Villa Medici. Due mostre a Roma, fra scalinata e cisterna

Villa Medici, Roma – fino al 17 maggio 2015. All’interno di una sede esclusiva, dai cui balconi si può godere di un panorama a 360 gradi sulla Capitale, trova ospitalità la collettiva “L’Analfabeto”, ideata dagli artisti del gruppo L’Alfabeto. Mentre per tutta l’estate resta allestita la personale di Jean-Luc Moulène.

Jean- Luc Moulène, série Tronches, 2015 (particolare) - photo Matteo Nardone
Jean- Luc Moulène, série Tronches, 2015 (particolare) - photo Matteo Nardone

Attraverso un folle gioco di parole, immagini, forme e materiali, Yann Annicchiarico, Axelle Bonnard, Jenny Feal Gomez, Karolina Krasouli e Anaëlle Vanel, Elise Cam, Ovidiu Leuce, Alfredo Pirri, Bernhard Rüdiger e Francisco Tropa trovano una collocazione tutta originale per la loro esposizione: la cisterna romana di Villa Medici, un umido luogo dall’insolita architettura che trasuda storia.
Uno spazio adibito a sala espositiva, con piccole luci per non rovinare l’atmosfera in cui l’unico rumore è quello delle goccioline di umidità di cui è impregnata la cisterna, concesso al gruppo di artisti per esaltare le silenziose forme sotterrane ed esplorare così il punto di incontro tra passato e presente.
A monte dell’esposizione c’è infatti un progetto di ricerca, nato dal seminario che si è svolto proprio a Villa Medici a luglio dell’anno scorso, quando gli studiosi dell’Accademia di Belle Arti di Lione si sono incontrati. L’obiettivo è ricercare la vera chiave della cultura: la purezza di un linguaggio privo di un filtro specifico: solo “l’analfabeta” è capace di instaurare una relazione pura e personale con la storia e con l’arte attraverso una creatività che si rinnova e non subisce influenza alcuna.

Jean- Luc Moulène, série Tronches, 2015 - photo Matteo Nardone
Jean- Luc Moulène, série Tronches, 2015 – photo Matteo Nardone

All’interno della Villa è poi allestita, fino al 13 settembre, la mostra di Jean-Luc Moulène (Reims, 1955; vive a Parigi): oggetti, fotografie e una videoproiezione di dieci minuti per esprimere una critica radicale verso le manipolazioni e le seduzioni della rappresentazione. Il curatore Éric de Chassey ha voluto porre l’accento su opere recenti ma ha proposto anche alcuni dei progetti più datati dell’artista francese. Si tratta di più di trenta opere selezionate, seppur apparentemente eterogenee, per esaltare attraverso un filo di continuità la sua pratica artistica: l’uso dell’objet trouvé, della “situazione trovata”, un approccio che propone una vera e propria esperienza “sensibile”. Ed è sicuramente un viaggio alla scoperta della propria sensibilità artistica quello proposto al visitatore che si accinge attraverso le sale dalle diverse sfumature cromatiche, dall’azzurro al giallo al rosa.

Jean-Luc Moulène, Bubu 1er, 1977 - photo Matteo Nardone
Jean-Luc Moulène, Bubu 1er, 1977 – photo Matteo Nardone

Tutte le opere esposte rivisitano la storia esaltando gli elementi presenti nell’architettura o nelle decorazioni di Villa Medici. Sin dall’ingresso si viene catturati da un disegno primitivista messo in relazione con un grande oggetto bifronte realizzato attraverso un calco e una fotografia, ma il momento più intenso si raggiunge lungo la scalinata sulla quale giacciono quindici oggetti in cemento modellati da maschere di carnevale e posti su coperte colorate.
La mostra di Jean-Luc Moulène a Villa Medici, luogo destinato ad ancorare il contemporaneo a una relazione profonda con il passato, rientra in gran parte nell’ambito di una logica archeologica che consiste nel cercare ciò che nel passato può essere rivivificato per ri-orientare il presente in una direzione altrimenti vietata dalla logica cronologica del cosiddetto progresso”, spiega Éric de Chassey.

Flavia Zarba

Roma // fino al 17 maggio 2015
L’Analfabeto
Roma // fino al 13 settembre 2015
Jean-Luc Moulène – Il était une fois
a cura di Éric de Chassey
VILLA MEDICI – ACCADEMIA DI FRANCIA
Via Trinità dei Monti 1
06 6761291
[email protected]
www.villamedici.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43889/lanalfabeto/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44433/jean-luc-moulene-il-etait-une-fois/

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Flavia Zarba
Nata ad Anzio nel 1985, Flavia Zarba è una giovane giornalista laureata in Giurisprudenza presso la Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo tanti anni di accurati studi giuridici, inizia la sua esperienza giornalistica lavorando per Romapost magazine online, dove, oltre ad occuparsi di articoli e recensioni, diventa responsabile della sezione arte-cultura-spettacoli. Come curatrice, la sua attenzione si focalizza soprattutto sull'analisi critica degli eventi, senza tralasciare i dettagli e le curiosità biografiche. Attualmente, oltre a collaborare con Artribune e Romapost si occupa di giornalismo investigativo d'inchiesta curando reportage con IRPI, investigative reporting project Italy, una rete di giornalisti freelance di inchieste giornalistiche.