Banksy, dalle bombolette alla cinepresa. Lo street artist più famoso al mondo diventa regista. E a Firenze, arriva il suo primo film…

Un’icona senza volto. Anonimo, eppure celeberrimo. Nessuno pare averlo mai visto, Banksy. Dovrebbe avere all’incirca 35 anni, nato probabilmente a Bristol. E qui si fermano gli indizi biografici (assolutamente presunti) intorno a  questo straordinario personaggio: the real king of the street. Tra una ventina d’anni, chissà, sarà lui a venir celebrato come il Keith Haring […]

Un’icona senza volto. Anonimo, eppure celeberrimo. Nessuno pare averlo mai visto, Banksy. Dovrebbe avere all’incirca 35 anni, nato probabilmente a Bristol. E qui si fermano gli indizi biografici (assolutamente presunti) intorno a  questo straordinario personaggio: the real king of the street. Tra una ventina d’anni, chissà, sarà lui a venir celebrato come il Keith Haring o il Basquiat degli anni Zero.
Irriverente, inacciuffabile, imprevedibile, Banksy da anni marca strade e palazzi di metropoli e piccole città con i suoi stencil, i graffiti, le installazioni pubbliche, gli ironici murales dalla forte connotazione socio-politica: interventi che spesso arrivano fin dentro Musei e luoghi ufficiali, infiltrandosi come virus clandestini scagliati contro il sistema.
Ma il suo incontenibile estro creativo lo ha condotto di recente verso nuove mirabolanti avventure. E stavolta di mezzo non ci sono pennelli, bombolette e colori, ma il cinema.
Banksy regista, autore del fortunato Exit Through the Gift Shop, ha trionfato nel 2010 al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino, ricevendo la nomination per il miglior documentario agli Oscar 2011.
E in Italia? Il film è arrivato anche da noi, finalmente. A proporlo è Lo schermo dell’arte Film Festival, notevole realtà fiorentina per la cinematografia a tema artistico. Trattasi di un’anteprima nazionale. Assolutamente imperdibile, inutile dirlo. Ma non serve mangiarsi le mani se si è troppo lontani da Firenze: l’opera, distribuita in Italia da P.F.A. Films, ve la ritrovate prossimamente in versione home video per la collana Feltrinelli Real Cinema. Un film che è già un cult per gli appassionati di street-art e di controcultura. Cominciate a fare posto tra gli scaffali della vostra personale videoteca…

Helga Marsala

Giovedì 12 maggio 2011 – ore 21 – replica ore 23
Odeon – Firenze, piazza Strozzi
www.schermodellarte.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Bella novità! Quelli a cui interessava l’han già visto in rete un anno fà ormai…

    • francesco sala

      beh, certo: chi voleva vederselo poteva farlo da un anno su youtube…
      ma qui si tratta di farlo su grande schermo.
      un po’ come la differenza tra farsi le seghe e scopare: alla fine si gode comunque.
      ma c’è qualche differenza, non trovate?

      • Io l’ho scaricato ( perchè penso che Banksy approverebbe) in HD e me lo sono sparato con videoproiettore e audio dalle casse dello stereo.
        Ormai ho una certa età e la differenza tra le seghe e scopare penso di conoscerla.
        A te lascio youtube. Yo!

  • hm

    sì ok ma per voi è tutto imperdibile, scremare un po’ no?

    • helga marsala

      La scrematura puoi farla tu, basta non andare all’Odeon stasera o non comprare il dvd. Ma al di là dei tuoi gusti personali, il primo film del più grande street-artist del momento mi pare sia una roba abbastanza imperdibile. E’ questa è la prima proiezione ufficiale in Italia, in una sala cinematografica. Non mi pare fosse tre le notizie da cestinare… Eppure ce ne passano centinaia per le mani, non credere. La selezione si fa eccome, e pure molto ragionata. Poi ogni lettore si soffermerà su ciò che ritierrà più di suo gusto, mi pare normale.

      • hm

        @signorina hm
        se la metti su questi toni basta anche non leggere questo sito . bansky o bugssbunny come si scrive è controcultura quanto fabri fibra .

        • helga marsala

          ma mica sei obbligato a stare qui. cambia sito, ci sono molti blog di controinformazione o roba simile. direi che in rete c’è ampia scelta, signorino hm! :)

          • hm

            ma infatti, te l’ho pure scritto io per primo cosa vuoi di più?

  • C&B

    film imperdibile. vi insegnerà cosa è Arte e cosa NON lo è.

    • C&B

      per inciso. Il film stesso è un’Opera.

  • pierluigi

    il video è interessante, Bansky non si discute, ma mr Breinwash è debole…

    • C&B

      Mr. Brainwash non esiste. è un’opera di Banksy.

