Terza estate di lavoro per Dolomiti Contemporanee, ormai punto di riferimento per le arti visive ( e dintorni) sul territorio dolomitico. E in diverse aree territoriali si svolgerà, come da tradizione, questa nuova edizione, su progetto curatoriale di Gianluca D’Incà Levis: una serie di mostre ed eventi, che trovano il loro fulcro nel nuovo spazio di Casso, quartier generale stabile di DC. Un luogo carico di energia e di memoria, una vecchia scuola costruita proprio di fronte al monte Toc, cinquant’anni fa testimone della tragica frana del Vajont. Un luogo che, ristrutturato, ripensato, rigenerato, diventa oggi laboratorio culturale, artistico, umano, sociale. Qui, nel paesino di Casso, ha avuto luogo un programma di residenze d’artista, in gran parte alla base della mostra inaugurale, Roccedimenti: opere realizzate in loco, sfruttando materiali e supporto tecnico forniti dalle aziende sponsor del posto.

Nei prossimi mesi diversi progetti partiranno nel Nuovo Spazio di Casso, tra i quali A call for a Wall e A call for a line: due call per artisti, invitati a progettare un’opera-neon per la facciata dell’ex scuola, proprio di fronte ai luoghi della frana, e a immaginare un segno permanente sulla Diga del Vajont, all’altezza in cui, nel 1963, arrivava l’acqua. Landmark contemporanei donati al paesaggio, per continuare a custodire una memoria pesante, immettendo al contempo nuova vita in contesti che conobbero la furia della morte. Contesti che da allora non si ripresero più, ormai spopolati, congelati: il dolore ha fatto posto all’abbandono, lasciando intatta, nei decenni, l’eco della distruzione. L’arte, allora, può essere una miccia con cui scatenare nuovi processi vitali? Può un linguaggio creativo iniziare a scrivere storie incisive, nel segno dell’integrazione e insieme della rottura?
Questa la domanda lanciata da DC, nella sua nuova avventura montana. Continuando a puntare sul recupero di spazi industriali o civili dismessi, sulla ripresa di microeconomie territoriali, sulla riattivazione di siti abbandonati, temporaneamente o stabilmente ripopolati, risignificati, rianimati grazie a progetti artistici e culturali.
Una carrellata di foto e un piccolo video raccontano l’inziio di questo capitolo nuovo, targato DC2013.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.