E poi dici le quote rosa… Avete mai sentito un’intervista della presidente della commissione cultura della Regione Lazio?

I video che vi proponiamo, per la verità, sono pezzi cult da qualche mese. Di queste vere e proprie chicche da storia della tv hanno già parlato autorevoli commentatori come Luca Telese (sul suo blog) e settimanali come L’Espresso. La protagonista è sempre lei, Veronica Cappellaro, giovane consigliere regionale del Lazio che, anche se il mondo […]

Veronica Cappellaro

I video che vi proponiamo, per la verità, sono pezzi cult da qualche mese. Di queste vere e proprie chicche da storia della tv hanno già parlato autorevoli commentatori come Luca Telese (sul suo blog) e settimanali come L’Espresso. La protagonista è sempre lei, Veronica Cappellaro, giovane consigliere regionale del Lazio che, anche se il mondo della cultura non lo sa, è presidente della Commissione Cultura della Regione presieduta da Renata Polverini. Benché la deputata regionale abbia eliminato dal suo sito la videogallery, non è difficile pizzicare qualche perla delle sue dichiarazioni online su YouTube o altrove.

ehi, ma legge come un bambino di otto anni”, “già, mi sorprendo che sappia leggere”. E via così. Ma questo, direte voi, è solo il Consiglio Regionale e il Lazio avrà senz’altro rappresentanti meno spaesati in Giunta. L’assessore alla cultura scelto dalla Polverini, in effetti, è Fabiana Santini, che non si è davvero fatta trovare spaesata dai guai politico giudiziari di Claudio Scajola, l’uomo politico di cui era segretaria prima di andare a gestire un settore strategico di una delle più importanti, popolose e cruciali regioni d’Europa…

  • ada

    la cappellaro è oggettivamente non qualificata, ma voi siete dei maschilisti. che c’entrano le quote rosa?

  • Massimiliano Tonelli

    Ada, si rilassi che è Agosto e pure finesettimana. Giusto un titolino un pelo provocatorio per sollecitare al dibattito quelle quattro persone che quest’oggi sono disposte ad aprire l’internèt. Maschilismo e femminismo lasciamoli al Novecento, ché siamo nel 2011…

  • effe ci

    Ada, sono solidale con lei. E la risposta che le è stata data è un caso esempiare di maschilismo. Altro che dibattito..

  • Le quote rosa non c’entrano con l’incapacita’ di Veronica Cappellaro.
    Quello che mi preoccupa molto sono i giornalisti che l’hanno intervistata su questi due video che gli hanno permesso di parlare (leggere) indisturbata, di rispondere non dando vere risposte.
    Se non lo avete notato si tratta di due uomini, altrettanto incapaci di svolgere il proprio lavoro come lo e’ la Cappellaro.
    La Cappellaro ha dimostrato di non saper proporre il meglio delle capacita’ di un essere umano, ma le quote rosa ci difendono dalla stupidita’ degli uomini che pensano che nelle donne non si puo’ trovare nulla di meglio che quello che ci avete mostrato voi in questo articolo.

  • PS
    Catwoman rimane una delle mie eroine preferite

  • Massimiliano Tonelli

    Che gli uomini siano stupidi non ci piove e non ci tiriamo indietro nel sottolinearlo ogni giorno. Ciò non toglie che le quote rosa siano il dispositivo più volgarmente maschilista che la cattiva politica si sia inventato. Una umiliazione vera e propria che le migliori donne, infatti, aborrono.

  • Nel migliore dei mondi possibili, le quote rosa non dovrebbero esistere. Ma, purtroppo, non è il nostro caso. Purtroppo ancora servono.

  • helga marsala

    Affermare che le quote rosa ci difendano dalla stupidità degli uomini, mi pare un po’ assurdo. tant’è che poi vediamo elette persone di tale levatura intellettuale o morale, come le varie amichette di Silvio. Mica esser donna significa esser migliore a priori. E venire tutelate come dei panda, con la parcentuale obbligatoria, è una cosa che ho sempre trovato offensiva. La battaglia per l’uguaglianza dei diritti si fa a colpi di idee e di cultura, non di soglie minime.

