Tutte pazze per Barbie. Da bambine, da ragazzine e in qualche caso pure da adulte, se è vero che alla bambola più amata al mondo si resta affezionate negli anni: chi le conserva in soffitta, chi le passa alle figlie, chi addirittura le colleziona, andando in cerca di esclusive versioni vintage. Un’icona assoluta. Modello femminile di bellezza, eleganza e gusto fashion, con tutto il suo irresistibile corredo: abiti, scarpette, accessori, acconciature, case, pezzi d’arredamento. E il successo della Barbie, innanzitutto, sta proprio nella sua aderenza a un canone perfetto: snella, tonica, slanciata, bionda, lineamenti delicati, un po’ sexy e un po’ lolita, outfit sempre curatissimo. Il classico prototipo mediatico che ha forgiato desideri e proiezioni di migliaia di piccole donne, in cerca di un riferimento estetico. Riferimento ben lontano dalla realtà, naturalmente. Come nel caso di star e starlette di cinema, tv, pubblicità, passerelle. Ma quanto è dannosa l’ovvia distanza tra perfezione del canone e imperfezione di natura? A volte lo è, se diventa frustrazione, ossessione, insicurezza.

Ed ecco che l’artista e designer Nickolay Lamm s’è messo in testa di creare una Barbie “normale”, a misura di ragazza media: mediamente alta, mediamente morbida, mediamente carina. E non troppo in tiro. Nasce così “Lammily”, una Barbie con proporzioni fisiche realistiche, con tanto di viso acqua e sapone e chiome castane, ideale fanciulla della porta accanto: un rimedio anti-complessi, che racconti alle più piccole la verità dell’essere donna, contro le eccezioni di super stangone platinate, immuni a occhiaie e cellulite.
Il prototipo 3D è pronto e adesso a mancare sono ‘solo’ i 90mila dollari necessari alla produzione. Come trovarli? Lamm, che è supportato per la parte manifatturiera da Robert Rambeau, ex vice presidente della produzione Mattel, ha deciso di fare ricorso al crowdfunding. È  partita così una campagna on line di raccolta fondi, che recita “What if fashion dolls were made using standard human body proportions?”. Studiato a puntino anche il look della prima edizione, naturalmente semplice e casual: shorts denim, camicia blu e sneaker. Si possono versare quote che vanno da 1 fino a 1500 dollari, accaparrandosi dal semplice ringraziamento nell’elenco dei supporter fino a un quantitativo crescente di bambole in edizione esclusiva, con  accessori vari.
Impatto iniziale un po’ scioccante, ma a guardarla meglio, Lammily, è non solo graziosa, ma anche simpatica. Abbastanza da eguagliare le biondine californiane, che con le loro misure ideali e i loro look scintillanti, popolano i sogni delle bambine? Mica facile. Se i sogni son desideri…

Helga Marsala

www.lammily.com/average-is-beautiful

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.