZZAZIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO STORICO ARTISTICO E PAESAGGISTICO POTESSE ESSERE IL NOSTRO PETROLIO LA NOSTRA IDENDITA’ CULTURALE…MANCANZA D’EDUCAZIONE…..BASTA PENSARE ALLA RIDUZIONE DELLO STUDIO DI STORIA DELL’ARTE NELLE NOSTRE SCUOòLE,,, ALL’ESAUTORAMENTO DI SALVATORE SETTIS DAI BENI CULTURALI DA PARTE DEL CAVALIER- CAPOBANDA………NON SOLO GLI ULTIMIO AVVENIMENTI PARALO DA SOLI…POMPOEI CROLLA….LA REGIA DI CARDITELLO IN PROVINCIA DI CASERETA PIANGE E NON SOLO …QUALSIASI MANUFATTO CHE ABBIAMO E’ VISTO COME UN PESO E NON COME QUALCOSA DA VALORIZZARE PER CREARE POSTI DI LAVORO……COME AL SOLITO E’ UN FATTO DI EDUCAZIONE VISIVA ARTISTICA E CULTURALE CHE NON ABBIAMO MALGRADI ESEMPI ULTIMI DI CAMBIO DI TENDENZA AMA CON LA CONCENTRAZIONE DI RISORSE IN GROSSE INIZIATIVE CPOME ILMAXXI, IL MACRO. ECC. BISOGNA CAMBIARE REGISTRO E VEDERE TUTTA LA POLITICA CULTURALE VERSO IL PATRIMONIO ARTISTICO CHE NON PUO’ EESSERE UN ISOLA D’ORO IN UN Mare di merda,,… ma e’ tutto il paese che deve fare una passo avanti nello sviluppo complessivo dalle strutture alle infrastrutture..trasporti strade ecc bisoga costruire UNa classe dirigente che pensi più al bene pubblioco e meno ad interessi personali…..

        • mario raviele

          …PERCHE’ ARTTRIBUNE NON SI FA PORTATRICE E PROPONITRICE DI UN CAMBIO NELLA POLITICA CULTURALE DELPAESE COIONVOLGENDO TUTTI GL’INTERESSATI DAGLI ARTISTI AGLI ATTORI AGL’INTELLETTUALI DI TUTTE LE TENDENZE? NON C’E’ BISOGNO DI FORMARE UN PARTITO POLITICO E’ SUFFICIENTE UN MOVIMENTO…………………….

    • Ma certo! E’ sempre colpa di Berlusconi, e ti pareva! Una bella analisi argomentata e scevra di opinioni personali…..

      E BASTA!

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  • Giorgio Di Genova

    Gentilissia Curti, no, la Fondaione Pomodoro non andava chiusa, né tanto meno lo Stato dovrebbe basarsi sui biglietti staccati, per mantenere in auge i musei, bensi, come in altri paesi, dovrebbe sovvenzionare i musei e la cultura per la crescita della società, in generale, e per la sua propria crescita, in particolare. Per quanto attiene alla considerazione che ancora godreial MAGI, mi piacerebbe molto sapere chi ancora apprezza quanto fatto laggiù. A e risulta che la proprietà non mi ha mai detto grazie per le circa 2000 opere che ho fatto giungere nelle collezioni in dono, anzi, dopo aver lavorato per anni per amore dell’arte italiana e per la sua promozione in totale amicizia (non ricevevo alcun compenso, ma solo il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno, tanto che lo stesso Presidente della società di gestione del museo ha stentato a crederlo ed a capirlo), il proprietario,. che non ha mai speso un centesimo per pubblicizzare il museo, si è rifiutato di incontrarmi per discutere il nuovo e inopportuno assetto da stenditoio da lui preteso non avendo il coraggio di rispondermi mai, bensì affidando l’incarico dopo diffidaa a interposta persona la quale dall’usuale tu è passata al lei! E non mi interessa aggiungere altro: e ce ne sarebbe molto ancora.

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