    Poi, sarebbe spregevole il giornalista che ha intervistato la Cappellaro? e lo sarebbe magari in quanto maschio e maschilista? non condivido affatto. Se una persona ha una carica istituzionale importante è giusto che venga intervistata e chiamata a rispondere su questioni di interesse pubblico, e se questa è capace solo di rendersi ridicola la responsabilità è unicamente sua. Allora le Iene, che passano il tempo a prendere per i fondelli – là sì, intenzionalmente – politici e personaggi pubblici, maschi o femmine che siano? sono catitvi loro, o sono vergognosi gli altri?
    Il giornalista in questione non mi pare nemmeno lui una cima in effetti, ma non credo stesse pensando “ah che bello, ho beccato una donna da ridicolzzare”. secondo me era piuttosto in imbarazzo invece.

    il titolo della news, infine, è chiaramente ironico, magari un po’ fuori dalle righe, ma insomma, non mi pare ‘sta gravità. va bene avere le donne al potere, ma se sono cretine quanto è più degli uomini, meglio di no.

  • Sfortunatamente viviamo in una società che discrimina le persone in base al sesso, alla religione, ai gusti sessuali, al colore della pelle, ecc.

    Quindi sfortunatamente c’e’ bisogno di un sistema che garantisca le pari opportunità. In un mondo ideale questo non servirebbe. In un mondo ideale le “migliori donne” avrebbero il posto di quelle peggiori ma questo in Italia non accade.

    L’idea di dover assegnare un posto di lavoro non per le qualità ma per il genere di appartenenza e’ una cosa assurda ma in un paese dove la maternità’ e’ vista come un problema per il business e’ chiaro che c’e’ bisogno di un sistema di difesa.

    Pensare che questi ostacoli non esistano non e’ il modo per rimuoverli.  
    Non conosco bene questo sistema delle quote rosa… ma sembra chiaro che non sta li per mandare avanti gli idioti a discapito delle persone capaci.

    Continuo a pensare che il collegamento tra le quote rosa e la Cappellaro sia inopportuno e che il problema e’ stato affrontato con troppa leggerezza. Se la Cappellaro fosse un uomo il problema rimarrebbe e se le migliori donne non sono d’accordo con le quote rosa non significa che sono d’accordo con il collegamento che avete fatto con la Cappellaro.

    PS
    Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

  • Helga, già “donne al potere” è un’espressione che mi fa venire l’ansia.
    Qua si sta parlando semplicemente di una persona raccomandata e incapace. E il fatto che sia una donna non è un’aggravante. Cosa che invece fa pensare il titolo della notizia e anche, sono sicura involontariamente, la tua frase finale. Che ti invito a rileggere perchè fa un po’ impressione: “va bene avere le donne al potere, ma se sono cretine quanto è più degli uomini, meglio di no”. Allora teniamoci gli uomini che sanno fare i cretini parecchio meglio :-)

    Sulla non gravità del titolo, dissento fortemente. Le parole sono importanti. Molto importanti. Specie quando si tirano in ballo questioni così delicate.

    • helga marsala

      con l’ultima frase intendevo solo dire che i cretini al governo è meglio che non ci vadano, maschi o femmine che siano!

  • Il giornalista che ha intervistato la Cappellaro non e’ stato maschilista e’ stato solo al servizio della Cappellaro, quindi un finto e inutile giornalista. L’informazione va fatta al servizio dei cittadini.

    Non si tratta di ridicolizzare le persone si tratta di fare domande intelligenti e non accettare come risposta una non risposta.
    Non accettare che un politico possa comportarsi come un idiota e che utilizzi il media per diffondere ignoranza e confusione fa parte di un buon giornalismo.

    Le donne dei panda da difendere? e triste ma sembra proprio così… in televisione si vedono stupide vallette e finti politici. Forse c’e’ bisogno di difendere la donna molto più’ di quello che mi immaginavo.

