Combinazioni necessarie. David Lindberg a Milano

Galleria Mimmo Scognamiglio, Milano – fino al 31 marzo 2015. La ricerca di David Lindberg, tra progettualità e fatalismo. Ovvero come prendere un processo chimico irreversibile e trasformarlo in una riflessione sulla bellezza e l’inevitabilità.

David Lindberg - veduta della mostra presso la Galleria Mimmo Scognamiglio, Milano 2015
David Lindberg - veduta della mostra presso la Galleria Mimmo Scognamiglio, Milano 2015

Assecondare il caso per poi cristallizzarlo in un’opera sembra l’intento principale di David Lindberg (Des Moines, 1964). Americano di nascita ma radicato ad Amsterdam, dopo la laurea in architettura si occupa parallelamente di arte e design. Nei suoi lavori mescola pigmenti colorati, resine epossidiche e frammenti di vetro per produrre colate trasparenti di materia, poi solidificate in un momento. Il risultato, solo abbozzato, è un esperimento “felice” in cui l’irreversibilità dei processi fisici porta alla creazione di un’opera d’arte. Prendere una lamina di vetroresina come una metafora della vita può essere, in effetti, un azzardo. Eppure, osservando i lavori di David Lindberg alla Galleria Scognamiglio, la sensazione è quella di un’inevitabile fossilizzazione – la morte, le cattive abitudini – di qualcosa di incontrollabile come un fluido che scorre: il destino che ci attende, la bellezza che ci sovrasta.

Raffaela Iasevoli

Milano // fino al 31 marzo 2015
David Lindberg
MIMMO SCOGNAMIGLIO
Via Ventura 6
02 36526809

[email protected]
www.mimmoscognamiglio.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42433/david-lindberg/

CONDIVIDI
Raffaela Iasevoli
Raffaela Iasevoli ha studiato Scienze filosofiche all'Università Statale di Milano ed è specializzata in estetica contemporanea con una tesi su “La filosofia dopo l’arte di Joseph Kosuth”. Nella redazione televisiva di Class CNBC ha collaborato per ClassLife e ArtTV, realizzando servizi sulle mostre e fiere d’arte in Italia e all’estero. Vive e lavora tra Legnano, Napoli e Milano.