Vittorio Corsini e il suo “Incipit Vita Nova”. Storie di mescolanze e sconfinamenti, a Livorno

Un progetto di Vittorio Corsini per Livorno. Tra effigi di bandiere nazionali esposte al proprio disfacimento e grandi scritte che dialogano con la città, la Fortezza Nuova accoglie suggestioni legate ai concetti di mescolanza, di differenza, di fragilità, di immaginazione

Vittorio Corsini, Incipit Vita Nova, 2013

Vittorio Corsini. Incipit Vita Nova
video di Juan Pablo Macias e Clara Faroldi

Incipit Vita Nova, a cura di Alessandra Poggianti, è il progetto realizzato da Vittorio Corsini per la Fortezza Nuova di Livorno, suddiviso in due interventi dislocati tra l’interno e l’esterno dell’edificio militare: uno nella sala degli Archi, ex corpo di guardia, e uno sugli spalti.
Il primo, dal titolo Movimento, è un’installazione calpestabile, una rilettura dello spazio che ne modifica la percezione e punta al coinvolgimento diretto del pubblico: ricoperto da una serie di “tappeti”, che rappresentano 16 bandiere nazionali, il pavimento diventa una zona di interazione e di sconfinamento, attraversabile in lungo e in largo. Realizzati con una particolare tecnica di colorazione della segatura, detta comunemente “pula”, i tappeti si espongono alla propria distruzione, in quanto oggetti effimeri, temporanei: seducenti e fragili, come dei mandala, sono destinati a sfaldarsi via via che i passi dei visitatori si moltiplicheranno.
Una metafora del sincretismo e della caduta delle frontiere, per una scrittura simbolica che accoglie il passaggio delle persone, nel segno della trasformazione, della mescolanza, della dissoluzione. Come se, al centro del gioco, ci fosse quel crossing controverso tra popoli e culture, che, celebrando la differenza, non risolve il conflitto ma asseconda il corso naturale della storia.

Fuori, sulle gradinate della Fortezza, campeggiano due scritte di quasi 15 metri di lunghezza: il titolo della mostra, “Incipit vita nova”, trasforma la citazione dantesca in un messaggio aperto all’interpretazione dei cittadini. Le frasi diventano landmark luminosi per restituire nuovo senso a un angolo del territorio urbano, fungendo da detonatore per nuove storie, nuove immagini, nuove connessioni mentali: chiunque passi, di giorno o nel cuore della notte, potrà fare sue le tre parole tramutate in icona, azionando un personalissimo meccanismo narrativo, concettuale, immaginativo.
Nell’attesa del finissage, fissato per domenica 19 maggio, vi mostriamo in anteprima il video che documenta il progetto e che sarà presentato sabato pomeriggio negli spazi della Fortezza.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.