Le nuove geometrie di François Morellet

A arte Studio Invernizzi, Milano – fino al 23 aprile 2015. L’artista francese dimostra la vitalità della sua poetica con due cicli di opere recenti. In una mostra che comprende anche rarità e opere storiche.

François Morellet - One more time - veduta della mostra presso A arte Invernizzi, Milano 2015 - photo Bruno Bani, Milano
François Morellet - One more time - veduta della mostra presso A arte Invernizzi, Milano 2015 - photo Bruno Bani, Milano

One more time, dice il titolo della mostra: ed è un piacere vedere ancora una volta le opere di François Morellet (Cholet, 1926). Tanto più quando si tratta di un’esposizione di qualità com’è ormai d’abitudine alla galleria Invernizzi, che punta su un mix ben dosato di opere storiche, rarità e lavori recenti. L’artista francese, negli Anni Sessanta tra i fondatori del GRAV, dimostra come la sua poetica non abbia perso smalto: al piano sotterraneo un gruppo di “neon su tela” crea un ambiente suggestivo; al piano superiore, il ciclo dei 3D prosegue la riflessione sulle geometrie tipica dell’artista, aggiornandola all’era digitale. Tra i lavori d’epoca, tutti di pregio, un’opera al neon del 1972 e quadri a effetto optical di fine Anni Sessanta-inizio Settanta.
Il prossimo appuntamento da Invernizzi sarà con Gianni Colombo, per una mostra che inaugura il 21 maggio e ricostruisce la sua ultima personale, del 1992.

Stefano Castelli

Milano// fino al 23 aprile 2015
François Morellet – One more time
A ARTE STUDIO INVERNIZZI
Via Scarlatti 12
02 29402855
[email protected]
www.aarteinvernizzi.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42394/francois-morellet/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.