  • Massimiliano Tonelli

    Non vi è nessun collegamento tra le quote rosa e la Cappellaro. Vi è solo un titolo lievemente (lievemente) sopra le righe che doveva servire a svegliare dai tepori estivi e dalla pennica da piscina un po’ di lettori e far nascere un dibattito.

    Risultato peraltro centrato: in poche ore 13 commenti di sabato d’agosto è come fare 13 al totocalcio.

    Dibattito, si diceva, che però rimane interessante finché si parla di pari opportunità, risulta ozioso e supponente quando continua a indirizzarsi verso il titolo di questo articolo.

  • si parla del titolo perchè è quello che ci ha portato sul tema delle pari opportunità.

    altrimenti l’argomento sarebbe stato l’incapacità della Cappellaro, cosa di cui invece purtroppo non ci stupiamo più granchè. evidentemtene stiamo iniziando a farci l’abitudine a vedere personaggi di tal fatta in posizioni di potere.

    il dibattito mi pare che stia abbastanza centrato sulle pari opportunità.

  • Massimiliano Tonelli

    Ad ogni modo è sorprendente che nel 2011 ancora si possa discutere di quote rosa. Un dispositivo bollato da TUTTE le parti politiche come umiliante, demagogico, dannoso, indegno. Emma Bonino non so più quante dichiarazioni ha rilasciato sull’argomento definendo, qualche anno fa, le quote rosa come roba “da Afghanistan”. Ma le dichiarazioni di tono simile sono rilsciate da tutte le donne di tutti gli schieramenti politici. E’ di franca evidenza che le quote rosa occorrano alle donne, si, ma solo quelle incapaci e raccomandate. Le donne in gamba non hanno grandi difficoltà ad affermarsi. Fatto salvo -questo è vero- il bastone tra le ruote che viene loro messo dalla mancanza di servizi su maternità e vecchiaia. Sono le donne, spesso, a doversi fare carico di gestire bambini e anziani della famiglia visto che lo stato, nonostante la mole inaudita di tasse che si prenda (da chi le paga), in molte regioni non provvede con servizi adeguati. Ma per il resto tutta questa situazione Nordafricana non la vedo affatto…

    Ad ogni modo il fatto che le quote rosa siano una cretinata -su cui più che legittimo è doveroso irridere- dovrebbe essere pacifico. E se non lo è mi dovete trovare una donna, una sola, che abbia piacere a ottenere un incarico perché rientrante nella quota rosa della istituzione incaricante. Non la troverete: Minetti, Cappellaro e socie escluse naturalmente…

  • Non conosco bene la storia dietro le quote rosa… ma qui in UK abbiamo un sistema che difende da ogni tipo di discriminazione, inclusa quella fatta contro gli uomini bianchi.
    Questo serve a far si che li dove le persone falliscono il sistema continui a proteggerci.
    Non e’ se fa piacere rientrare in un incarico per soddisfare un sistema, quello che conta e’ che ci sia un sistema di tutela perché in Italia c’e’ evidentemente un problema sulle pari opportunità.
    Probabilmente non saranno le quote rosa, ma bisogna fare attenzione e non sottovalutare un problema come questo pensando che a noi non ci appartiene ed e’ roba da Afghanistan. Ogni volta che vengo in Italia mi sembra di visitare un paese del terzo mondo…

  • Massimiliano Tonelli

    Ma se è per questo vi sono molti luoghi del terzo mondo dove la vita è assai meno perigliosa che in Italia. Per l’Italia sarebbe più acconcio parlare di quarto mondo, o quinto mondo. Il quinto mondo non esiste, ebbene lo affibbierei a quei paesi (l’Italia è l’unico) che declinano e si sottosviluppano e balcanizzano, ma non avendo la minima vergogna nel farlo. Anzi provando quasi sadico piacere.
    Ecco il quinto mondo.

    Ma se siamo, come siamo, quinto mondo. Allora, purtroppo, occorre mettere da parte la questione delle pari opportunità che è un dibattito di lusso per un paese da quinto mondo. Un dibattito che non è possibile permettersi.

