Un rendez-vous per Alberto Burri. A Città di Castello, per il centenario della nascita

Palazzo Vitelli, Città di Castello – fino al 18 ottobre 2015. Amici e colleghi, per una mostra e una due giorni di dialogo e confronto. Attraversando Città di Castello in lungo e in largo. È così che si festeggia il centenario della nascita dell’immenso Alberto Burri.

Jusuf Hadžifejzović, Paintings montage
Jusuf Hadžifejzović, Paintings montage

UNA FESTA PER BURRI
Il modello – e il titolo – sono in un quadro celebre: Au rendez-vous des amis, dipinto da Max Ernst nel 1922, in cui l’artista mise insieme, in un ritratto di gruppo, lo stato maggiore del Surrealismo, da André Breton a Giorgio de Chirico, con “antenati” eccellenti quali Raffaello e Dostoievskij.
La riunione di amici e di opere d’arte a Città di Castello, nel contesto delle celebrazioni per il centenario della nascita di Alberto Burri (Città di Castello, 1915 – Nizza, 1995), rimanda dichiaratamente allo spirito ludico e scanzonato di quel capolavoro. Più una festa dell’arte in ricordo di un amico scomparso, dunque, che un omaggio ufficiale.

DUE GIORNI IN OMAGGIO AL MAESTRO
Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri, ha chiamato in Umbria artisti, critici, direttori di musei da tutta Europa, per un weekend di discussioni e confronti, simposi e visioni. Nomi importanti, da Eliseo Mattiacci a Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia; da Hidetoshi Nagasawa a Jean de Loisy, presidente del Palais de Tokyo di Parigi; da Nedko Solakov a Rudi Fuchs, celeberrimo curatore (sua la Documenta del 1982) e direttore di musei (fra gli altri, il Castello di Rivoli dal 1984 al 1990).
L’evento è il seguito ideale di un primo rendez-vous, dedicato solo agli artisti attivi in Italia, che Corà organizzò al Museo Pecci di Prato nel 1998. Questa volta gli amici di Burri sono arrivati nella sua città natale da ogni angolo del continente per partecipare alla mostra e al convegno in ricordo del maestro.
Una due giorni a tappe (il 26 e il 27 giugno), tra la mostra nelle sale del cinquecentesco palazzo Vitelli, le tavole rotonde negli ex Essiccatoi del Tabacco, trasformati da Burri in cattedrali contemporanee per le sue opere, e le visite a Palazzo Albizzini per vedere o rivedere la grande collezione delle Plastiche, dei Gobbi, dei Sacchi.

Maurizio Mochetti, Sfere travaso di luce, 1970
Maurizio Mochetti, Sfere travaso di luce, 1970

LE OPERE IN MOSTRA
Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, con i suoi affreschi manieristi e le sue grottesche, ha fatto da fondale a contrasto per i “doni” portati dagli artisti. Come la scultura in ferro ondulato dello scultore inglese Richard Deacon, con parti dipinte in un “rosso Burri”. O l’esposizione di stracci di Jannis Kounellis e il video dei Masbedo. Fino alla stanza allestita da Hermann Nitsch come un’installazione d’ambiente ad alta temperatura sessuale. Linguaggi diversi per opere che si confrontano tra loro. Non sempre nel segno artistico di Burri, volutamente. Così le fotografie dialogano con l’astrattismo, l’Arte Povera con i neon concettuali.

L’IMPORTANZA DEL CONFRONTO
L’incontro di opere ha fatto da contrappunto all’incontro tra le persone. In un’atmosfera che dalle relazioni agli Essiccatoi scivolava nella conversazione rilassata nel ninfeo di palazzo Vitelli. E l’atmosfera diventava più simile alla Colazione dei canottieri di Renoir (altro celebre ritratto collettivo di un incontro di artisti e scrittori en plein air) che alla tela di Ernst.
Gli artisti si sono sempre incontrati e devono continuare a farlo: è questa l’idea di Corà, che vorrebbe ripetere l’appuntamento negli anni successivi. A parlare di arte e storia, di arte ed ecologia, di nuove culture. Sotto l’egida di Burri, della sua materia selvaggia fissata nel rigore della struttura. Agli Essiccatoi, una sua grande lastra di ferro, i cui tagli ricordano le pieghe di una tenda da accampamento, forse ripresa dalla pittura rinascimentale di Piero della Francesca, appare come il richiamo perfetto. Una tenda ideale per accogliere gli artisti, le opere, gli amici.

Fabio Sindici

Città di Castello // fino al 18 ottobre 2015
Au rendez-vous des amis
PALAZZO VITELLI
Via della Cannoniera 22
075 8554649
[email protected]
www.fondazioneburri.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46159/au-rendez-vous-des-amis/

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Fabio Sindici
Fabio Sindici è giornalista e autore televisivo. Ha scritto reportage e inchieste di approfondimento per quotidiani e riviste nazionali, come La Stampa, L’Espresso, Vanity Fair. È stato co-autore di programmi di viaggio e cultura per RAI Uno. Ha realizzato una serie di profili di artisti per il magazine d’arte Terzocchio. Per Ulisse, la rivista di bordo dell’Alitalia, ha scritto storie di viaggio in tutto il mondo. Nato e cresciuto a Roma, il lavoro e la curiosità lo hanno portato a seguire il restauro delle nicchie dei Buddha di Bamyan in Afghanistan, dopo la distruzione dei talebani, come le fiere d’arte contemporanea di Miami, New York e Londra; gli artisti di strada a Los Angeles e i percorsi tortuosi degli ultimi scritti di Franz Kafka tra Israele e i caveau svizzeri. Oltre che a Roma, ha vissuto a Parigi e Londra. Attualmente scrive per le pagine di cultura, esteri e costume della Stampa.