Jurriaan Schrofer è stato uno dei graphic designer più in voga, in Olanda, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Infaticabile sperimentatore, fu anche artista ambientale, maestro nella cura di libri di fotografia, inventore di stili per l’home decor  e progettista di francobolli, riviste, pubblicità, caratteri tipografici. A lui lo Stedelijk Museum di Amsterdam dedica Type/Dynamics, una mostra che interagisce con il suo lavoro, rievocandolo e insieme attuandone una lettura critica. Per trasformare tutto questo in un’esperienza immersiva, da proporre al fruitore in una chiave nuova – fuori dagli eshcemi della classica mostra tecnico-didattica – il Museo ha coinvolto lo studio di graphic design LUST, con sede a L’Aia. L’obiettivo? Utilizzare supporti e tecnologie d’avanguardia per creare installazioni interattive, capaci di dialogare con il pubblico e con il lavoro di Schrofer.
In origine, una suggestione su tutte: l’arte tipografica del designer olandse, noto per la sua straordinaria dinamica visiva di matrice optical, pare suggerire che alla base di certi virtuosismi ci fosse l’uso del computer. Ma erevamo in un’epoca ben antecedente alla rivoluazione digitale e ogni progetto era meticolosamente realizzato a mano. LUST, che invece del computer si serve eccome, grazie all’estetica dei new media riattualizza Schrofer, cogliendone ed enfatizzandone digitalmente alcune peculiarità, dall’uso di illusioni ottiche nella resa prospettica, alla ricerca di effetti percettivi ambigui, dalle infinite sequenze geometriche e alfabetiche, all’interazione dinamica tra lettering, patter e significato. “A computer-designer before the computer”: così lo ha definito il critico Frederike Huygen.

Tra gli allestimenti progettati da LUST c’è anche un’installazione immersiva che avvolge il visitatore dentro a un flusso ininterrotto di parole in movimento. Cercando in tempo reale parole chiave e localizzazioni legate a fatti di storia o attualità (da Ground Zero a Piazza Tiananmen) il dispositivo informatico individua le relative immagini panoramiche di Google Streetview, astraendole in griglie, subito riempite di nuove informazioni. Il tutto nel rigore di un bianco e nero ipnotico e severo. Il risultato? Attraversare il tempo e lo spazio, virtualmente, equivale a una full immersion nell’oceano di news, che di un luogo costituiscono il ritratto testuale. Una forma di rappresentazione che eslcude l’immagine fotografica e che si risolve in un’avventura eslcusivamente tipografica. Cascata di parole, per un’architettura inquieta e mobile. Dove transitare, fino a perdere le coordinate.

Helga Marsala

Type/Dynamics
fino al 4 marzo 2014

www.stedelijk.nl

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.