Il luogo d’arrivo di Stéphanie Nava. A Milano

Galleria Riccardo Crespi, Milano – fino al 24 aprile 2015. Una mostra che si serve del disegno. Per arrivare al cuore di una ricerca paesaggistica dove l’uomo e l’ambiente interagiscono a livello architettonico e naturalistico. E dove memoria e immaginazione dialogano fra installazioni e fogli di carta.

Stéphanie Nava, Archipel, 2010
Stéphanie Nava, Archipel, 2010

L’arte di Stéphanie Nava (Marsiglia, 1973) esprime un mondo interiore che si rivela con disegni concettuali e romantici. Gli spazi della Galleria Crespi sono appositamente divisi per tematiche. Il piano superiore è dedicato all’architettura: quattro disegni su carta, Reprises (2014-15), delineano paesaggi di ispirazione persiana, bizantina, giapponese e fiamminga.  Sono visioni consce e precise che generano immagini oniriche appartenenti al suo universo creativo, dove l’uomo è sempre presente: di spalle per Reprises (flamand) oppure negli interni di case come per Reprises (persan). Il piano inferiore è connesso al paesaggio, all’uomo nel paesaggio. Con la serie Archipel (2010), macchie di china delineano verdi paesaggi dove appaiono gambe, mani e teste di essere umani. Mentre il plastico del greto del fiume Rodano (Le cours figé des lignes, 2015) attira l’attenzione, quasi come se avesse percorso la mostra lasciando un segno, diventando ad locum venire.

Giorgia Quadri

Milano // fino al 24 aprile 2015
Stéphanie Nava – Ad locum Venire
RICCARDO CRESPI
Via Mellerio 1
02 89072491
[email protected]
www.riccardocrespi.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42743/stephanie-nava-ad-locum-venire/

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Giorgia Quadri
Giorgia Quadri (Varese, 1991), cresciuta inizialmente tra pianure piacentine, terre di coppa, agricoltori arricchititi e piantagioni di pomodori. In seguito trapiantata negli Stati Uniti dove ha frequentato la primary school, la first, second and third grade, ha avuto una sorella, un cane, una casa con giardino che però aveva le persiane azzurre incollate al muro. A nove anni torna a Luino, concludendo l’infanzia e facendosi travolgere dall’adolescenza. Sceglie di iscriversi all’Università di Pisa, dove si laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione con una tesi di ricerca sulla Videoteca Giaccari di Varese. Ritorna dunque nelle Prealpi per catalogare, archiviare e organizzare le manifestazioni celebrative dalla suddetta. Il tirocinio si trasforma in una collaborazione che continua tuttora comportando allestimenti vari (Genova, Ginevra). Attualmente è iscritta al biennio specialistico in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Brera di Milano.