Lo Strillone: Anselm Kiefer si compra una centrale nucleare sul Corriere della Sera. E poi Banksy, Lorenzo Ghiberti, Paolo Portoghesi…

Lotta dura senza paura. Gli artisti si accorgono di avere diritti: La Repubblica racconta della class action promossa da Chuck Close contro Sotheby’s e soci perché riconoscano percentuali sulle vendite agli autori delle opere. Per Corriere della Sera Anselm Kiefer è pronto a comprare una centrale nucleare fuori uso per farne… qualcosa (lui parla di […]

Quotidiani
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Lotta dura senza paura. Gli artisti si accorgono di avere diritti: La Repubblica racconta della class action promossa da Chuck Close contro Sotheby’s e soci perché riconoscano percentuali sulle vendite agli autori delle opere. Per Corriere della Sera Anselm Kiefer è pronto a comprare una centrale nucleare fuori uso per farne… qualcosa (lui parla di “Pantheon”, ma che vuol dire?!?)

Il nuovo evangeliario del Duomo di Milano è griffato da Nicola Samorì, Mimmo Paladino ed altri artisti contemporanei. È stato donato da Dionigi Tettamanzi, ex arcivescovo della città: notizia uscita su QN e lettera autografa del cardinale sul Corsera.

Da che ti sei vestito per Halloween? Da stencil di Banksy: Il Fatto Quotidiano riprende l’originale costume finito su 9gag. A Milano, dopo quello del Novecento, arriva il momento dell’Ottocento: Libero annuncia l’inaugurazione, domani, delle Gallerie d’Italia Piazza Scala, museo che Intesa Sanpaolo dedica al XIX secolo. Si parte da Canova e si finisce con Boccioni.

Sessant’anni di costume, cronaca e attualità: la mostra sugli scatti ANSA al Vittoriano, a ingresso gratuito, conquista persino La Padania. Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze celebra, con Quotidiano Nazionale, la conclusione dei restauri alla Porta del Paradiso di Ghiberti.

Arte e multimedialità: L’Unità lancia con un’apertura di pagina la collettiva romana con Bassiri, Lama, Mokhtari, Nicoletti e Ranaldi, da domani alla Sala Santa Rita. Installazioni romane anche per Avvenire: la capitale festeggia in audio-video, all’Accademia di San Luca, gli ottant’anni – compiuti oggi – di Paolo Portoghesi.

La prima volta di Jannis Kounellis in mostra in Cina: intervista al maestro su Europa. Roberto Longhi tiene banco su La Stampa: la comparsa di un inedito saggio giovanile su Artemisia Gentileshi è l’occasione per un ricordo del mitico critico.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • La rivoluzione siamo noi. Maurizio Cattelan su Whitehouse.

    http://whitehouse.splinder.com/

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Com’è dolce fare la rivoluzione con i soldi in tasca. Com’è dolce per un cuore disilluso sui vani piaceri, sul frivolo mondo dell’arte che tanto l’arricchito!

      Adesso il nostro “artista” di plastica, ha preso coscienza dopo una lunga carriera di successi, e nella quiete che gli procura la felice posizione economica, vuol uscire dal vile denaro, che un tempo costituiva l’oggetto dei suoi desideri.

      Ma il ricordo è troppo vicino e non riesce ancora a uscire dal sistema melmoso dell’arte. Non riesce ancora a dimenticare quei momenti di gioia, di ricchezza e gloria. Ecco allora l’intervista in cui l'”artista” vanesio crede davvero di possedere i requisiti per fare la rivoluzione contro il sistema melmoso dell’arte…, ma intanto si gusta le gioe della tranquillità economica di cui gode.

      • Caro Savino, vedo che non hai letto l’intervista perché,in essa è l’ineffabile Luca Rossi a tirar fuori dal suo cilindro “la rivoluzione”. La risposta dell’intevistato eccotela:
        “La rivoluzione è una suggestione da sabato pomeriggio. Il lunedì è già finito tutto, e si torna a lavorare come sempre. Non c’è tempo per fare la rivoluzione.” :-)

        • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

          Caro Luciano, in questa intervista a senso unico, siamo di fronte a due vanesi di carta: il primo è un apprendista dalla mente contorta che dice di conoscere ciò che non funziona nel sistema dell’arte. Il secondo è un’esibizionista che parla di sé e crede davvero di possedere il merito e gli elogi d'”artista” .

  • Si la rivoluzione nel condominio :si sostuiscono le cassette postali di legno con quelle più economiche che la ikeA porta da Taiwan.
    Vi meritate un sonoro PRRR.
    Piccoli Rossi passate parola agli altri piccoli rossi.

