L’ironica poesia dell’ordinario. Helen Dowling da Artericambi

Artericambi, Verona – fino al 30 settembre 2015. Per inaugurare il nuovo spazio in zona Zai, con cui la galleria veronese torna a una cornice di respiro monumentale, Helen Dowling propone un progetto video-installativo avvolgente. Sul margine dell’esperienza immersiva.

Helen Dowling, The Burning Time Slideshow, 2015 - still da video - courtesy of the artist and Artericambi
Helen Dowling, The Burning Time Slideshow, 2015 - still da video - courtesy of the artist and Artericambi

Negli spazi di largo respiro, puliti ma affatto neutri, Helen Dowling (UK, 1982) agisce con acuta sobrietà. Sono forme essenziali, quelle cadenzate attraverso l’ampia sala: presenze luminose, non tanto oggetti. “Oggetto” pare invece ciò che non dovrebbe essere: quello schermo (innalzato su una vistosa impalcatura) che occupa con sottile e ironica sgraziataggine il centro della sala. Ciò che scorre su di esso sono immagini tanto eccezionali quanto ordinarie, che decostruiscono la banalità dell’esotico, ma ne distillano al contempo l’intima poesia. L’unità pulsante del video è infatti sostenuta da un’invadente, rumorosa postproduzione: il taglio critico cede così il passo a un’indagine formale sulle dinamiche della percezione, mentre la superficie dello schermo si abita di forme luminose dal fascino archetipico – proprio come quelle che, senza avere ancora attraversato lo specchio, fluttuano attorno a noi.

Simone Rebora

Verona // fino al 30 settembre 2015
Helen Dowling – Original Remix
ARTERICAMBI
Via Leida 6a
045 8403684
artericambi@gmail.com
www.artericambi.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46293/helen-dowling-original-remix/

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.