Il linguaggio floreale. Ancora con Pinault chez Gucci

Museo Gucci, Firenze – fino al 20 settembre 2015. Quattro artisti completamente differenti, legati dal linguaggio dei fiori. Opere ambigue, delicate e profonde. Con un’altra mostra curata da Martin Bethenod nella maison toscana.

The Language of Flowers - veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 - photo Alessandro Moggi - © Gucci
The Language of Flowers - veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 - photo Alessandro Moggi - © Gucci

Nell’antico Palazzo della Mercanzia, situato in piazza della Signoria a Firenze, il Gucci Museo ha inaugurato la settima mostra della Pinault Collection intitolata The Language of Flowers, celebrando così uno dei motivi iconici della maison: la stampa Flora.
La mostra, curata da Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, raccoglie le opere di quattro artisti che hanno reso l’iconografia dei fiori il soggetto principale delle loro creazioni, o almeno un tema rilevante. In un percorso visivo e olfattivo, l’esposizione s’ispira anche a Firenze, città del fiore sin dall’epoca dei romani.
Tra le mura spoglie dello splendido palazzo, nell’area che una volta era dedicata alla cappella di famiglia, spiccano le opere dei quattro artisti, ricche di significati profondi e delicati. Dietro la composizione leggiadra di fiori che fluttuano in un mare blu (Einder, 2007-08), Marlene Dumas ha nascosto un malinconico ricordo legato alla morte della madre; così i fiori, tipici del Sudafrica, Paese natale dell’artista, si trasformano nel simbolo del lutto e celano il dolore e i ricordi della pittrice.

The Language of Flowers - veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 - photo Alessandro Moggi - © Gucci
The Language of Flowers – veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 – photo Alessandro Moggi – © Gucci

La marocchina Latifa Echakhch, invece, cattura l’olfatto con il profumo inebriante del gelsomino asiatico. Fantôme (Jasmin) (2012) rievoca un ricordo dell’artista nella città di Beirut, dove i venditori ambulanti di gelsomini, per conservare il profumo e la freschezza dei fiori, li coprivano con una camicia; infatti l’installazione è realizzata con una camicia bianca, appartenente proprio a un venditore della città, e da ghirlande di gelsomini, che vengono sostituite ogni martedì per mantenere l’intenso profumo. Questa meravigliosa e apparentemente fragile scultura nasconde però un significato profondo legato alle rivoluzioni della Primavera araba e alle tensioni culturali. I gelsomini diventano così una metafora politica.

The Language of Flowers - veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 - photo Alessandro Moggi - © Gucci
The Language of Flowers – veduta della mostra presso il Museo Gucci, Firenze 2015 – photo Alessandro Moggi – © Gucci

I fiori catturati nelle fotografie dell’americano Irving Penn trasmettono, attraverso l’accostamento dell’immagine in bianconero e a colori, lo scorrere del tempo e lo sfiorire della perfezione (Cottage Tulip, Sorbet, New York, 1967 e Single Oriental Poppy, 1968). Infine, la fotografa francese Valérie Belin, prendendo spunto dagli antichi specchi veneziani, realizza donne-fiori unendo volti femminili e motivi floreali dagli splendidi colori (Calendula (Marigold) 2010 e Phlox New Hybrid (with Dahlia Redskin) 2010); riflessi e trasparenze che descrivono l’ambiguità tra umanità e mondo vegetale, tra la presenza e l’assenza e associano la bellezza femminile a quella dei fiori.
Nonostante il soggetto leggero e fresco, la mostra mette in risalto la memoria e i ricordi degli artisti, i temi della politica e della ricerca della perfezione che si celano dietro le opere. Ambiguità, dolore, fragilità, politica, vanità: sono queste le parole dei fiori.

Chiara Piperni

Firenze // fino al 20 settembre 2015
The Language of Flowers
a cura di Martin Bethenod
MUSEO GUCCI
Piazza della Signoria 10
055 75923302
[email protected]
www.guccimuseo.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43000/the-language-of-flowers/

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Chiara Piperni
Nasce a Roma nel 1991. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un Master in Comunicazione e Marketing. Si diletta a scrivere d’arte e a passeggiare per le vie di Roma, tra gallerie e musei, sempre alla ricerca di nuove ispirazioni.