Cristiano Pintaldi e il suo lucido sogno veneziano. In arrivo, su Artribune Television…

È uno degli italiani di cui s’è parlato di più, nei giorni del grande opening veneziano. Non uno dei superselezionati della Curiger, ma nemmeno uno dei tanti – troppi – finiti nel calderone di Sgarbi e del suo plotone di intellettuali. Cristiano Pintaldi, figura emersa con grandi consensi nel corso degli anni Novanta, è il […]

È uno degli italiani di cui s’è parlato di più, nei giorni del grande opening veneziano. Non uno dei superselezionati della Curiger, ma nemmeno uno dei tanti – troppi – finiti nel calderone di Sgarbi e del suo plotone di intellettuali. Cristiano Pintaldi, figura emersa con grandi consensi nel corso degli anni Novanta, è il protagonista di una delle mostre collaterali all’ultima Biennale di Venezia. Un pittore-pittore, sicuramente. Nonostante quello sguardo curioso e trasversale sempre puntato sull’hi-tech.
Lucid Dream è allestita nell’incantevole Ex Cantiere Navale di Castello, spazio di archeologia industriale a due passi dall’Arsenale, per l’occasione felicemente adibito a sede espositiva. Una mostra che raccoglie lavori recentissimi, molti dei quali inediti, per un totale di undici tele: opere con cui l’artista romano procede la sua indagine intorno al rapporto tra realtà e iperrealtà mediatica, immagine e simulacro, relativismo dello sguardo e consistenza dell’oggetto. Segni particolari? Quella inconfondibile pittura fatta di centinaia di pixel verdi, rossi e blu: l’infinito intreccio dell’RGB si fa materia prima di una ipervisione catodica o digitale, omologata e omologante, filtrata però dalle mille visioni possibili che ogni soggetto proietta sul reale.
Curata da Achille Bonito Oliva, la mostra è organizzata dall’associazione non profit Opera Rebis, col sostegno di Bonato Milano 1960.
Se ve la siete persa, se siete stracuriosi, se volete riguardarvela con calma, Artribune Television vi propone, mercoledì 22 giugno, un dettagliato videoreport dell’evento. Ai nostri microfoni ABO e Pintaldi, intervistati nel clou dell’opening veneziano…

– Helga Marsala