Quindici marzo 2011. Tre anni esatti oggi. Una data segnata da tumulti e oscuri presagi, per un Paese che scivolava dentro una crisi profonda, tutt’ora insanata: quel giorno, per le strade di Damasco, piccoli gruppi spontanei di dissidenti, sull’onda delle agitazioni esplose nell’Africa del Nord, cominciavano il loro cammino di protesta contro il regime familistico di Bashar al Assad, giovane successore del dittatore Hafiz al-Asad. Era l’inizio di una lunga guerra civile, che sarebbe sfociata in molteplici espisodi di sangue, con cifre da capogiro: oltre 100.000 morti, tra uomini, donne e bambini, la maggior parte dei quali civili.
La Primavera siriana, per convenzione, la si fa cominciare da lì, da quel martedì di pacifica protesta, che avrebbe generato complesse dinamiche di potere, resistenza e repressione, con infiltrazioni e degenerazioni aspre tra i vari schieramenti, sotto gli occhi di una comunità internazionale spaccata: l’Iran e la Russia da un lato, gli USA e l’Europa dall’altro.

La campagna “With Syria”, lanciata da una coalizione di 115 gruppi per i diritti umani provenienti da 24 paesi, tra cui Save the Children, Oxfam e Amnesty International, ha scelto questo terzo anniversario dall’insorgere della crisi per una celebrazione globale, sugellata da un obiettivo: far sì che questo sia l’ultimo anno in cui si debba ricordare lo stato di agitazione e di sofferenza del popolo siriano.
Al centro della campagna c’è un video, che vede protagonista il celebre graffito di Banksy, “Balloon Girl”, rielaborato in chiave filmica, per raccontare una piccola storia straziante: appesa al suo palloncino rosso, una bimba si solleva verso il cielo e osserva, dall’alto, le stragi che insaguinano una grigia e devastata Damasco. Qltri bambini, con i loro palloncini rossi, la raggiungono uno dopo l’altro. Un coro di anime in volo, finalmente libere, finalmente lontane dall’orrore. Sul muro di mattoni che accoglie le didascalie delle immagini, a avocare le scritte del più noto street artist vivente, una dedica accorata chiude il racconto: “Per il popolo della Siria, con compassione, con sostegno, con le nostre voci. C’è sempre una speranza”.
Al video hanno collaborato l’attore britannico Idris Elba, intensa voce fuori campo, e la rock band Elbow, con un struggente, malinconica ballata.

Helga Marsala

www.withsyria.com
www.with-syria.org

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.