  • Caro LorenzoMarras scrittotuttoattaccato

    se leggessi l’intervista prima di sbraitare pernacchie, ti accorgeresti che il titolo è volutamente provocatorio….

    …quanto c’è subito bisogno di ridimensionare tutti per tenere al sicuro e salvare la proprio mediocrità……..eh?

    peccato

    LR

    • Davide W. Pairone

      letta: un’intervista in cui un annoiatissimo Cattelan risponde ad un noiosissimo Rossi che fa propaganda dei suoi (pseudo)contenuti e viene rampognato (“ruolo dell’artista”, che barba). Avere interlocutori cool non riscatta la mediocrità. Allo stesso modo avere interlocutori off o presunti esponenti underground mi sembra esercizio sterile ma mi farò grasse risate leggendo la prossima intervista a Linda Randazzo (sic)

      • Cristiana Curti

        Davide, mi permetto affettuosamente contraddirti: non è un’intervista, sono due monologhi anche piuttosto noiosi e inconcludenti, fra l’altro con un’inquietante analogia lessicale e sintattica fra i due “protagonisti”.
        Però, ti sembra giusto che solo lucarossi possa fare pubblicità gratis su Artribune?
        Che ne pensi se anche noi e i nostri amici cominciamo a intasare ogni notizia che passa il convento con un link su quello che scriviamo?

        • Davide W. Pairone

          tanto questa smania di visibilità, questa autoproclamata superiorità rispetto al mediocre che lo circonda è evidentemente diventata controproducente. La noia e l’indifferenza lo circondano e i pochi come noi che hanno provato davvero a dialogarci si sono rotti

        • Si cara Cristiana mi pare proprio d’essere d’accordo con te a proposito dell’ “intervista” : dalle mie parti dicono “dui surdi che ciaciaran” (due sordi che chiaccherano … i genovesi mi scusino la grafia ma ho una tastiera senza accenti e dieresi ) Ed ha ragione anche Davide a dire che non basta avere iterlocutori “cool”…
          Sono un po’ deluso di Luca Rossi (uno nessuno o centomila che siano). Avevo seguito il suo blog, anche se non assiduamente e trovavo i primi suoi commenti su Artribune interessanti ma, da troppo tempo continua, a ripetere le stesse cose. Il che’ non sarebbe neppure tremendo visto che si dice che “repetita juvant” il punto e’ che, dopo un po’, il suo sistema critico a blocchetti del Lego (ikea, ikea evoluta, relativism, smart relativism, volerci essere a tutti i costi ecc) diventa semplicemente un’inutile complicazione del “mi piace/non mi piace” che lui stigmatizza. Ma e’ sopratutto la parte “propositiva” che mi ha fortemente deluso : mi ricorda “Il deserto dei tartari”… ad ogni giorno che passa la probabilita’ di vedere spuntare all’orrizzonte i tartari (delle sue proposte concrete ed intelleggibili) si allontana sempre piu’ nella nebbiolina del deserto. Devo dire che mi dispiace.

    • Di autentica mediocrità si nota esclusivamente la tua, sopratutto quando contribuisci a colorarla con modi tipicamente d’accatto .
      Hai proprio bisogno di un cattelan acconciato come una bambola di plastica anni
      50 , che scuoti per fargli uscire il piagnisteo che vuoi ascoltare solo tu?
      Artisti anti sistema, che Bella faccia di cartone quando si sputa nel piatto dove si mangia.
      Che bel quadrettino di finti engage’ tu e la tua bambolina addomesticata.

      • Io non ho nessun problema a dichiarare la mia presunta mediocrità. Una maledizione che mi perseguita: nome mediocre per persona mediocre. Ma soprattutto non ho bisogno di ridimensionare gli altri per difendere e nascondere questa mia presunta mediocrità. Se lo faccio sugli altri lo argomento profondamente, proprio per il rispetto che ho per le persone. E soprattutto per chi critico.