    Nei paesi del quinto mondo, infatti, si muore ogni tre per due per colpa delle negligenze dell’amministrazione. Dunque altro che pari opportunità, occorre pensare a fare salva la pelle.

    E questa è l’Italia: dove si muore di sparatorie perché non si è gestita la criminalità, dove si muore sul lavoro perché non si fanno rispettare le norme, dove si muore negli ospedali perché i quattrini per la sanità vengono distratti e rubati e perché molti cittadini si ostinano a non pagare le tasse, dove si muore a centinaia sulle trade perché le politiche della mobilità e della sosta sono gestite al contrario rispetto al resto del mondo.

    Il quinto mondo.

  • Ho notato che in Italia si tende a scaricare le colpe. So che non e’ il tuo caso, Massimiliano, ma credo che sia il motivo per cui le cose vanno male. Il guardare solo ai propri interessi personali e il pensare che il problema e’ fuori dal nostro controllo e’ quello che bisognerebbe evitare di pensare.
    La mia piu’ forte frustrazione in Italia era provoca da quelli che vivevano nelle mio quartiere. Nel loro modo di parcheggiare le macchine, di buttare l’immondizia, di educare i figli, di parlare, i loro interessi e disinteressi.
    Nei loro atteggiamenti vedo il motivo per cui l’Italia e’ un paese del quinto mondo.

    • Florence

      Dalle quote rosa al quinto mondo… L’Italia fa sempre parlar di se con molta passione. Il titolo dell’articolo alla fine serve ancora una volta a dire quanto sia difficile vivere in un paese dove vanno al potere persone (uomini o donne che siano, giornalisti o politici che siano) senza cervello. Ho vissuto questo e ben peggio a Napoli per anni. E’ ovvio quindi che vedendo il titolo anche a me sia venuta la pelle d’oca. Purtroppo esistono anche in Francia le quote rosa, e il maschilismo non è per niente solo italiano. Ma l’incompetenza come sistema è altamente italiano. La fuga dei cervelli tocca sia maschi che femmine. Chi resta ha un gran daffare. Richiede molto coraggio, ma di sicuro soprattutto da parte delle donne intelligenti.

  • Elisa

    Incompetenti al potere. Perchè sviare l’attenzione con un titolo sbagliato? Ti sei messo pure tu da quella parte…

  • Franco Miozzi

    I seguaci di Michele Santoro, che gesticola come un cafone d’antan, sghignazzano su una giovinetta poco sciolta e poco furba davanti a un microfono. Oh, contessa, che scandalo! Però non è più ridicolo scrivere le righe seguenti: “E questa è l’Italia: dove si muore di sparatorie perché non si è gestita la criminalità, dove si muore sul lavoro perché non si fanno rispettare le norme, dove si muore negli ospedali perché i quattrini per la sanità vengono distratti e rubati e perché molti cittadini si ostinano a non pagare le tasse, dove si muore a centinaia sulle trade perché le politiche della mobilità e della sosta sono gestite al contrario rispetto al resto del mondo”. Ovvero, frasi deliranti come “gestire la criminalità” (chissà, un business come un altro), negli ospedali si muore e pure sulle strade (ma davvero, negli ospedali si rischia di morire, non si esce sempre risanati? ed è colpa del potere attuale se ci sono gli incidenti automobilistici!), secondo le formule della demagogia imperante, ma andando un po’ oltre, forse per il caldo.

  • helga marsala

    Gentile signor Miozzi, le ricordo un caso di cronaca legato a disservizi sanitari, giusto perché è avvenuto proprio ieri e proprio dalle mie parti. Una bimba di 10 mesi è morta nell’ospedale di Partinico x una banale crisi respiratoria, a causa di un aerosol a cui probabilmente era allergica. Nessun medico in corsia, solo infermieri.
    Sì, è vero, negli ospedali si muore e non si esce sempre risanati, come dice lei… Ma non bisognerebbe certo venire uccisi per negligenza, incompetenza, mancanza di attrezzature, assenteismo, eccetera.
    Di casi come questo ce ne sono una quantità che fa accapponare la pelle, e la politica c’entra eccome, lo sa bene anche lei che non è un seguace di Santoro.
    A essere delirante è questa Italia devastata, crocifissa, umiliata e abbandonata. E non lo dico col disprezzo di chi va via e poi dimentica la sua terra. Lo dico con la rabbia di chi resta ed è francamente, immensamente stufo.

