Lo street artist e il segreto di Pulcinella. Direttamente da TMZ, bibbia del pettegolezzo USA, le gaffe della moglie di Shepard Fairey

Shepard Fairey è uno dei più famosi street artist del mondo, superato in notorietà solo dal britannico (e anonimo) Banksy. Più conosciuto con lo pseudonimo di “Obey”, scritta che campeggia su migliaia dei suoi lavori sparsi per le strade del mondo, Fairey è salito agli onori della cronaca (e del mainstream) per aver realizzato l’immagine […]

Shepard Fairey

Shepard Fairey è uno dei più famosi street artist del mondo, superato in notorietà solo dal britannico (e anonimo) Banksy. Più conosciuto con lo pseudonimo di “Obey”, scritta che campeggia su migliaia dei suoi lavori sparsi per le strade del mondo, Fairey è salito agli onori della cronaca (e del mainstream) per aver realizzato l’immagine divenuta poi il simbolo dell’ascesa di Barack Obama alla Casa Bianca, il famoso manifesto rosso-blu con la scritta “Hope”. Ma la fama, si sa, ha anche i suoi lati negativi, e stavolta Fairey sembra averlo sperimentato, finendo, con un video piuttosto imbarazzante, sulla prima pagina di TMZ, tamarrissimo sito di gossip statunitense.
I paparazzi hanno incontrato lui e sua moglie in un aeroporto e gli hanno posto una semplice domanda: “vai in giro ad attaccare i tuoi manifesti di persona?” Prima che lo sventurato potesse aprire bocca, tuttavia, la moglie ha rivelato candidamente: “era tanto tempo fa”. L’artista non ha gradito – guardare il video per credere – e ha fatto bruscamente notare alla consorte che non era suo compito rispondere alle domande.
Sapete come ha titolato la notizia TMZ? “Famous Graffiti Artist Major Secret Revealed”. Anche se come segreto ci pare veramente poca cosa (c’era davvero qualcuno che pensava che la “superstar” Obey girasse ancora nottetempo ad attaccare i suoi poster?), la reazione dell’artista all’incauta rivelazione della moglie dimostra che in fondo a mantenere la cosa nascosta un po’ ci teneva…

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Massimo Giacon

    ma sul serio questa sarebbe una notizia? O magari la si potrebbe caricare anche di indignazione femminista: “l’alternativo Obey tratta la moglie come uno straccio per pulire i pavimenti !” . Mettiamola così, io faccio una domanda banale e un pò idiota a uno qualsiasi di voi in una giornata storta, magari dopo che avete litigato con la vostra ragazza, è caldo, vi site appena fatti un viaggio in aereo, che magari è pure arrivato in ritardo, le emorroidi vi fanno male . Avete uno scatto seccato e da quel momento in poi siete additato a tutto il mondo come lo stronzo del giorno. Povero Obey, in più le cose non gli stanno andando bene, tra cause con fotografi e guai con la polizia. La fama non fa bene al fegato.

  • hm

    si vede che non obbedisce abbastanza . dovrebbe fare più mail art su ebay invece di pagare gli assistenti per attaccare quei poster patetici .

  • hm

    senza considerare il retrogusto russo ultravintage della sua estetica, decisamente inaffrontabile .

  • Lidia b.

    Molto meglio il nostro nostrano Boresta cha da piu di quasi 2 decenni si attacca le sue facce per le città, io l’ho beccato pure ultimamente a Venezia mentre appiccicava un faccione alla fermata dei battelli e gli ho fatto anche una foto. Strana la reazione di Shepard….che lui non li abbia mai attaccati? e se questo Obey fosse tutta una montatura?

  • Giò

    Boresta tutta la vita……… Grande Borest.