L’attimo prima di cadere. Nelle foto collezionate da Linda Fregni Nagler

Galleria Monica De Cardenas, Milano – fino al 23 maggio 2015. Per provare a comandare l’aria bisogna tuffarsi nella galleria meneghina. E abbandonarsi alla sfida fotografica di Linda Fregni Nagler.

Linda Fregni Nagler, Pour commander à l'air, Daredevil, 2014
Linda Fregni Nagler, Pour commander à l'air, Daredevil, 2014

Di primo acchito appaiono per quello che sono, semplicemente delle foto, grandi e dall’aspetto rétro, ma in breve si coglie che a dominarle è un tema comune: tutte le persone rappresentate sono colte in un attimo d’incertezza sul confine del vuoto. Allora il titolo dell’esposizione di Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976; vive a Milano), Pour commander à l’air, sembra diventare chiaro: per comandare l’aria bisogna protendersi fino a sentirne l’ebbrezza. È per questo che bisogna sporgersi anche nell’osservare queste opere, guadarle da vicino, sin nei dettagli, perché solo allora disvelano la loro vita. Cosa sia successo ai protagonisti delle immagini rimane un mistero, chiuso nell’equilibrio tra il limite narrativo e quello documentaristico dello scatto. L’artista ci mostra invece cosa vive sotto la pelle della fotografia: ingrandendo fino al limite le stampe antiche che ha collezionato, ne fa emergere una nuova grammatica composta dalle tracce, volontarie o meno, lasciate dagli autori e dai segni del tempo accumulatosi.

Matteo Zarbo

Milano // fino al 23 maggio 2015
Linda Fregni Nagler – Pour commander à l’air

MONICA DE CARDENAS
Via Viganò 4
02 29010068
[email protected] 
www.monicadecardenas.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43610/linda-fregni-nagler-pour-commander-a-lair/

CONDIVIDI
Matteo Zarbo
Matteo Zarbo (Milano, 1975) si è laureato nel 2004 in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università Statale di Milano. Dopo un primo approccio all'attività curatoriale, si è dedicato con sempre maggior interesse alla produzione di contenuti didattici in collaborazione con la Fondazione Mazzotta. In seguito la sua attività si è aperta, prima alla fotografia di opere d'arte, poi alla realizzazione di allestimenti. Attualmente cura il repertorio iconografico di monografie e cataloghi generali di diversi artisti, collabora con gallerie per progetti fotografici, con archivi, musei e fondazioni per allestimenti di mostre e ricostruzioni di opere e con alcune testate del settore.