  • Francesco Miozzi

    Gentile signora Marsala, ma davvero lei immagina un paese dove negli ospedali non si facciano errori, dove con la politica si corregga definitivamente il “legno storto” dell’uomo, dove non si muoia più? O dove sulle autostrade una occhiutissima polizia impedisca alla cattiva sorte di seminare incidenti? Non le sembra che tutto ciò somigli alle più spaventose utopie del XX secolo, al violento sradicamento degli sbagli, delle imperfezioni umane? E basterà sfottere le ragazzotte della destra per costruire questo paradiso in terra? Un ultimo dubbio, linguistico stavolta: non le pare eccessivo parlare, come fa lei, di un’Italia “devastata, crocifissa, umiliata, abbandonata”? A che aggettivi sarebbe allora ricorsa per descrivere il Belpaese dell’otto settembre e dintorni, dei tedeschi occupanti il Nord, degli americani che spadroneggiavano a Napoli, delle città bombardate, delle popolazioni deportate e decimate, dei soldati allo sbando, ecc. Se si livella tutto, la morte e i discorsetti dei politicanti (maschi o femmine, destra o sinistra), si finisce con il mettere sullo stesso piano fascismi e democrazia, comunismi e democrazia, il che è di un nichilismo devastante. Certo assai aizzato dalla cosiddetta arte contemporanea.

    • hm

      questo solo perchè vedi il fascismo esclusivamente legato alla guerra, vedi solo il dito e non la luna della democrazia esportata in tutto il medio oriente per mantenere il controllo sul petrolio e vigilare affinchè ogni posizione rimanga inalterata .

  • francesco miozzi

    Ha ragione, gentile signora della democrazia lunare, vuol mettere quanto è suggestivo (e meno banale delle vecchie alternative) alterare le posizioni del medio oriente, lasciando magari il potere agli autarchici come il simpatico presidente siriano o a quei bravi ragazzi di Hamas. Certo, è molto più pittoresco quel mondo: esotismo anti-occidentale. Ma vorrei vederla vivere laggiù, dove gli ospedali funzionano davvero bene, chissà a quali aggettivi dovrebbe ricorrere per dipingere il feudalesimo islamico.

    • helga marsala

      hm comunque non sono io. e non è una signora (credo!)

      • hm

        no sono decisamente un signorino —-> http://www.youtube.com/watch?v=cH9PLQ1-caA

        • helga marsala

          ahahhaah… Lido Signorino a Marsala… ma come l’hai trovato?? Io mai sentito prima!

          • hm

            ma a signorino marsala non c’è nemmeno una galleria d’arte?

    • hm

      – Ma vorrei vederla vivere laggiù, dove gli ospedali funzionano davvero bene –

      non mi sembra una buona ragione per bombardarli, chissà come funzionano bene dopo che al posto del talco usano il fosforo bianco . inoltre hamas è una creazione di israele si sa da tempo .

  • helga marsala

    Miozzi, l’Italia è allo sfascio, è un Paese senza futuro, abbandonato e mortificato, dal punto di vista politico, culturale, economico. E’ quello che penso. Certo se pensiamo al medioevo o alla prima guerra mondiale… ah ok, allora stiamo meglio, certo. Ma che discorso è?
    Nello specifico, riguardo al servizio sanitario pubblico c’è veramente da piangere, per la corruzione, la superficialità, la mancanza di norme igieniche, di apparecchiature e strutture adeguate, per il qualunquismo e il menefreghismo, per gli intrallazzi vergognosi. Non so lei che ospedali frequenti, ma le posso assicurare che, soprattutto al Sud, la situazione è grave.

  • Carlo Maria

    ma è bravissima! non capite, o meglio non sapete in cosa è bravissima.