Trentuno anni, ma sembrano due. Giovani e rampanti: ecco la tipologia delle gallerie di Arco Madrid, anche delle nove italiane

L’edizione è la numero trentuno, e questo ne fa una delle fiere più longeve al mondo, oltre che una di quelle con la tradizione più illustre. Eppure, il vero e proprio terremoto che due anni fa ha rivoluzionato equilibri organizzativi e linea generale ha lasciato un paradosso legato al nome di Arco Madrid. Ovvero il […]

Una veduta di Arco (foto Hector Mediavilla)

L’edizione è la numero trentuno, e questo ne fa una delle fiere più longeve al mondo, oltre che una di quelle con la tradizione più illustre. Eppure, il vero e proprio terremoto che due anni fa ha rivoluzionato equilibri organizzativi e linea generale ha lasciato un paradosso legato al nome di Arco Madrid. Ovvero il fatto di venir percepita come una rassegna “nuova”, sulla quale scommettere (o no), comunque interessante per gallerie giovani ed arrembanti, più che per i best players del mercato.
E questo, più o meno, accade con la partecipazione italiana alla prossima edizione, in programma a fine febbraio, ma già definita e presentata. Se si esclude la triestina Torbandena, periodicamente presente a grandi eventi per poi tornare ad ignorare fiere internazionali, e per certi versi Prometeogallery di Milano ed Astuni da Bologna, le gallerie nostrane previste in arrivo a Madrid sono appunto operatori relativamente giovani ed in crescita, dalle milanesi Cardi Black Box, Jerome Zodo e ProjectB, a Gentili da Prato, mentre nella sezoione Opening ci sono la romana Monitor e Norma Mangione da Torino. Nel complesso 150 le gallerie presenti, provenienti da oltre 30 paesi.

www.arco.ifema.es

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