Sid Avery: il lato più intimo di Hollywood

Ono Arte Contemporanea, Bologna – fino al 1° Marzo 2015. Sid Avery, ovvero il fotografo che mostrò le star americane degli Anni Cinquanta da una prospettiva senza maschere.

Paul Newman and Joanne Woodward at their Beverly Hills home in 1958 - © Sid Avery : mptvimages.com
Paul Newman and Joanne Woodward at their Beverly Hills home in 1958 - © Sid Avery : mptvimages.com

Anche le icone hanno un lato umano. A ricordarcelo è la Ono Arte Contemporanea, che ci fa fare un tuffo nel passato con Hollywood Snapshot. Sid Avery Photographs, la personale del fotografo che negli Anni Cinquanta invertì il senso di marcia della fotografia. Stiamo parlando di Sid Avery (Akron, Ohio, 1918 – Los Angeles, 2002), l’artista statunitense che abbandonò il ritratto tradizionale, fatto di pose e giochi di luce, e tramutò divi irraggiungibili in persone. Marlon Brando, Audrey Hepburn e molti altri: ognuno si mostrò con genuina spontaneità e a permetterglielo fu l’intimità che lui stesso aveva con le star, amicizia e confidenza che lo fecero accedere a un lato di Hollywood agli altri negato. È attraverso lo snapshot, l’istantanea, che tramuta l’idolo in persona cogliendolo nella quotidianità, arrivando a produrne fino a 350.000 in poco più di dieci anni. Oggi queste immagini ci fanno ancora sognare per l’umanità che sprigionano, sebbene si abbia sempre la sensazione di osservare, se non divinità, dei semidei, perché nonostante tutto Hollywood è sempre Hollywood.

Benedetta Schiavi

Bologna // fino al 1° marzo 2015
Sid Avery – Hollywood Snapshot
ONO ARTE CONTEMPORANEA
Via Santa Margherita 10
051 262465
[email protected]
www.onoarte.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42325/sid-avery-hollywood-snapshot/

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Benedetta Schiavi
Classe 1988, Benedetta Schiavi nasce e vive attualmente a Bologna. Il sogno di diventare curatrice la spinge a studiare Storia dell'arte all'Università di Bologna e in seguito a specializzarsi in Economia e gestione dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Durante gli studi collabora per Arte Fiera, dove segue la realizzazione della mostra “Storie Italiane”. Terminata l'università, ansiosa di mettersi in gioco, scappa (se così si può dire) a Londra, dove vive per quasi un anno facendosi le ossa nella galleria d'arte Vitrine. Amante dell'arte, del cinema e di tutto ciò che è bello e opinabile, si diverte a mettere in discussione qualsiasi parere e a osservare incostantemente ogni fatto da differenti prospettive.