        LR

        • “Io non ho nessun problema a dichiarare la mia presunta mediocrità. Una maledizione che mi perseguita: nome mediocre per persona mediocre”
          Questo e’ quello che gli inglesi chiamano “fishing compliments” ma temo proprio che qui non abbia gran possibilita’ di funzionare e, credimi, a nessuno puo’ passare in mente che tu ti giudichi veramente “un mediocre”. Se cosi fosse non ostenteresti ad ogni pie’ sospinto, il fatto di essere stato indicato quale “l’artista piu’ interessante del momento”, non ti vanteresti di essere quello che, pur tenendosene distante, e’ in grado di dialogare (e ovviamente sottintendi “da pari a pari”) con il” miglior sitema” , non scriveresti, un commento si ed uno no, che “pero’ qualche cosa sta’ cambiando, almeno da quando ho iniziato a scrivere il mio blog” ecc. ecc. .
          “Ma soprattutto non ho bisogno di ridimensionare gli altri per difendere e nascondere questa mia presunta mediocrità. Se lo faccio sugli altri lo argomento profondamente…”
          Forese tu pensi, in tutta onesta’, che sia cosi’ ma ti posso assicurare che, per chi legge i tuoi commenti, i giudizi che tranci e le motivazioni che adduci per essi (sempre le stesse : Ikea, Ikea evoluta, relativism, smart relativism ecc.) appaiono tutt’altro che “profonde motivazioni” … sembrano proprio sintetiche e sprezzanti stroncature. Lo stesso e’ quando, a fronte di critiche a te dirette (devo, per altro riconoscere, spesso piuttosto pesanti e raramente ben motivate) tu te ne esci col tuo “… c’è subito bisogno di ridimensionare tutti per tenere al sicuro e salvare la propria mediocrità……..eh?” senza, pare, renderti conto che potrebbe esserti ritorto contro ogni qual volta tu esprimi una critica nei confronti di artisti e progetti (il che’ significa, praticamente, il 99% dei tuoi post)

  • Non è che l’intervista è il Vangelo o la soluzione a tutto. Si toccano argomenti e questioni. Pensieri forse banali (non per me), ma che nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. Quindi repetita iuvant. Non possiamo passare alla fase 2 se non abbiamo ancora messo in pratica la fase 1.

    LR

    l’intervista incriminata:
    http://whitehouse.splinder.com/

    • Nessuno si aspettava che fosse il Vangelo, sarebbe bastato che non sembrasse un “dialogo fra sordi”. Tu dici : “Pensieri forse banali (non per me), ma che nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. Quindi repetita iuvant. Non possiamo passare alla fase 2 se non abbiamo ancora messo in pratica la fase 1.” Bene vediamo :
      “La vera anomalia del sistema è che il prezzo alto di un’opera è diventato certificato di qualità. Al di fuori di questo tutto è posto sullo stesso piano, mancano punti di riferimento critici rispetto ai contenuti.”
      “L’alternativa al mercato si può costruire anche attraverso delle scelte, delle azioni precise.”
      ” il sistema dell’arte è come un festa molto rumorosa e colorata: quando ci sei dentro ti travolge, se ti allontani diventa una piccola luce nella notte.”
      “L’artista non deve stare al sicuro al centro della stanza, deve preferire l’angolo, le spalle al muro, il pericolo e il fallimento.”
      “La rivoluzione è una suggestione da sabato pomeriggio. Il lunedì è già finito tutto, e si torna a lavorare come sempre. Non c’è tempo per fare la rivoluzione.”
      “Spesso l’arte serve per dormire meglio. Bisogna stare attenti”
      “In questo sistema l’opera d’arte diventa come denaro che non ha tempo di essere speso, non serve; perde il suo centro di interesse.”
      “Oggi l’artista, non dico l’uomo, si deve suicidare; continuare a vivere significa cercare di fare il terrorista con barba e baffi neri: ti fermano subito.” (…Cattelan che cita Luca Rossi o Luca Rossi che porge la battuta a Cattelan??… a proposito, io ho barba e baffi neri na un …antina d’anni e non mi ha mai fermato nessuno ;-) )
      “Sarà l’artista che dovrà ridefinire il proprio ruolo. Prendere profonda consapevolezza di questo è già un primo passo.”
      “Le opportunità della comunicazione di massa unite ad un rapporto realtà-fiction sempre più ambiguo tendono a spiazzare le possibilità dell’arte. O meglio, l’arte dovrebbe reagire a questo spiazzamento. ”
      “Io inizierei a legare dell’esplosivo alle lettere che formano le parole “ruolo di artista”.”
      “…anche il blog fa parte di quel bombardamento di contenuti di cui siamo vittime ed artefici.”
      …sarebbero questi i pensieri “che nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. Nessuno mette in pratica. ” ??
      Questa la fase 1 da mettere in pratica per passare alla fase 2 ??
      Io sono un po’ duro a comprendere ma mi paiono, piu’ che altro, un gruzzoletto di banalita’ di quelle che si scambiano al banco del bar tra un cappuccino ed un maritozzo!!!
      E se non sono questi allora, i “pensieri”, dobbiamo cercarli solo nelle tue domande, visto che quelle riportate sopra sono tutte le “risposte”.
      Se fosse cosi’ mi dovresti allora spiegare che bisogno c’era d’intervistare Cattelan. Le tue domande sono la riproposizione di quanto vai dicendo e ripetendo da due anni e visto che Cattelan non ha, praticamente, risposto a nessuna di esse tanto valeva… OK rimane il fatto che tu hai intervistato Cattellan “Keng mah!!”, dicono da queste parti , “Ma che bravo !!!”