Milano-Brescia, andata e ritorno. Con Landon Metz

Galleria Francesca Minini, Milano – fino al 5 marzo 2016 / Galleria Massimo Minini, Brescia – fino al 12 marzo 2016. Con una doppia personale, Landon Metz unisce idealmente le due città lombarde. Innescando un dialogo a distanza tra due spazi espositivi uniti da un legame familiare e da un progetto a quattro mani.

Landon Metz – & - installation view at Galleria Francesca Minini, Milano 2016
Landon Metz – & - installation view at Galleria Francesca Minini, Milano 2016

Per l’inizio del nuovo anno, Minini padre e Minini figlia presentano un progetto a quattro mani che unisce Brescia e Milano. A creare il filo rosso è Landon Metz (Phoenix, 1985), artista statunitense al suo primo solo – e double – show in Italia.
Metz ha un rapporto paritario con la pittura, suo principale mezzo espressivo: non è succube della tela ma, allo stesso tempo, la materia pittorica non resta incatenata a rigidi canoni. Come Massimo Minini scrive nel testo che accompagna la mostra: “La tela bianca è occupata da segni, serpenti piatti e larghi, o grosse note musicali”, forme che si ripetono e si compongono con una serialità apparentemente ossessiva, tanto da spingere l’artista a forzarne la bidimensionalità. Le macchie di colore di Metz nascono sul bianco di una grezza tela indiana rettangolare per poi staccarsi dalle pareti e acquisire corpo. Le intense forme di colore racchiudono, all’interno dei loro bordi impeccabili, variazioni di piani, di forti, di crescendo e diminuendo. Le pause sono il bianco che le circonda, all’interno e all’esterno dell’opera. “Tra una campitura e l’altra c’è un silenzio, come tra le note di John Cage”, una pausa che estende lo spazio di fruizione dell’opera alla sua assenza, innescando nello spettatore un atteggiamento meditativo. L’opera d’arte è anche – o soprattutto – un fatto mentale: caratteristica che in quest’occasione viene condotta da Metz alle sue estreme possibilità, inserendo una pausa silenziosa tra i due poli della mostra, separati da 93 chilometri. Una pausa nel mezzo di una composizione che fa delle due rassegne un brano unico.

Maria Marzia Minelli

Milano // fino al 5 marzo 2016
Landon Metz – &
FRANCESCA MININI
Via Massimiano 25
02 26924671
[email protected]
www.francescaminini.it

Brescia // fino al 12 marzo 2016
Landon Metz – &
MASSIMO MININI
Via Luigi Apollonio 68
030 383034
[email protected]
www.galleriaminini.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50831/landon-metz/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50830/landon-metz/

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.