  • Scusa, caro hm, quello che peró non ho ancora capito, quello che tu non mi pare abbia mai detto, è quale sia il tipo di arte che tu giudichi “imperdibile”, che ti piace veramente, che ti emoziona, ma mi picerebbe che tu ce lo dicessi con esempi, con titoli, nomi e cognomi, grazie!

    • hm

      difficile dire cosa è imperdibile, nell’arte per quanto mi riguarda quasi nulla degli ultimi 50 anni, intanto deve essere arte a colori direi come prima regola non svilente, sicuramente bamby non rientra nemmeno lontanamente nell’arte che mi emoziona e mi colpisce . oltre al fatto che odio i ratti, bamby puzza di fake lontano dei chilometri, la mossa di appendere quadri in musei e non essere scoperto fa ridere visto che anche nel più tristo dei musei ci sono 2 controllori a stanza . parlando di street art mi emozionava il writing che si vedeva in certi parchi a metà e fine anni 90 dove la cura delle lettere e la spray art erano veramente all’apice secondo me, con pezzi e stili veramente complessi, negli ultimi dieci anni la street art fa ridere, è pietosa . sti disegnuzzi di bamby li vedrei bene su una bustina di patatine . non mi trasmettono assolutamente nulla . keith haring mi trasmetteva, basquiat e bansquit no . oltre a tutto questo il fatto che di tale individuo si persista a fingere di non conoscerne l’identità per far salire le quotazioni di mercato mi infastidisce .

  • Ti ringrazio, la tua è una risposta abbastanza interessante, “rende l’idea” e, almeno in una certa misura, la condivido. Peró escludere gli ultimi 50 anni ci riporta agli anni 60 al nascere della pop art si, ma anche al pieno rigoglio di minimalismo e arte povera, alle prime avvisaglie della futura transavanguardia, ad un tempo in cui il concettualismo, che mi pareva ti lasciasse “freddo”, pur avendo superato le sue manifestazioni piú “asettiche”, era anorca un asse portante dell’arte. Potresti approfondire l’argomento? Grazie!

    • hm

      mah secondo me non c’è molto da dire a riguardo, inoltre la signorina hm disapprova tutto ciò, dal mio punto di vista l’arte presuppone tecnica e ricerca continua legata ad essa quindi vedo minimalismo, andy warhol, duchamp (che dopo essersi fatto il viaggio dell’artista pseudoimpegnato per quasi tutta la vita nella sua ultima opera ha rappresentato una donnina nuda monca spiata dal buco della serratura : F.A.K.E.) e una larga fetta di arte concettuale semplicemente come TUMORI all’interno della storia dell’arte che va dall’epoca preistorica ai giorni nostri . dagli anni 2000 in poi l’artista medio è diventato definitivamente un carrierista come può esserlo un manager di una qualsiasi azienda, che scopiazza qua e là allegramente tipo cattelan stando bene attento a coltivare relazioni e contatti che gli permettano di continuare a scopiazzare (ora cattelan ha fatto pure finta di ritirarsi come duchamp povero scopiazzone fake che torna subito), quando questo non basta e i tondini colorati forza4 di hirst non funzionano più per vendere e gonfiare il mercato si creano personaggi inesistenti alla bansky (interscambiabili con bin laden e cristo) . questo chiaramente solo fino alla morte e all’oblio a cui sono destinati dal quale rinasceranno molluschi .

      • helga marsala

        Duchamp sarebbe un TUMORE? nonché uno scopiazzatore? forse ho capito male…

        • hm

          sì hai capito male . duchamp è un tumore nonchè ateo e fake, cattelan solo uno scopiazzatore (quindi anche un fake e un tumore, il tutto in maniera molto più blanda perchè si limita a scopiazzare in modo acefalo) . forse cattelan è il primo interprete dello smart relativism di cui parla rossi in loop, dove può andare tutto e il suo contrario senza nessuna logica e filo conduttore di ricerca (un auto bucata da un albero, un bambino impiccato, uno stand di profumi, la sua facciotta che sbuca da terra etc) .

          • hm

            un auto maschile a forma di apostrofo .

