Zone di confine e vite parallele. In Repubblica Ceca

House of Arts, Ústí nad Labem – fino al 9 dicembre 2016. Dopo aver fatto tappa a Bolzano,”In Their Eyes…” approda nella Repubblica Ceca. Tre regioni di frontiera e tre storie parallele poste a confronto. Alto Adige, Istria e Sudetenland. Le linee di separazione attraversano non solo i territori, ma si insinuano nelle vite e negli sguardi delle persone.

In Their Eyes… - Richard Loskot - House of Arts, Ústí nad Labem 2016
In Their Eyes… - Richard Loskot - House of Arts, Ústí nad Labem 2016

TRE VICENDE SIMILI
Aree ai margini, zone di frontiera, confini inevitabilmente richiamano alla mente il concetto di Nazione. E allora In Their Eyes…, titolo metaforico della mostra all’House of Arts di Ústí nad Labem, allude alla condizione di alterità vissuta in territori nei quali etnie diverse respirano la stessa aria, senza mai intrecciare i propri sguardi. Tentativi di nazionalizzazione delle masse, esodi ed espulsioni, pulizia etnica sono gli spettri che aleggiano in sottofondo nella storia di tre territori differenti. Non è un tema nuovo. La mostra è strettamente connessa a Modes of Democracy. Nell’esposizione di respiro internazionale, presentata al DOX di Praga e a Fortezza in Alto Adige già era comparso il tentativo di leggere assieme due storie parallele: la condizione difficile vissuta dalla comunità tedesca sia in Alto Adige sia nella regione dei Sudeti. In Their Eyes… allarga la visuale e porta in scena anche la multietnica Istria.

In Their Eyes… - Slaven Tolj - House of Arts, Ústí nad Labem 2016
In Their Eyes… – Slaven Tolj – House of Arts, Ústí nad Labem 2016

STORIA, POLITICA E POESIA
Condizioni simili vengono attraversate da differenti sguardi. Quella degli artisti croati è una visione soprattutto politica, quella dei cechi storica, l’italiana più poetica. L’opera di Richard Loskot evoca un paesaggio mentale fatto di curve e percorso da due piccoli robot per raccontare i punti di vista della comunità ceca e di quella tedesca, l’una disposta in basso lungo i fiumi e l’altra sulle montagne. Una storia fatta di condivisione e, al tempo stesso, di separazione.
Il senso di frattura che si riversa nella memoria personale degli abitanti di questi luoghi ricorre nel lavoro di Miroslav Hašek. L’artista riesce a raccontare la storia dei tedeschi in Boemia rendendo protagonisti gli oggetti e quindi le memorie personali. Tentativi da parte di un gruppo etnico di prevalere sull’altro riconducono ai nazionalismi che hanno segnato la storia più recente dei Balcani. La memoria personale cede il posto alle ideologie e all’attualità negli interventi degli artisti croati. Il trittico di Slaven Tolj mostra tre video in cui si vedono bruciare da una parte la bandiera serba, dall’altra quella croata, mentre al centro l’artista assiste allo spegnersi di un accendino.

In Their Eyes… - Stefano Cagol - House of Arts, Ústí nad Labem 2016
In Their Eyes… – Stefano Cagol – House of Arts, Ústí nad Labem 2016

ITALIANI OLTRECONFINE
La nuova generazione di italiani, al contrario, sembra aver abbandonato la forte carica di contestazione dei sessantottini, concentrata semmai sull’oltrepassare le frontiere. Una dimostrazione concreta è nell’esperienza di Stefano Cagol che, con un faro allo xenon, ha scansionato i confini tra un paese e l’altro. A volte varcare i limiti geografici è come ripercorrere la propria storia personale. Su questo tema riflette l’artista Hannes Egger che, tramite delle domande, invita lo spettatore a ripensare alle proprie origini. Michael Fliri, invece, con le sue maschere, interpreta il superamento di un confine come una trasformazione di sè, del proprio volto e dei propri occhi.

Antonella Palladino

Ústí nad Labem (CZ) // fino al 9 dicembre 2016
In Their Eyes…
a cura di Michal Koleček e Camilla Martinelli
artisti: Stefano Cago, Nemanja Cvijanović, Hannes Egger, Igor Eškinja, Michael Fliri, Miroslav Hašek, Zdena Kolečková, Richard Loskot, Michaela Thelenová, Slaven Tolj
HOUSE OF ARTS

Klíšská 1101/129a
+420 475 285 188
www.duul.ujep.cz

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.