Un viaggio ad occhi chiusi, sulla metropolitana di Tokyo. E una videocamera che punta, ossessivamente, su quelle palpebre abbandonate. Provando a catturare tutta la fragilità e la stanchezza di un’umanità in transito: pendolari, lavoratori, studenti, cittadini che tornano e che vanno. Il regista britannico Nicholas Barker trascorre due settimane intere a bordo, filmando per 12 ore al giorno uomini e donne adagiati sui sedili. Di tutte le età ed estrazioni sociali, in giacca e cravatta o in abiti casual, con le cuffie nelle orecchie, la ventiquattrore sulle gambe o il giornale tra le mani, con la mascherina antismog sulla faccia o le buste dello shopping a fianco. Un popolo, che dorme.

Le teste vacillano, gli occhi si fanno pesanti, qualcuno lotta contro il sonno, ma poi precipita, si appisola ed è subito buio. Barker li spia, sedotto da quella condizione di resa, soffermandosi sui volti e sugli oggetti abbandonati accanto: nel sonno si è nudi, senza controllo, esposti. E in un luogo pubblico questa condizione diventa stridente, violenta, inusuale. Gli altri – gli estranei – vegliano, ti osservano, potrebbero persino farti del male. O potrebbero, semplicemente, studiarti: immaginare chi sei, dove vai, a cosa pensi, da dove arriva una cicatrice, una certa espressione triste, un dettaglio strano, un segno fuori posto. Gioco perverso e invisibile che il regista esaspera, diventando egli stesso, con la sua telecamera, l’occhio che ruba i sogni, i pensieri e le debolezze di tanti socnosciuti addormentati. Unico rumore quello del treno in corsa, impastato col brusio sommerso dell’ambiente. E chissà se alla fine qualcuno non farà in tempo a svegliarsi, perdendo la sua fermata…
Un film pregevole, ispiratissimo, che conquista la vittoria nel 2013 al Sunset Film Festival di Los Angeles.

Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Angelov

    Un film bellissimo che permette a chiunque di posare lievemente il proprio piede sulla metropolitana di Tokyo, contemplare indisturbato ciò che succede, e tastando in astratto il polso dell’ambiente circostante, entrare in sintonia silenziosa con i pensieri dei passeggeri profondamente concentrati.
    Un modo geniale di contrabbandare un’esperienza.
    Il tutto a costo & a Km zero.