  • Prendo atto del tuo giudizio su Duchamp, che risotto ma non condivido affatto , peró a questo punto mi vengono due altre curiositá: dato tale giudizio immagino che esso coinvolga Dada (non potrebbe essere altrimenti) ma che cosa mi dici allora di movimenti come il futurismo ed il surrealismo, che sono legati da idee e da domande analoghe, sia pur dando poi risposte diverse? A questo punto sei partito dicendo di escludere quasi tutti gli ultimi 50 anni ma stai escludendo quasi tutti gli ultimi 100 ! L’unico movimento che, per sua origine almeno, rimarrebbe escluso da tale condanna sarebbe il cubismo, ti piace, lo apprezzi?
    L’altra curiosità è : dici di condannare una “larga fetta” dell’arte concettuale, quale è la “fetta piccola” di essa che salvi?
    Infine, ho visto, seguendo passati commenti, che tu avevi ideato una” scultura digitale” che tu ritieni abbia “ispirato” Catellan per il suo noto “dito medio” ( cosa che potrebbe non stupirmi affatto) quindi tu sei un artista e ti confesso che sarei estremamente curioso di vedere qualche tuo lavoro! Dove?

  • … scusa, rispetto, non risotto !! ;-)

  • ralph

    ma per favore, l’arte non è MAI stata abilità tecnica
    altrimenti Giulio Romano sarebbe superiore a Michelangelo, o gli Yes ai Beatles

  • hm

    e allora? in certe opere giulio romano può essere stato superiore a michelangelo così come gli yes ai beatles, il tuo concetto di superiorità è ridicolo e qualunquista . inoltre non ho scritto che l’arte E’ abilità tecnica ma che PRESUPPONE abilità tecnica e ricerca legata ad essa . il surrealismo, il cubismo e il futurismo li apprezzo .

  • In effetti qualsiasi lavoro, e l’arte in particolare, necessita di abilitá tecnica e di ricerca ad essa collegata, l’importante è che non si esaurisca in essa e con essa e questo è evidente, dalla tua risposta, che ti è perfettamente chiaro ed hai ragione : anche i grandi Maestri hanno prodotto lavori deboli ed artisti minori, magari in un solo lavoro, sono riusciti a creare capolavori . Ma non hai risposto, non vorrei essere troppo insistente e te ne chiedo scusa … ma sono realmente molto interessato alla tua risposta, ai miei due ultimi “quesiti” : quale parte dell’arte concettuale salvi? Dove e come è possibile conoscere il tuo lavoro? Se è l’anonimato che preferisci mantenere che t’impedisce d’indicare un sito o altro dove andare a “vedere” questa è la mia e-mail : [email protected], puoi mandarmi qualche foto, pur mantenendo il segreto sulla tua identitá o, se non ti fidi, puoi mandarmi una descrizione sommaria o semplicemente e meglio ancora i “concetti” sottesi ai tuoi lavori. Grazie!

    • ralph

      ma dai hm!
      dire che giulio romano può essere superiore a michelangelo è fare del relativismo da spiaggia
      molti giganti dell’arte sono tecnicamente inferiori a formidabili artigiani dell’illustrazione
      il punto non è MAI la tecnica
      siamo decisamente fuori strada
      saluti

      • hm

        i suv sono anche fatti per andare fuori strada non solo per andare all’edicola . non ti ha sfiorato il fatto che i giganti che conosci tu tra qualche anno non se li cagherà più nessuno? il fatto che saatchi abbia rivenduto metà della sua collezione su cui aveva speculato a inizio anni 90 non ti sfiora? ma a parte questo forse dovresti imparare a non travisare quello che la gente scrive forse magari ti evolvi . scrivere che l’arte non è mai collegata alla tecnica o che la tecnica non ha valore è da poveri idioti . vallo a dire a ron mueck . magari tutto questo è anche scritto da uno che si bagna per le interpretazioni concertistiche di bach . oddio no scusa se citi i beatles direi di no ahaahahaha

        • ralph

          naa, ho scritto che IL PUNTO non è la tecnica
          non lo è MAI stato

          • hm

            il punto è che la tecnica è necessaria all’arte . altrimenti non potresti nemmeno leggere le tue news artistiche del cuore, rispondermi dal tuo computerino e proseguire questa sterile polemica dove hai perso in partenza .

  • ralph

    facciamo che la tecnica è il dito e ciò che l’arte ‘dice’ è la luna
    c’è sempre bisogno del dito per vedere la luna in cielo?

    ti lascio l’ultima parola perché ho detto tutto

    • hm

      ahaahahahaha scusa ma che esempio è? è assolutamente privo di senso . primo se la luna ipoteticamente fosse l’opera d’arte è già lì ed è fruibile indistintamente da tutti che ci sia il tuo dito o meno, il tuo esempio è privo di senso perchè la tecnica per cui la luna si trova in quell’esatto punto a noi risulta sconosciuta quindi il tuo esempio è ridicolo, non è che la luna esiste grazie al tuo dito ahahahaha a meno che tu non sia in grado di generare opere pianeti e universi con il solo pensiero ma ne dubito .